Half a year!

Un breve post, ma ricco di significato, perché oggi il piccolo Edoardo Sakutaro festeggia 6 mesi!

Tantissimo auguri a lui e un grazie a Maiko per la splendida organizzazione dell’evento, la scelta dell’ottima torta e per le bellissime foto. Saku era felicissimo.

Happy 6 months!

Happy 6 months!

The cake

The cake

The gift

The gift

Fragole buone buone

Vi avevo lasciato quando ero in Giappone, mentre passavo le ultime ore in oriente a passeggiare da soli io e Saku nel verde vicino alla case dei genitori di Maiko.

Il giorno della partenza poi ci sono volute due auto per portarci all’aeroporto, tra mille valigie, il passeggino, i regali, e soprattuto le tante persone gentili che ogni volta ci accompagnano per stare con noi fino all’ultimo minuto.

Il volo poi è andato benissimo e Saku per l’ennesima volta si è comportato benissimo e, con un po’ di distrazioni e qualche lungo riposino, ha superato in scioltezza il mar del Giappone, la Manciuria, gli altopiani Siberiani, gli Urali e poi finalmente Finlandia, Svezia e qualche altro freddo paese nordico.

A Parigi abbiamo ritrovato un autunno molto clemente e una casa che ancora dobbiamo lentamente abituarci a chiamare casa.

Lentamente rientriamo nei ritmi di sempre. Lentamente ritroviamo una normalità che in fondo normale non è mai.

La notizia vera di questo post però è che oggi Saku ha avuto il suo primo incontro con il cibo (che non fosse latte materno, ovviamente).
Non sono ovviamente le fragole che hanno rubato il titolo di oggi, ma del riso cotto e frullato.
E’ solo un primo passo, ma un passo storico.

Saku's first food

Saku’s first food

Give me!

Give me!

Yummy

Yummy

Resting after the big event

Resting after the big event

An afternoon around town

An afternoon around town

Office supplies

Sono seduto da solo ad un tavolino dell’Antico Caffè di Futako Tamagawa (二子玉川) a ripassare, con il mio fedele quadernetto, i termini giapponesi dell’oggettistica da ufficio (forbici, scotch, matita, gomma, etc.)

Ad aggiungere all’assurdità della situazione (questo “antico” caffè sarà stato aperto un paio d’anni fa e quando mai mi servirà una pinzatrice in Giappone?) nelle cuffie Kurt Cobain mi sussurra nelle orecchie “The sun is gone but I have a light – The day is done but I’m having fun – I think I’m dumb or maybe just happy”.

Come insegnava Joyce, la verità si comprende per improvvise, minuscole, apparentemente insignificanti epifanie. Comprendere il cosmo e il perché di tutto è al di fuori delle nostre possibilità. Accontentiamoci di questi spiragli, di questi brevi momenti di illuminazione, quando la razionale logica di ciò che ci circonda si dissolve ed evapora lasciando scoperto il meraviglioso vuoto sottostante. La libertà del nonsenso, l’allegria del caos, Il purificante calor bianco della follia.

Io quindi mi gusto lentamente il mio ottimo cappuccino, ripenso alla lunga passeggiata fatta stamattina da solo con Edoardo (abbiamo anche preso un autobus giapponese da soli! Che coraggio) e lentamente realizzo che tra due giorni si torna a casa.

O meglio, a una delle case, perché se casa è dove si ha il cuore, la mia vita ha più la forma di un’elisse con due fuochi piuttosto che quella di un semplice cerchio.

Continuiamo a roteare e vedrete che presto saremo di nuovo qui.

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Pensare, per non essere vittima delle circostanze

Mentre scrivo chotto sto ascoltando un vecchio disco del pianista Horace Silver, intanto Maiko gioca per terra con Saku, la sorella e il piccolo Rihito e tutti beviamo tè verde o caffè e mangiamo un dolcetto giapponese.

Playing on the ground, at home

Playing on the ground, at home

Laughing with Kumi

Laughing with Kumi

Un po’ mi dispiace per voi che visitate il sito, durante questa mia parentesi nipponica, e magari vi aspettate foto di ciliegi in fiore, templi dorati e monaci scintoisti. Dovete capire però che per noi questi giorni sono dedicati a riallacciare rapporti in famiglia e con amici che non vediamo da un po’.

Potrà magari sembrarvi noioso, ma io continuo a ritenerlo un grande onore. Entrare nelle case dei giapponesi, dirsi veramente loro amico, non è cosa facile. Ogni giorno qui mi sento fortunato, e alla scoperta di un mondo nascosto a molti.

