Gilets jaunes e sleep training

Mi asterrò da commenti socio-politici che lasciano il tempo che trovano, ma riporto per la cronaca che la nostra vita nel (relativamente) centro di Parigi si è svolta come al solito.

Di incidenti qui non se ne sono visti, la gente andava come al solito a fare la spesa e gli acquisti di Natale e l’unico inconveniente è stato qualche linea di bus sospesa e qualche fermata della metro chiusa.

Non nego di aver visto qualche giorno fa le scritte contro macron all’Arco di Trionfo , lì intorno qualche fermata dell’autobus distrutta e qualche vetrina di negozio coperta per precauzione. Nel resto della città però la vita prosegue come se nulla fosse e non si respira certo l’aria di rivoluzione.

Chiusa questa parentesi, passiamo alla nostra vita familiare. Cecilia ed Edoardo da ieri dormono finalmente insieme. Un po’ di sleep training e qualche lacrima (poche per la verità) ma tutto è andato bene. Speriamo continui.

Adesso le foto che sono molto più interessanti dei miei sproloqui.

Laughter comes to the lucky

Sorseggio matcha viennois e mangio Dorayaki al riparo (tenue riparo) dal diluvio.

Intanto Saku è a casa di un suo amico a giocare e Maiko “riposa” con Cecilia.

Stamattina come al solito judo e Cecilia invece a scuola di musica.

Ieri, venerdì, una giornata di shopping natalizio (per i bambini) e di riposo (ovvero caffè, ciambella e libro).

In settimana presentazione della nuova European School che sta per aprire qui a Parigi per i funzionari europei e a cui sono destinati Edoardo e Cecilia.

Per ora sembra ancora un cantiere aperto, ma vedremo. Intanto ho letto che tra i notable alumni delle varie European Schools ci sono (ironicamente) i due fratelli brexiteers Boris e Jo Johnson, Brian Molko dei Placebo e Max Gazzè. Non so cosa farmene di questa informazione, ma la riporto per completezza.

Sono poi stati invitato dalle banche cooperative europee a parlare di finanza sostenibile (ormai tema preferito di tutti).

Essendo ormai ufficialmente dicembre, chiudo questa inutile carrellata di fatti con la pila (o forse meglio fila) di libri che ho letto nel 2018. Sembra lunga ma considerate che sono la mia fuga dalla realtà. Con la rilettura de Il Nostro Comune Amico dovrei chiudere l’anno in bellezza.

P.S. sono infilati in ufficio perché ho una casa piccola e non saprei dove altro metterli.