A bordo campo

Ho Peppe ancora stravaccato sul divano a digerire il lauto pasto di Mai e a ripensare all’utile punto portato a casa ieri sera.

Prima di riaccompagnarlo verso Linate pubblico qualche testimonianza delle weekend milanese in sua compagnia.

Sempre onore al fratello Peppe.

Cosa non si farebbe per vedere la Roma (nonostante i divieti)

Chotto e Peppe a passeggio in galleria

Convivio (focaccia con le olive, ricotta, pomodori e cipolle)

Peppe ormai di casa sul Naviglio Maggiore

Nacchan e Yoko-san

Giornate di tappe forzate in giro per la Toscana per portare le due simpatiche ospiti arrivate da Tokyo a vedere un po’ di bellezze italiche.

Io guido, mangio a dismisura e per fortuna nel tardo pomeriggio riesco anche a farmi una nuotata in piscina.
L’idea di tornare a lavoro lunedì proprio non mi va…
Potrei forse riciclarmi come guida turistica!

Yoko, Chotto e Natsuki a San Gimignano

Maiko turista

Il Chianti

Scalando la torre del Mangia (Siena)

Cenetta a casa (con capesante, spigola e panforte)

Infine, last but not least, come direbbero gli inglesi… sono lieto di annunciare che l’amico Nano Sganga e Laura sono diventati finalmente genitori!
Onore alla chottocommunity che si allarga.

Shonan Enoshima

Oggi un breve estemporaneo post di omaggio al fratello Sacchan che finalmente si regala qualche giorno di vacanza e riposo vicino all’isola di Enoshima.

Metto il link di google maps così potete capire dove sta (link) e sottolineo il fatto che dal bordo mare mi ha scritto per comunicarmi che ha comprato la macchinetta del caffè per quando io, Mai e Peppe andremo a trovarlo.

Sa che non possiamo fare a meno del caffè (da pessimi italiani – tra questi includo ormai anche Mai) e si sta attrezzando nell’attesa di un nostro arrivo.

Sempre gloria a SACCHAN THE KING!

Sacchan con gloriosi pantaloncini Robe di Kappa

La macchinetta per il nostro caffè

A rolling stone gathers no moss

Lo so che scrivo ormai solo una volta a settimana, ma è il tempo che ho.

Forse è anche meglio così.
Cercherò almeno di fare valere qualcosa queste righe che pubblico.

Cosa ha quindi segnato in maniera particolare questi giorni?
Ho finito il libro, non particolarmente bello, di Macfarlane e ne ho iniziato uno molto più bello di Pincio.

Ho iniziato a fare scorte di pasta e biscotti per la nostra partenza per la Sardegna.

Ho passeggiato oggi per la prima volta nel bel museo del 900 accanto al Duomo.

Mi sono riempito la pancia di una meravigliosa impepata di cozze.

Chotto, fiori, caffè e il Duomo

Ma non è solo di questo che volevo raccontare. Visto che si avvicina a rapidissimi passi il mio compleanno – mancano appena 3 giorni al fatidico 20 luglio –  oggi si parla di “destino” (le virgolette sono d’obbligo).

“Forse che non si sfugge al proprio destino? E’ una possibilità che sarei disposto ad ammettere se questa parola comoda e consolatoria, destino, non dicesse molto meno di quello che promette.
Io credo in due cose. Credo nell’uomo, nel suo libero arbitrio, e credo nell’impossibilità di cavare il  sangue dalle rape. E’ dall’incontro di queste due cose che il più delle volte scaturisce ciò che chiamiamo destino. Modellarci alla maniera che vogliamo non ci è precluso in assoluto, ma non ci esime dal fare i conti con il blocco di creta che abbiamo in dotazione, ovvero con quello che siamo.”

(Tommaso Pincio – Inferni e paradisi di uno scrittore senza fissa dimora)

Per avvalorare la teoria questa settimana pubblico quindi due foto giunte a poche ore di distanza da due amici molto diversi tra di loro.