Saku & Kuriko (the "west side" photographer)

Saku & Kuriko (the “west side” photographer)

Nacchan's kind family

Nacchan’s kind family

At lunch

At lunch

Girlfriend (1)

…girlfriend 1

...and girlfriend 2

…and girlfriend 2

With daddy

With daddy

Saku in the Tokyo Metro

Saku in the Tokyo Metro

Saku Tokyo firefigther

Saku Tokyo firefigther

Chotto, relaxing

Chotto, waiting and relaxing

Rose is a rose is a rose is a rose

Rubo il titolo di oggi a Gertrude Stein, tra giochi di identità e analogie, per esprimere un concetto che mi gira in testa da quando sono qui.
Come spiegare nel blog che quello che vivo e sperimento qui, assomiglia a quello che ho sotto il naso tutti i giorni in Europa (la vita di famiglia, gli amici, l’ottimo cibo, il rumore dei grilli, i giri in macchina, etc.) ma non è la stessa cosa?

Non do irrilevanti giudizi di merito, ma vorrei solo mettere “su carta” quella strana sensazione che mi pervade ogni volta che arrivo in questo paese.

Ho deciso quindi di provare a darne un’idea oggi con un esempio.

Sapete come chiamano i giapponesi il cioccolato?

チョコレート

Ovvero traslitterando, con il loro alfabeto sillabico, in ‘CYO-CO-REE-TO’ la parola inglese ‘chocolate’

Dove sto andando a parare?

Quasi tutto quello con siamo abituati a convivere ogni giorno, esiste anche qui. Però ha una forma, un aspetto e un sapore diverso. Ogni idea e ogni concetto è reinterpretato, direi traslitterato usando un alfabeto (interiore) diverso. Quello che ne esce è quindi vagamente simile a quello che conosciamo, ma tipicamente e inconfondibilmente giapponese, come la parola CYO-CO-REE-TO.

Insomma qui è divertente, si sta bene, e a furia di guardare, pensare e riflettere si capisce tanto di se stessi.

Daddies

Daddies

Cousins

Cousins

Chotto che prepara la sua inconfondibible crostata anche nel sol levante

Chotto che prepara la sua inconfondibible crostata anche nel sol levante

New shoes!

New shoes!

At home

At home

On the train

On the train

Giallo rosso anche qui!

Giallo rosso anche qui!

Nihon の shopping

Oggi qualche immagine di alcuni dei nostri acquisti.
Mi scuso per la qualità delle foto, ma posso usare solo il telefono in questi giorni. Rimedierò, prometto.

Ma andiamo alle foto.

First taste of Japanese food for little Sakutaro

First taste of Japanese food for little Sakutaro

Various useful items: blue samurai pencils (for me), bullet train spoon, socks and doraemon napkins (for Saku)

Various useful items: blue samurai pencils (for me), bullet train spoon, socks and doraemon napkins (for Saku)

Autumn-winter 2014 fashion

Autumn-winter 2014 fashion

Learning to read

Learning to read

Già so che dovremo comprare una terza valigia per il ritorno, ma va bene così.

 

Japanese Diary (part 2)

Oggi splende il sole, la piacevole temperatura di fine estate si accompagna bene all’umidità che ormai ho capito essere tipica della lunga estate giapponese.
Le nostre giornate sono passano tra ricche colazioni e cene a casa con i genitori di Maiko (innamoratissimi di Saku), giri per negozi alla ricerca di vestiti e cibo (tutto ovviamente per il piccolo Saku che inizierà a giorni la sua scoperta del cibo oltre il latte materno) e incontri con le amiche di Mai.

Io mi addormento alla sera sul tatami ascoltando il suono delle cicale in giardino e mi risveglio al mattino con un gabinetto che si apre e si illumina da solo quando apro la porta del bagno. Non ho ancora ben capito se mi trovo nel futuro o nel medio evo, quello che è certo è che si sta benissimo.

Chotto e Saku

Chotto e Saku

9.2 kilos @5 months

9.2 kilos @5 months

At the hair dresser

At the hair dresser

Saku and Micchan

Saku and Micchan

My beloved bedroom

My beloved bedroom

Per concludere mi faccio la solenne promessa, per l’ennesima volta, di rimettermi a studiare giapponese per andare oltre quelle quattro frasi di cortesia che uso a ripetizione.
Per ora la mia conoscenza di qualche parola mi già ha tirato più volte fuori da situazioni imbarazzanti (ad esempio ieri sono riuscito a cavarmela egregiamente in un ristorante dove le porte dei bagni per uomini e donne nei locali pubblici erano differenziate solo dalle scritte おんな e おとこ…). Posso fare di meglio però, lo so.

Chotto, busy nail cutting

Chotto, busy nail cutting