If you have to ask (you’ll never know)

Oggi Sakutaro compie due mesi.
Come regalo lo abbiamo portato dal pediatra e l’abbiamo riempito di iniezioni di vaccini che ancora lo stanno facendo urlare come un ossesso.
In compenso abbiamo anche preso una splendida torta (che, sia chiaro, ci mangiamo solo io e Mai).

Raccontata così mi sento un genitore atroce.
Ma che dire, faccio del mio meglio in un mestiere che sto ancora imparando…

Per la cronaca pesa 6.5 chili ed è alto (o lungo?) 61 cm.
Il pediatra ha scritto sul suo libretto medico le seguenti parole:

Big & Beautiful!

Big & Beautiful!

Pubblico di seguito una carrellata di foto di questa settimana e dedico al meraviglioso Saku i versi del poeta greco Teognide, vissuto nel VI secolo avanti Cristo:

«Consacriamo alla festa la febbre di vita che c’è in noi, finché regge alla delizia appassionata del piacere. Transita la bella giovinezza, subito, come un pensiero della mente, sfreccia più veloce di puledre trascinanti l’eroe al duro sforzo della lancia, turbinose, ebbre di corsa sulla prateria.»

Happy 2 months, Saku

Happy 2 months, Saku

Saku, nei panni del 21esimo presidente degli Stati Uniti: Chester A. Arthur

Saku, nei panni del 21esimo presidente degli Stati Uniti: Chester A. Arthur

With mommy

With mommy

Stripes

Stripes

 

...another busy day at the President's office

Monsieur le President!

Toys, milk and rock&roll!

Toys, milk and rock&roll!

La metempsicosi della tartaruga

«C’è un concetto che è il corruttore e l’ammattitore degli altri. Non parlo del Male il cui limitato impero è l’etica; parlo dell’infinito. Qualche volta ho desiderato di compilare la sua mobile storia. La numerosa Idra (mostro palustre che è come una prefigurazione o emblema delle progressioni geometriche) conferirebbe adeguato orrore al suo portico; la coronerebbero i sordidi incubi di Kafka e suoi capitoli centrali non ignorerebbero le congetture di quel remoto cardinale tedesco – Niccolò Krebs – che nella circonferenza vide un poligono con un numero infinito di angoli e lasciò scritto che una linea infinita sarebbe una retta, sarebbe un triangolo, sarebbe un circolo e sarebbe una sfera (De docta ignorantia, I, 13).»

– Borges (Discussione)

La breve ‘Biografia dell’infinito’ di Borges, ripresa sopra, prende spunto dall’intuizione di Zenone che l’infinito si nasconde non solo nell’immensità, ma anche nei minuscoli anfratti dell’esistenza quotidiana (da qui il paradosso di Achille che si muove lungo una serie di 1/10 + 1/100 + 1/1000 + … non riesce mai a raggiungere la lenta tartaruga che lo precede).

Ma veniamo a noi.

Nella mia esistenza di infinito c’è ben poco. Solo piccoli passi di poco peso e poca importanza (che anche messi insieme non ammontano a nessun tipo di infinito). Il piccolo passo lavorativo di questa settimana è stato però particolare, visto che c’è stata la pubblicazione di due documenti che hanno richiesto mesi e mesi di duro lavoro. Non ne sono certo l’unico autore, ma posso affermare di averci versato sopra tanta fatica e di sentirmene, quindi, parzialmente “papà”. La loro pubblicazione ha avuto un’eco su tanti giornali (ho visto tweet perfino da Singapore), e mi sembrava quindi giusto segnalare il fatto in questo blog/diario… Non penso che nessuno di avrà voglia di leggerli, ma insomma eccoli qui (uno e due).

Detto questo però per ripulirmi l’animo, e mettere le cose in giusta prospettiva, sono andato a rileggermi il XIV Canto di Ezra Pound dove i ‘financiers’ sono schiaffati all’inferno…

«…the perverts, who have set the money-lust
Before the pleasures of the senses»

Io certo non farò lo stesso errore e quindi oggi mi diverto giocando con il piccolo Saku, mi gusterò con Maiko un delizioso pranzetto, e domani me ne vado per un giorno a degustare Cognac alla Maison Rémy Martin…!

Flowers!

Flowers!

