Storie di aeroplani e febbre

Maiko e i bimbi sono partiti giovedì sera per il Giappone.

La sera prima abbiamo festeggiato il compleanno di Maiko e poi abbiamo chiuso le valigie. Ovviamente con i bimbi però nulla e mai semplice ed Edoardo si è svegliato con 38.6 di febbre.

Per fortuna una giornata a guardare cartoni animati e un po’ di antipiretico prima del decollo hanno fatto la magia. Adesso loro tre sono lì e giocano felici (nonostante il gran caldo).

Io ancora a Parigi a lavorare per un paio di settimane, ma poi li raggiungo.

Intano pubblico un po’ di foto del compleanno, delle mie letture, dei giochi a Parigi prima di partire e infine del lungo viaggio (in cui Edoardo si è comportato benissimo e Cecilia ha invece pianto tanto!). Bravissima Maiko, coraggiosa e bravissima mamma.

Anche una piccola nota di cronaca. Il mio contratto in ESMA, qui a Parigi è diventato a vita. Forse sarò veramente un ‘euroburocrate’ per il resto dei miei giorni…




E oggi Chotto arriva ai 40

“…E per questo siamo sempre in movimento, come veri e propri animali alati e raccoglitori di miele dello spirito, preoccupati in realtà solo e unicamente di una cosa, di «portare a casa» qualcosa. Di fronte alla vita, poi, e a quello che concerne le cosiddette «esperienze», chi di noi mai ha anche solo la serietà necessaria? O il tempo necessario? Di queste cose, temo, non ci siamo mai veramente «occupati», infatti il nostro cuore è altrove, e anche le nostre orecchie! Simili piuttosto a chi, divinamente distratto e immerso in se stesso ha appena avuto le orecchie percosse dal suono della campana che con tutta la sua forza ha annunziato il mezzogiorno con dodici rintocchi, e si sveglia all’improvviso e si chiede «che suono è mai questo?», così noi, di quando in quando, “dopo”, ci stropicciamo le orecchie tutti sorpresi e imbarazzati e chiediamo «che cosa mai abbiamo realmente vissuto:» o ancora «chi “siamo” noi in realtà?» e contiamo solo “dopo”, come si è detto, tutti e dodici i frementi rintocchi della nostra esperienza, della nostra vita, del nostro “essere” – ahimè – e sbagliamo a contare… Infatti necessariamente rimaniamo estranei a noi stessi, non ci capiamo, “dobbiamo” scambiarci per altri, per noi vale per l’eternità, la frase «ognuno è per se stesso la cosa più lontana», noi non ci riconosciamo come gente che «ricerca la conoscenza»”

Nietzsche 

È da un po’ che non scrivo, ma oggi è un giorno speciale. Stasera torta e calendine ma intanto ringrazio chi mi ha scritto e pensato e pubblico qualche foto recente dei due bimbi e Maiko che sono sempre la mia grande gioia.