Outlaw blues

«Les hommes n’ayant pu guérir la mort, la misère, l’ignorance, ils se sont avisés, pour se rendre heureux, de n’y point penser»

«Gli uomini, non avendo potuto guarire la morte, la miseria , l’ignoranza, hanno creduto meglio, per essere felici, di non pensarci»

– Blaise Pascal (Pensieri. 168)

Lunedì tocca tornare a lavorare. Io, come per tutte le tragedie del mondo, seguo Pascal, e cerco di focalizzare i pensieri su altro.

Passo questo ultimo weekend di riposo ascoltando Bob Dylan, guardando vecchi film (ho finito da poco il meraviglioso ‘Cool Hand Luke’ con Paul Newman) e mangiando la ‘Galette des Rois’ come da tradizione francese.

Sadaharu Aoki - galette di macha e azuki

Sadaharu Aoki – galette di macha e azuki

Lo so che dopo queste due settimane di pacchia devo tornare alla realtà lunedì, ma mica mi va.

«Kant diceva che un merito morale si ha solo quando si agisce per senso del dovere; non é sufficiente che l’atto sia tale che il dovere avrebbe potuto  descrivere. Il commerciante che è onesto perché gli conviene, o l’uomo che è gentile perché la sua indole è socievole, non sono virtuosi. L’essenza della moralità va dedotta dal concetto di legge; infatti, per quanto tutto in natura agisca secondo le leggi, soltanto un essere razionale ha il potere di agire secondo l’idea  di una legge, cioè per una volontà.»

– Bertrand Russell (Storia della Filosofia Occidentale)

Dovrei quindi considerarmi virtuoso perché faccio qualcosa che devo? Passiva e cieca obbedienza ad un imperativo “morale”?

Specialità di inizio anno

Specialità di inizio anno

Dopo aver visto il sorriso di Cool Hand Luke, che non si arrende alle catene e fugge di prigione (anche se certo non verso un lieto finale) , io non ho voglia di arrendermi così facilmente a Kant e medito una via alternativa.

«La formula più universale, che sta a fondamento di ogni religione e di ogni morale, dice: “Fa questa cosa e quella cosa, trascura questa e quest’altra – così sarai felice! Diversamente invece…”. […] Sulle mie labbra quella formula si converte nel suo opposto: un uomo ben riuscito, un “felice”, non può che fare certe azioni e si guarda istintivamente da altre azioni, e l’ordine che fisiologicamente rappresenta egli lo trasferisce all’interno dei suoi rapporti con gli uomini e con le cose. In una formula: la sua virtù è la conseguenza della sua felicità…»

– Nietzsche (Crepuscolo degli idoli. I quattro grandi errori)

Questo approccio mi piace molto di più. Io ho deciso quindi di affrontare questo 2014 con spirito dionisiaco, con un sorriso e con la luce nel cuore, e da ciò verrà la mia virtù; non dall’obbedienza.

La fève in porcellana l'ha ovviamente trovata Maiko

La fève in porcellana l’ha ovviamente trovata Maiko

Con la pancia piena di galette apro le mille scatole di amazon (piene di pannolini, biberon, etc.) e tra poco vado a fare yoga.

«Conservare la propria allegria in mezzo a una faccenda oscura e oltremodo gravida di responsabilità, non è artificio dappoco: e tuttavia che cosa è più necessario dell’allegria? Non v’è cosa che riesca se non vi ha la sua parte la tracotanza.»

– Nietzsche (Crepuscolo degli idoli. Prefazione)

Già mi sento meglio.

Curry udon

«La scienza ci dice ciò che possiamo sapere, ma ciò che possiamo sapere è poco, e se dimentichiamo quanto non possiamo sapere diventiamo insensibili a moltissime cose di grandissima importanza.  La teologia, d’altra parte, porta alla fede dogmatica, alla convinzione che si sappia ciò che in realtà si ignora, generando così una sorta di insolenza nei riguardi dell’universo. L’incertezza tra la speranza ed il timore è penosa, ma deve essere sopportata se desideriamo vivere senza ricorrere a favole belle e confortanti. Non è bene né dimenticare le domande che la filosofia pone né persuaderci di aver trovato incontrovertibili risposte. Insegnare a vivere senza la certezza e tuttavia senza essere paralizzati dall’esitazione è forse la funzione principale cui la filosofia può ancora assolvere nel nostro tempo.»

– Bertrand Russell (Storia della Filosofia Occidentale. Introduzione)

Detto questo direi che c’è poco da aggiungere. Solo per la cronaca vi informo quindi che  ciondoliamo in una Parigi semi-deserta (sono rimasti solo i turisti) aspettando di ripartire per la Toscana a metà del mese.

Questo weekend lo passo a studiare per motivi di lavoro quindi poche foto, tranne quella sottostante. Tante domande mi girano per la testa, ma certamente nessuna risposta incontrovertibile, statene certi. Spero presto di poter spiegare meglio. Per ora, attendo, e leggo Bertrand e Avgouleas in queste calde giornate d’agosto…

today's lunch

Today’s lunch