Chotto & Saku playing

Chotto & Saku playing

Detail

Detail

Napping

Napping

Finisco con un doveroso ringraziamento al solito a Maiko per tutta la pazienza che ha (e anche perché è autrice di gran parte delle foto che vedete) e anche a tutti quelli che mi scrivono off-line per salutare Saku e dirgli quanto è carino (e cicciottello).

Lentus in umbra

«O Meliboee, deus nobis haec otia fecit.»

– Virgilio (Le Bucoliche. Prima ecloga)

Oggi primo contatto con la natura. Io, Maiko e Saku stesi nell’erba a goderci il chiacchiericcio delle anatre, l’ombra dei sicomori e le prime margherite della stagione…

Walking to the park

Walking to the park

Due uomini in barca

Due uomini in barca (anche se quello piccolo non si vede)

Life is good!

Life is good!

Chotto, Saku and Maiko

Chotto, Saku and Maiko

He he he

He he he

Playing with daddy

Playing with daddy

With mommy

With mommy

Heading home

Heading home

Held in sure arms

Questa settimana siamo stati “invasi” da regali dal Giappone e per questo il mio post di oggi è in gran parte un ringraziamento di cuore alla famiglia di Mai (che ovviamente è ormai famiglia anche mia).

I regali sono ovviamente per il piccolo Edoardo, e sono spettacolari.

Oltre a vestiti, asciugamani e oggetti vari, segnalo un cucchiaio d’argento di Tiffany (per quei pochi che non lo sapessero, in inglese, l’espressione “born with a silver spoon” indica l’essere nati ricchi e fortunati) e un meraviglioso set di piatti, posate e bastoncini giapponesi di bimbo tutti con inciso nel legno il nome Sakutaro (朔太朗)!

To eat in style

Da Sacchan e Kumi

Petit Bateau

Petit Bateau

Saku, a lucky child!

Saku, a lucky child!

Il suo nome dappertutto

Il suo nome dappertutto

Per tenersi caldo

Per tenersi caldo

Foto album!

Foto album!

Ma oltre ai regali, questa settimana segnalo anche due eventi importanti.

Il primo giorno al mercato…!

Saku and fish

Saku and fish

…e la sua visita all’ufficio del suo papà.

Futuro euroburocrate anche lui?

Futuro euroburocrate anche lui?

Sleeping with a friend

Sleeping with a friend

Primavera

«Cher Maître,

Nous sommes aux mois d’amour; j’ai presque dix-sept ans, l’âge des espérances et des chimères, comme on dit. — et voici que je me suis mis, enfant touché par le doigt de la Muse, — pardon si c’est banal, — à dire mes bonnes croyances, mes espérances, mes sensations, toutes ces choses des poètes — moi j’appelle cela du printemps.»

– Rimbaud (Lettera a  Théodore de Banville – 24 maggio 1870)

Rubo le parole a Rimbaud per parlare di printemps, ovvero di primavera, anche se di primavera qui non se ne vede neanche l’ombra e continuano imperterriti a imperversare il freddo, la pioggia e il vento.

Essendo però Sakutaro di spirito avventuriero, protetto per di più da uno strato di grasso che lo tiene al calduccio, il mal tempo non lo ha fermato ed ha girato Parigi per mille commissioni che lo hanno portato addirittura alla torre Eiffel.

Questa settimana Saku ha anche ricevuto la visita di una amichetta, anche se forse non se n’è neanche accorto visto che ha russato tutto il tempo.

Chotto & Saku

Chotto & Saku

Saku e Tomoè

Tomoè e Saku

Le avventure di questa settimana includono anche i tentativi di fare una foto per i suoi passaporti.

Provateci voi con un infante di un mese a seguire queste istruzioni: occhi aperti, testa dritta,sguardo nella macchina, bocca chiusa.
Sembra facile, eh come no.

Condivido con voi i tentativi e il risultato finale.

Too happy

Too happy

Not centered

Not centered

Risultato finale: sembra un galeotto. Uno della banda bassotti

Risultato finale: sembra il galeotto Pietro Gambadilegno

Comunque vi parlo di dettagli perché  dare un quadro generale di come vanno le cose non è facile.
Non equivocate, Saku sta bene e noi siamo felici, ma la stanchezza la fa da padrona assoluta e penso che tra qualche anno ricorderò poco e niente di queste confuse settimane.

