Password?!

Visto che ho ricevuto un po’ di domande in merito, ripubblico qui la spiegazione delle novità…

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Dopo averci riflettuto tanto, ho capito che era giusto così.

Non per me (non ho niente di particolare da nascondere), ma per il piccolo Edoardo. In fondo pubblico ogni settimana manciate di sue foto senza chiedergli il permesso. Visto che internet non dimentica niente, mi sembra corretto mettere qualche minimo controllo.

Questo non vuol dire che non sia felice di condividere i contenuti con voi che fedelmente, da tempo, passate di qui e di Edoardo siete amici.

Quindi? Se siete curiosi di continuare a leggere e di vedere qualche foto, mandatemi una riga di email (per dirmi chi siete) a chottomatteo@gmail.com e sarò lieto di inviarvi la password di accesso. Userò la stessa password per tutti i post al fine di semplificare le cose.

Ricostruzione teoretica di un oggetto immaginario

Di passaggio a Milano per un paio di giorni. Cerco di riconciliare l’immagine odierna della città con quella che emerge dai ricordi degli anni passati qui.

Noto una strana rassegnazione disfattista nei discorsi del tassista che stride con la notoria, roboante, efficienza e sfrontatezza meneghina. Il sole batte forte sui cantieri aperti per l’Expo (qui tutto sembra ancora in costruzione, a metà strada, rumoroso e disordinato) e mangiando un gelato mi aggiro curioso come un turista.

Cerco volti familiari, sicuro di trovarmene davanti ad ogni angolo di strada, ma niente. Che siano tutti scomparsi, o che io me le sia solo sognati?

Il dubbio mi rimane e mi rintano quindi in albergo, aspettando una pizza stasera con un caro amico. Sperando che almeno quello mi faccia sentire a “casa” (scusate le virgolette, ma non avrei mai immaginato di chiamare ‘casa’ Milano. Eppure in fondo lo è stata, e le sarò sempre grato dell’accoglienza).

Beauty lies in the eye

“Insieme erano tutte le cose, illimiti per quantità e piccolezza, perché anche il piccolo era illimite.”

– Anassagora

Un dolce tepore accompagna (finalmente) questo giorno di Pasqua. Maiko ed io ci scongeliamo al sole ed il piccolo Saku profuma ciliegi in fiore, vola (lanciato da me) nel cielo primaverile, e sfreccia temerario per la prima volta in sella al suo monopattino…

Illimitati nella nostra piccolezza, sorridiamo.