Stefano: Fisico e giovane padre, alle prese con quattro astici nella vasca da bagno

Giacomaio: ex-revisore, eterno ultras anche nelle ore di lavoro

Ammiro quindi tutti e due, pienamente consapevoli e felici del blocco di creta di cui sono fatti,  persi nelle loro passioni, intoccabili entrambi da quello che accade nel mondo attorno a loro.
Ringrazio inoltre vivamente per le foto!

Meditazioni su dubbi e certezze, possibilità e limiti

“Il guaio è che uno straniero, un uomo dell’Occidente, ma diciamo pure soltanto un uomo, può capire con la mente, col cervello, magari finanche con un pezzo di cuore, ma al fondo della sua anima si anniderà sempre un qualcosa di equivoco e ambiguo che farà preferire il sospetto e l’inganno, la messinscena di uno spogliarello, un gioco delle parti dove non è mai chiaro chi è preda e chi è cacciatore. Mi domando allora se l’uomo chieda certezze soltanto a parole o se di fatto, invece, chieda il dubbio. In fondo, nulla più del dubbio alimenta il desiderio, nulla più del sospetto odora di sangue…”

Chotto in the green

Insomma, ok, il destino in qualche modo esiste, anche se non esattamente nella forma in cui normalmente lo concepiamo. Teniamoci però i nostri dubbi e le nostre incertezze che rendono la quotidianità molto più interessante.

“Cercare la felicità seguendo le orme di un sogno presuppone un doppio atto di fede. Tanto per cominciare, bisogna credere che la strada indicata dal sogno sia davvero aperta a tutti; una cosa per nulla scontata, considerato che a vincere sono sempre in pochi e questi pochi quasi sempre gli stessi. Ma questo è il meno, perché  l’altra cosa in cui è necessario credere sono le proprie carte e siccome non stiamo parlando di una partita a poker qualunque, bensì della nostra vita, la sola che fino a prova contraria abbiamo a disposizione, quelle carte sono tutto ciò che abbiamo e siamo. Certo in teoria sarebbe anche possibile bluffare, ma non è tanto agevole assumersi un simile rischio nell’unica mano che ci viene concessa. Senza contare, poi, che con quel bluff dobbiamo convivere fino alla morte. Per questo, tutto sommato, è meglio crederci: perché se dobbiamo perdere, che almeno sia una sconfitta vera.

Nonostante il ferreo destino, io continuo quindi a sognare, in fondo soddisfatto dell’incertezza che mi permea, e ripensando alle meravigliose cozze dell’altra sera.

Ristorantino di mare con Mai

Impepata di cozze (aglio, olio, pepe e prezzemolo)

Mai questo weekend ha fatto scorte di cibo per prepararmi la cena di compleanno.
Con curiosità e incertezza aspettiamo quindi il 20 luglio.

Vi terrò aggiornati.

Tramonto qui sui navigli

Dubbio

Mi è venuta l’idea che forse Peppe non viaggi per niente.
Avrà a casa una serie di sfondi dipinti ed usa quelli.
L’espressione, gli occhiali da sole e direi anche i vestiti mi sembrano gli stessi sempre… Spero di sbagliarmi

Pan di zucchero

 

Rio

Mentre noi stiamo qui a lavorare, ricordando gli scampoli di ponte, c’è chi ancora se la gode.
Pubblico subito foto di Peppe dall’altra parte del mondo… Beato lui.

Scatto dal Cristo Redentor

 

Raindrops

Quale è il senso di tutto quanto?
Non ne ho la più pallida idea.
Nessuno sembra aver ancora trovato la risposta fino ad oggi e non aspettatevi quindi nulla da un inutile blog.

Però azzardo una teoria.

Dopo aver passato 4 rilassanti giorni nel Chianti in compagnia degli amici Alessio e Silvia e soprattutto della loro meravigliosa piccola Sara, un’idea me la sono fatta.

Il caos, l’entropia, l’estrema semplice illogicità di chi vede il mondo per la prima volta sono forse l’unica strada per arrivare ad una risposta sensata.

In 4 giorni ho mangiato delle meravigliose fiorentine, raccolto ciliege, finito il mio libro di McEwan, parlato del futuro, fatto il bagno sotto uno splendido sole e mi sono infradiciato sotto splendidi temporali.