Tutto si svolge nella nebbia di notti passati con poche ore di sonno sulle spalle con risvegli ogni due ore per poppate e cambi di pannolini. I pianti si alternano a sorrisi ma ancora non ci è chiaro per niente cosa ci vuole comunicare.

Ma tutto questo poco importa. Diventa ogni giorno più bello e anche se abbiamo un atroce mal di schiena (io) e dolorosi gonfiori vari (Mai) la gioia di vedere il piccolo Edoardo che cresce vale tutte le fatiche del mondo.

Almeno lui dorme

Almeno lui dorme

 

110 proof

«Life is a tragic folly
Let us laugh and be jolly
Away with melancholy
Bring me a branch of holly
Life is a tragic folly»

– A. Symons

I versi di oggi sono presi in prestito da un libro di racconti di Joseph Conrad e ispirati dalla meravigliosa bottiglia di vecchio rum lasciata qui dal “neo-nonno” Corrado.

17 years old

17 years old

Come nei libri di Conrad in casa nostra si alternano genti di paesi lontani e, dopo la partenze di ieri, oggi Edoardo è passato nelle braccia della “zia” Tomoko, sorella di Mai appena sbarcata dal Giappone.

Tomoko

Tomoko

Bonding

Bonding

Sakutaro prende lentamente contatto con le sue origini e si gode regali e coccole.
Lui è sempre più tondo e rubicondo e qualcuno l’ha già amichevolmente soprannominato “salsi-chotto”…

The Beatles - Abbey Road

The Beatles – Abbey Road

Walking in sunshine

Walking in sunshine

Reading stories

Reading stories

Godiamoci questa domenica di sole e di riposo prima che ricominci il circo delle mille cose da fare nel mondo lì fuori.

Il grande inquisitore

Questa è la settimana dedicata alle foto dei due padri (uno dei quali sono io).

Nel riflettere su cosa scrivere non ho resistito ed ho deciso di usare, con un briciolo di (auto)ironia, un brano tratto dal capolavoro russo sul tema del parricidio, della colpa, della responsabilità e quindi della libertà come cadeau empoisonné che riceviamo il giorno in cui iniziamo la nostra avventura su questa terra.

«Prima di tutto, i bambini si possono amare da vicino, anche quelli sudici, anche quelli brutti di viso (a me sembra, però, che i bambini non siano mai brutti di viso). Secondariamente se dei grandi non dirò nulla, c’è anche un’altra ragione: oltre che sono repellenti, e che non sanno guadagnarsi l’amore, con loro entra in gioco anche la retribuzione: loro hanno mangiato il pomo, han conosciuto il bene e il male, e sono diventati sicut dei. E continuano ancora a mangiarlo. Ma i piccoli bambini non hanno ancora mangiato nulla, e ancora non hanno nessuna colpa. Tu vuoi bene ai bambini, Alësa? Lo so che gli vuoi bene, e a te riuscirà chiaro perché di loro soli voglio parlare ora. Se anche loro, su questa terra, sono soggetti a sofferenze tremende, dev’essere, necessariamente, a causa dei loro padri: vengono puniti per i padri loro, che mangiarono il pomo. Ma vedi, questo è un ragionamento che non è di questo mondo: al cuore dell’uomo, qui sulla terra, riesce incomprensibile. Non è possible che un innocente debba soffrire per le colpe di un altro: e di quali innocenti si tratta!»

– Ivan Karamazov in “I fratelli Karamazov” (Dostojevski)

Sono giorni piacevoli, di scambio di tanti doni, di piacevoli pranzi e cene e di mille foto.
Il piccolo Edoardo se la gode e adesso mangia felice dopo il suo solito caldo bagnetto serale.
Quante cose che ignora, quante cose a cui non pensa. Beato lui.

«Sorrow is knowledge: they who know the most
Must mourn the deepest o’er the fatal truth»

– Lord Byron

Saku trattato (e rivestito) come un vero principe

Saku trattato (e rivestito) come un vero principe

Ritorno all'infanzia

Ritorno all’infanzia

Three generations

Three generations

Una nota di colore.

In questi giorni per fare addormentare Sakutaro, stiamo provando due tecniche:

– cantare senza sosta, in un eterno ciclo “No surprises” dei Radiohead
– leggere le filastrocche di Dr. Suess (la mia preferita è “The Sleep Book“)