If you’re going to try to walk on water make sure you wear comfortable shoes

C’è una vecchia canzone dei Pearl Jam che inizia con queste parole:

«Don’t need a helmet, got a hard, hard head».

Penso di averla anche io, e ne ho bisogno in questo periodo.
Tutto sembra in salita e non c’è giorno senza una nuova sfida da affrontare.
Perdite d’acqua in casa, linee di febbre che si aggirano in famiglia, montagne di lavoro che mi tengono in ufficio fino a tardi e lunedì mi porteranno a Bruxelles per una tappa che si promette storica.
Io, Maiko ed Edoardo affrontiamo tutto insieme, uniti più che mai. Ci diamo i turni come le truppe al fronte, e ci diamo manforte l’un l’altro. Caffè e aspirine (per me), tisane e massaggi (per Mai) rimangono però l’unico aiuto che abbiamo in questo periodo faticoso.

«Occorre aver bisogno di essere forti: altrimenti non lo si diverrà mai»

– Nietzsche (Il crepuscolo degli idoli. Scorribande di un inattuale. Par. 38)

Chiudo il post con una nota divertente per smentire chiunque abbia mal interpretato e pensi che il morale sia basso (giammai): per controbilanciare l’influenza di Maiko che con Sakutaro parla solo il giapponese, mi sono messo a intrattenerlo l’altro giorno, in una delle nostre veglie alle 5 de mattino, cantandogli “La società dei magnaccioni” e il bellissimo primo inno della Roma degli anni ’30 “Campo Testaccio“… Mai l’ho visto così felice, giuro.

«Cor core acceso… da la passione
undici atleti Roma chiamò
e sott’ar sole der Cupolone
‘na bella maja e du’ colori je portò.

Li du’ colori de Roma nostra
oggi signora der futtebbal,
non più maestri né professori
mo’ sò dolori
perché Roma ce sa fà.»

Saku dreaming

Saku dreaming

Profiles

Profiles

Saku e il suo debutto giallorosso (2-0)

Saku si gode il trionfo giallorosso (2-0)

Stripes (dad and son writing chotto)

Stripes (dad and son writing chotto)

Meditation: Concerning the Nature of the Human Mind That It Is Better Known Than the Body

Titolo di oggi rubato a uno degli scritti di Cartesio (ricordatevi che condivide il suo compleanno con Sakutaro) per segnalare che il principe sta iniziando ad interagire con il mondo.

Siamo solo agli inizi, ma un cambiamento si è avvertito chiaramente e, dopo due-tre settimane di totale solipsismo, Sakutaro si è accorto che esistiamo, che esiste Parigi e che esistono anche le sue mani che sventola senza requie neanche pensasse di essere un’aquila reale.

Ok, forse non gli è ancora chiarissimo come tutto funziona intorno a lui, ma il lampo «Ego cogito, ergo sum, sive existo» c’è senza dubbio stato. E da adesso ci si inizierà a divertire…

Questa settimana quindi è iniziata una sequenza di “prime volte” da cui Saku deve ancora riprendersi:

  1. Prima accurata visita di controllo dal suo pediatra, che ha il meraviglioso nome di Doctor Lovejoy (neanche a sceglierselo apposta) – per la cronaca tutto a posto e prende peso che è un piacere (siamo ad oggi sopra i 4.5 chili).
  2. Prima volta in giro per Parigi in passeggino. Sole, brezza primaverile, profumi di croissant, pain au chocolat e fiori.
  3. Primo giro in autobus! Non chiedete altro, era l’unica alternativa, tutto è andato bene e a parte qualche gridolino ne è uscito tutto d’un pezzo.
  4. Prima favola. Gli ho raccontato Cappuccetto Rosso visto che piangeva come un matto, ed immediatamente si è calmato e si è fatto un gran sonno (interrotto solo da una faccia triste e spaventata all’arrivo del lupo).

Mica è tutto facile, sia chiaro, sia io che Mai siamo esausti, e qualche momento di sconforto ogni tanto arriva. Siamo felici però e tutti e tre insieme facciamo una bellissima squadra.

Io per esempio, visto che Mai non ha ultimamente tempo di cimentarsi ai fornelli, ieri ho preparato uno stracotto ai funghi che entrerà nei annali per quanto era buono…

Adesso però vi lascio alle foto e vi auguro buona Pasqua. Noi abbiamo un bellssimo uovo che ci aspetta, spero anche voi.

Intendo con grande chiarezza che per pensare bisogna essere!

Intendo con grande chiarezza che per pensare bisogna essere!

The stroll of the young Parisian prince

The stroll of the young Parisian prince

Meraviglia delle meraviglie (dopo 4 ore e mezza di lenta cottura)

Meraviglia delle meraviglie (dopo 4 ore e mezza di lenta cottura)

Discorso di metafisica infantile (dialogo immaginario tra Camus, Leibniz e Sakutaro)

«Je crie que je ne crois à rien et que tout est absurde, mais je ne puis douter de mon cri et il me faut au moins croire à ma protestation»

– Camus (L’homme révolté. Introduction)

Grumpy Saku (I am hungry!)

Grumpy Saku (I just woke up and I am hungry!)

Domani mi tocca tornare a lavorare. Mi mancherà da morire il poter passare l’intera giornata con Maiko a guardare il piccolo Sakutaro che scopre se stesso e il mondo.

