J-pop

La temperatura percepita oggi è arrivata a 41 gradi.
I bimbi per fortuna sembrano neanche accorgersene. Noi beviamo, mangiano gelati e ci godiamo l’invenzione dell’aria condizionata.

Le foto raccontano la storia di questi giorni, inclusa solita cena con Micchan e il marito pop star giapponese. Per chi non lo conoscesse allego anche video YouTube di una delle sue prodezze, foto dell’ennesimo cd che mi ha regalato e del meraviglioso sake che mi ha fatto assaggiare.



Bullet in the blue sky

Seduto in un ufficio deserto, di 10 agosto, con addosso un maglione di lana perché qui a Parigi fa un gran freddo.

A casa le valigie sono pronte, ho passato l’aspirapolvere, fatto un’ultima lavatrice e messo a posto un po’ del disordine che avevo creato in questi giorni.

Domani ancora un po’ di lavoro e poi alla sera volo per il Giappone. Le notizie alla CNN non mi rassicurano per niente, ma poco posso fare. Cerco invece di pensare a Maiko e ai miei bimbi, al buon cibo e alla buona compagnia che mi aspettano dopo 12 ore di volo.

Cecilia di nuovo non e’ stata tanto bene ma sembra in via di ripresa e le foto con il sorriso mi mettono di buon umore.

Vi terrò aggiornati sul mio viaggio…

 


I live by long distance

Maiko e i bimbi sono in Giappone.

Nei primi giorni la febbre di Edoardo è salita fino a 39.6 e Cecilia non dormiva la notte, piangendo per ore. Io stavo in pena e Maiko faceva i salti mortali per occuparsi da sola di tutti e due. Ora le cose però sembrano un po’ più tranquille, anche se il gran caldo non è facile da sopportare. Per fortuna ci sono un po’ di amiche, la visita all’acquario e all’Anpanman museum.

Io qui a Parigi vado a lavorare, mangio tanti ravioli del Bon Marché (una mia passione), leggo tanto e nel fine settimana visito musei e vado al cinema.

Nel frattempo conto i giorni e venerdì prossimo salgo sull’aereo e vado a raggiungerli.

Le foto di oggi vengono quindi arrivano dai due mondi. Quelle mie si soffermano in particolare su una visita al Louvre in cui mi sono aggirato per ore nelle sale deserte. Ero commosso, lo giuro. Tutto era lì solo me.

Mi perdonerete anche la collezione di ritagli di pagine di libro. Fonti varie, da Glenn Gould a Diogene Laerzio, senza mai farsi mancare l’amato Nietzsche.





E oggi Chotto arriva ai 40

“…E per questo siamo sempre in movimento, come veri e propri animali alati e raccoglitori di miele dello spirito, preoccupati in realtà solo e unicamente di una cosa, di «portare a casa» qualcosa. Di fronte alla vita, poi, e a quello che concerne le cosiddette «esperienze», chi di noi mai ha anche solo la serietà necessaria? O il tempo necessario? Di queste cose, temo, non ci siamo mai veramente «occupati», infatti il nostro cuore è altrove, e anche le nostre orecchie! Simili piuttosto a chi, divinamente distratto e immerso in se stesso ha appena avuto le orecchie percosse dal suono della campana che con tutta la sua forza ha annunziato il mezzogiorno con dodici rintocchi, e si sveglia all’improvviso e si chiede «che suono è mai questo?», così noi, di quando in quando, “dopo”, ci stropicciamo le orecchie tutti sorpresi e imbarazzati e chiediamo «che cosa mai abbiamo realmente vissuto:» o ancora «chi “siamo” noi in realtà?» e contiamo solo “dopo”, come si è detto, tutti e dodici i frementi rintocchi della nostra esperienza, della nostra vita, del nostro “essere” – ahimè – e sbagliamo a contare… Infatti necessariamente rimaniamo estranei a noi stessi, non ci capiamo, “dobbiamo” scambiarci per altri, per noi vale per l’eternità, la frase «ognuno è per se stesso la cosa più lontana», noi non ci riconosciamo come gente che «ricerca la conoscenza»”

Nietzsche 

È da un po’ che non scrivo, ma oggi è un giorno speciale. Stasera torta e calendine ma intanto ringrazio chi mi ha scritto e pensato e pubblico qualche foto recente dei due bimbi e Maiko che sono sempre la mia grande gioia.