Di soluzioni ai miei attuali dubbi non ne ho trovate, ma sono stato benissimo e dalla innocente follia e spensieratezza di Sara ho imparato tanto.

Grazie quindi a tutti e tre del bellissimo fine settimana!

Chotto e Sara a passeggio per Pienza

Sara, Silvia e Maiko

Riposo a casa in piscina

Il duro lavoro

Ciliegie raccolte dal nostro albero

La mia Mai

La meravigliosa crostata di mele per la nostra colazione

“…era una bella cosa, ma la vita era il vecchio casino di sempre. E ora che si apprestava ad affrontare gli ultimi stadi attivi dell’esistenza, Beard cominciava a rendersi conto di come, fatta eccezione per gli incidenti, la vita non cambiasse mai. Lo avevano ingannato. Aveva sempre creduto che un giorno o l’altro sarebbe sopraggiunta la maturità, una sorta di punto fermo a partire dal quale avrebbe imparato a gestirsi, a esistere, semplicemente. Avrebbe smaltito la sua corrispondenza, elettronica e non, riorganizzato le carte, collocato i libri in ordine alfabetico sugli scaffali, disposto scarpe e vestiti per bene negli armadi, messo tutta la roba dove l’avrebbe facilmente ritrovata, suddivendo il passato, comprese lettere e fotografie, in scatole e dossier, sistemando serenamente la sua vita privata, come pure le spese di casa e i conti bancari. In tutti quegli anni invece, quell’approdo, quel placido punto fermo, non era mai arrivato, eppure Beard aveva continuato a presumere, senza stare a rifletterci, che si trovasse dietro l’angolo, che bastasse un po’ di buona volontà e avrebbe raggiunto il momento preciso in cui la sua vita gli sarebbe apparsa limpida, la sua mente libera, e finalmente avrebbe potuto dare inizio alla propria esistenza di uomo adulto.

Non molto tempo dopo la nascita di Catriona, invece, gli parve per la prima volta di vederci chiaro: il giorno della sua morte si sarebbe ritrovato addosso due calzini spaiati, avrebbe lasciato delle e-mail senza risposta e, in quel tugurio che chiamava casa sua, sarebbero rimaste camicie senza bottoni ai polsini, la luce in ingresso che non funzionava, bollette da pagare, soffitte da sgomberare, mosche morte, amici in attesa di una una risposta e amanti alle quali non aveva confessato la verità. Sua unica consolazione sarebbe stata l’oblio, il grado zero dell’organizzazione.”

Visite dal Giappone

Scusate il silenzio di questi giorni ma Chotto è stato incredibilmente occupato a fare da guida turistica, cuoco, medico e altro ancora per gli ospiti arrivati dall’oriente: Tomoko, sorella maggiore di Mai, e il suo fidanzato Hiro.

Le tre veloci giornate sono trascorse tra giri di shopping per Milano, ristorantini vari, sabato sul lago di Como e cena finale a casa Chotto.

Tutto è andato bene, nonostante per i miei gusti li abbia trovati troppo entusiasti della sbandierata di ieri sera che io cercavo con tutto me stesso di ignorare (e di cui mi rifiuto di pubblicare le foto).

Sono ripartiti oggi e penso riportino in famiglia buone notizie sulla situazione di Mai!
Avranno visto che è in buone mani… (o almeno così spero).

P.S. Un ringraziamento per la tonnellata di ottimo cibo giapponese che hanno portato. Avremo di che deliziarci per le prossime settimane!

Tomoko e fidanzato al parco del Castello Sforzesco

Un ricordo di casa nostra

Il primo assaggio del marzapane

Il lago di Como

Guardare ma non toccare

La cenetta a casa Chotto

Cena col testimone

Riporto le foto della storica cena di ieri sera a casa Minatel.
Mi scuso della bassa qualità delle immagini, scattate questa volta con un misero iPhone, ma esse segnano l’evento storico dell’esordio come padrone di casa del grandissimo Giovanni.

Dopo anni di vita di scapolo-playboy-consulente-finanziere giramondo, forse il testimone della mia sposa ha veramente messo la testa a posto…

E devo aggiungere anche che cucina veramente bene!

La tavola imbandita

Il risotto ai frutti di mare

Chotto e Giovanni