Mi affascina il modo in cui si confronta con la “regole” del mondo e il modo in cui cerca di adattarvisi, imparando sulla propria pelle i rudimenti dei concetti di libertà, di vincoli e limiti, di sottomissione e ribellione…

Leibniz: “Nulla accade nel mondo che sia assolutamente irregolare e non si può neanche immaginare nulla di simile. Supponiamo che qualcuno segni a caso sulla carta una quantità di punti: dico che è possibile trovare una linea geometrica la cui nozione sia costante e uniforme secondo una nozione o regola o equazione comune a tutti questi punti di questa linea, in virtù della quale i mutamenti stessi della linea risultano spiegati.”
Sakutaro: “Non ho idea di cosa sia una linea geometrica, ma io ho fame e vorrei avere sempre la pancia piena. Vorrei anche avere il pannolino pulito ed evitare di dovermi fare il bagno tutte le sere. Tutto ciò mi irrita profondamente!”
Leibniz: “L’armonia prestabilita dell’universo (ovvero l’ordine a cui accennavo prima) non annulla la libertà umana. L’ordine dell’universo è contingente e libero. Continua quindi pure a urlare quando qualcosa non ti piace!”
Sakutaro: “Ma se non mi piego alle regole che mi impongono mamma e papà, non è che poi passo per cattivo? In fondo io amo la libertà, ma sono (senza falsa modestia) un vero angioletto.”
Camus (entrando in scena con passo deciso) : “Je refuse l’alliance présomptueuse de la liberté et de la vertu! La liberté ne peut supporteur de limites. Elle est le crime ou elle n’est plus liberté!”
Sakutaro: “Mi siete simpatici! Grazie dei consigli. Continuerò ad urlare quando ho voglia, ad essere libero e ‘criminale’, mentre in fondo all’animo apprezzerò il meraviglioso ordine celeste che tutto fa muovere come un complesso orologio.”

Enjoying myself

Enjoying myself

Saku, the little mermaid

Saku, the little mermaid

Sunshine and pine trees

Sunshine and pine trees

Reading with daddy in bed on a lazy Saturday morning

Reading Camus with daddy in bed on a lazy Saturday morning

Daddy and Saku's selfie

Daddy and Saku’s selfie during a playful afternoon

Hands

Father and son

Un saluto di buona domenica e grazie come al solito di tutti i complimenti che fate al nostro piccolo.

Vi lascio con un ultimo breve brano che mi ha fatto ridere pensando ai mille cambi di pannolini che faccio al giorno. E’ forse vero che è il destino a scegliere noi e non viceversa.

«Nous ne pouvons plus choisir nos problèmes. Ils nous choisissent, l’un après l’autre. Acceptons d’être choisis»

– Camus (L’homme révolté. Introduction)

Chotto al cambio pannolini, ovvero: "Acceptons d'être choisis"

Chotto al cambio pannolini, ovvero: “Acceptons d’être choisis”

L’enfant révolté

Le nostre giornate proseguono bene, ma intense e faticose. Non oso però neanche lamentarmi visto che è Maiko, da perfetta mamma, che si sta facendo carico del lavoro più faticoso dell’allattare il pargolo in un perenne ciclo, senza riposo, durante le 24 ore della giornata.

Lei sta facendo un meraviglioso lavoro ed Edoardo, a parte qualche pianto quando gli cambio i pannolini, sembra felice e contento.

Oggi poi Mai mi ha gentilissimamente “concesso” di uscire a fare una passeggiata per prendere un po’ di sole e un po’ d’aria. Io ne ho subito approfittato e mi sono, lungo il tragitto, infilato in una libreria. Aprendo un libro a caso, mi sono cascati gli occhi su questo passaggio dell’Uomo in rivolta di Camus:

«Parce que il était l’esprit libre, Nietzsche savait que la liberté de l’esprit n’est pas un confort, mais une grandeur que l’on veut et que l’on obtient, de loin en loin, par une lutte épuisante.»

Da buon padre-filosofo rimango a fissare Saku che gioca, nei suoi primi sprazzi di istintiva lucidità, e non riesco a non pensare di come stia prendendo lentamente coscienza di sé, del proprio esistere, in contrasto (armonioso) con tutto ciò che lo circonda.

Sarà anche divertente, ma è in effetti una “lotta spossante” per lui (e a dir la verità anche per noi) con obiettivi da ottenere lentamente, un po’ alla volta.

Siamo però tutti e tre degli spiriti liberi e in fondo stiamo bene insieme. Il tappetino rock&roll di Saku lo dimostra.

Sakutaro's playground

Sakutaro’s playground

Rock&Roll

Rock&Roll

Mother and son (exhausted)

Mother and son (exhausted)

Father and son (having fun)

Father and son (having fun)

Happy home

Sakutaro ieri è tornato a casa.
È coraggiosamente salito su di un taxi, si è fatto scorrazzare per Parigi sotto un bellissimo sole di primavera ed è finalmente arrivato a casa.

Il primo pomeriggio tra le mura domestiche l’ha trascorso pigramente a giocare con il suo papà e a godersi la partita degli Yankees (con l’attesissimo debutto del nuovo lanciatore giapponese Masahiro Tanaka)! Meraviglioso.

Oggi ci godiamo la domenica e non possiamo proprio lamentarci visto che il tempo è bellissimo, nell’aria c’è il profumo del pollo al curry che sto preparando per pranzo e Saku stanotte a deciso di farci un regalo bellissimo: si è addormentato con il sorriso poco prima di mezzanotte e con il sorriso si è risvegliato direttamente alle 7:00 pronto per la poppata.

I bellissimi fiori che hanno accolto a casa l'arrivo di Mai

I bellissimi fiori arrivati da Roma, che hanno accolto a casa l’arrivo di Mai

A father son moment

A father son moment

Go Yankees!

Go Yankees!

Resting with mommy

Resting with mommy

Domenica mattina, scrivendo chottomatteo

Domenica mattina, scrivendo chottomatteo