The beauty of randomness

Oggi è la festa della mamma. Rose, barbecue, torta alle fragole e tanti disegni di Edoardo e Cecilia.

Io rileggo Taleb e aggiusto il sistema automatico per innaffiare il giardino.

Taleb ripete fino alla nausea che il cervello umano non è in grado di quantificare in maniera efficace le probabilità degli eventi ed è con l’euristica che prendiamo decisioni in un mondo complesso e con informazioni ridotte.

Di tutto questo, l’aspetto che però mi affascina di più è la nostra incapacità di accettare il caos, la costante ricerca di “patterns” laddove c’è solo rumore e nessun segnale.

Io sono il primo, per carità.

E dove ordine non c’è, mi da serenità crearlo. Guardo quindi l’acqua che zampilla dal mio piccolo sistema artigianale per dare l’acqua ai fiori e sorrido, ignorando il mondo esterno. Ignorando il rumore.

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