For all those born under an angry star

Domenica di freddo e sole.

Saku dorme e noi aspettiamo a pranzo due amici inglesi con la loro piccola Emilie.
Nel forno una sfoglia preparata da Mai con prosciutto crudo, formaggio e zucchini.
Sul fuoco lentamente cuoce la Boeuf bourguignon e la purè di patate.

La settimana è andata abbastanza tranquilla, nonostante una visita dal dentista e la mia apparizione sul palco davanti ad una platea di trecento banchieri da tutta Europa (il tutto è stato addirittura filmato).

Ma sono tutti dettagli dimenticabili.

Prima di andare a finire i preparativi, pubblico le foto di Saku alle prese con due pericolosi cecchini delle forze speciali francesi.

Eating

Eating

Surprise

Surprise

Attack

Attack

Victory

Victory

You gotta get behind the mule (in the morning and plow)

Eccomi di nuovo qui.
Avevo chiuso la settimana scorsa parlandovi dell’influenza di Saku e oggi mi ritrovo a dirvi della mia.
Sarò brevissimo, perché mica sono cose interessanti, ma sappiate che è stata una settimana lunga, piena di pillole e fazzoletti e anche di un viaggio a Londra perché il lavoro non si è mai fermato.
Dopo aver pagato anche questo di dazio all’inverno, andiamo avanti.

Saku, che la settimana scorsa ci aveva illuso alzandosi in piedi senza alcun aiuto, adesso sembra non volersi convincere a camminare indipendente e continua invece sul sentiero battuto del lungo-mobili e delle sedie.

Vedremo, non c’è fretta. Intanto però spuntano quelle che io spero essere le prime avvisaglie di una timida primavera e Saku scopre lo scivolo, questa meraviglia dell’ingegno umano!

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The greatest barriers are those we create ourselves

Da dove iniziare?
Forse dal fatto che avremmo dovuto essere a Parigi, ma siamo invece ancora in Toscana.

Il piccolo Saku ha avuto la febbre alta e il medico dell’aeroporto di Firenze ci ha (giustamente) vietato l’imbarco.

Il ritorno a casa è stato rimandato, Saku è sotto tachipirina e noi spaliamo la neve che continua ad accumularsi.

All’orizzonte però spunta il cielo azzurro. Speriamo sia un buon segnale.

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Sometimes even the illusion of control brings peace

Breve post da sotto la neve della Toscana.

Siamo arrivati qui venerdì sera per trovarci impantanati con l’auto nell’ultimo chilometro di strada. La macchina neanche con le catene ce la faceva ad arrivare a casa.

Tre i pianti di Saku ed io che mi arrabattavo nella neve nel buio della notte, per fortuna che un’anima pia ci ha portato su in fuoristrada.

Adesso tutto è migliorato, abbiamo casa piena di cibo, tanta legna da ardere e due amici giapponesi con bimba che ci sono venuti a trovare per qualche giorno.

Ci godiamo quindi il paesaggio imbiancato e ci teniamo al calduccio con il camino accesso è una bottiglia di Chianti classico.

Intanto pubblico un po’ di foto. Altre verranno a seguire.

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