Towards a history of Avicenna’s distinction between immanent and trascendent causes

«In quegli anni Ibn Sina* delineò sia la cornice filosofica di base sia il metodo di lavoro che avrebbe usato per il resto della sua vita. Credeva nella diretta intuizione dell’opera razionale creata dal mondo intorno a lui e per risolvere i problemi più ostici non esitava a ricorrere al vino, alle preghiere e ai sogni»

(*) Filosofo e medico (neo-platonico) persiano, noto in occidente con il nome di Avicenna (980 – 1037) 

– Quando l’Asia era il Mondo: storie di mercanti, studiosi, monaci e guerrieri tra il 500 e il 1500 (Stewart Gordon. Ed. Adelphi)

E’ stata una settimana piena e, nonostate il lungo fine settimana, sono da raccogliere con il cucchiaino. Di eventi significativi però non ce ne sono stati e questi giorni di “pausa” li ho passati a portare ad aggiustare il decoder di Orange, all’Apple store a cambiare l’hard disk del mio Mac Book Air, e ad acquistare maglioni invernali per me e per Maiko.
Tutte cose utilissime, sia chiaro, ma niente con cui si riempia degnamente un episodio settimanale di un blog che si rispetti.

Per coloro che abbiano assaggiato il frutto dell'albero della conoscenza il paradiso è perduto

Per coloro che abbiano assaggiato il frutto dell’albero della conoscenza il paradiso è perduto

Vi lascio quindi l’opzione di guardare le due foto della bella passeggiata di oggi e di saltare direttamente alla settimana prossima, o di seguirmi in una delle mie inutili elucubrazioni che non portano da nessuna parte.

A voi la scelta, ma sappiate che la frase che dà inizio al post di oggi mi si è piantata in testa da giorni e mentre facevo la lunga lista di commissioni di cui sopra non riuscivo a togliermela dai pensieri.

Razionalità, vino e sogni.

Quale è la relazione tra di loro? Quale usare per campare bene?

Chiariamo subito che viviamo nell’era della ragione. Io poi, maledetto “uomo-di-etica” diventato “uomo-di-tecnica” (la definizione la devo all’amico Giorgio) con la ragione mi ci guadagno il pane. Dei libri di fisica di mia madre ho piena la libreria e se non fosse per gli studi sull’aerodinamica e le sue applicazioni pratiche in campo dell’aviazione, dubito che in Giappone a conoscere Maiko ci sarei mai arrivato.

Ma la ragione ha anche la pessima tendenza a diventare idealismo.

Mi spiego meglio.

«Mi chiedete tutto ciò che è idiosincrasia nei filosofi? Essi credono di tributare un onore a una cosa quando la destoricizzano sub specie aeterni -, quando di essa fanno una mummia. Quando adorano questi signori che idolatrano il concetto, uccidono, impagliano – quando adorano, essi diventano un pericolo mortale per ogni cosa. La morte, il mutamento, tanto la vecchiaia che la generazione e la crescita sono per loro delle obiezioni, addirittura delle confutazioni. Quel che è non diviene; quel che diviene, non è…»

– Nietzsche (Crepuscolo degli idoli. La “ragione” nella filosofia)

Pensieri che divagano

Adesso una foto per immergervi negli splendidi luoghi in cui mi trovavo quando divagavo con questi pensieri.

…ma l’idealismo è subdolo e pericoloso. Per la nostra vita quotidiana e per la mondo in cui viviamo.

«Questo atteggiamento che scaturisce dalla intossicazione dei sogni di un mondo perfetto, lo chiamo Romanticismo. Esso può cercare la sua città celeste nel passato o nel futuro; può invocare il “ritorno alla natura” o il “progresso verso un mondo di amore e di bellezza”; ma il suo appello è sempre rivolto alle nostre emozioni invece che alla ragione. Anche con le migliori intenzioni di realizzare il cielo in terra, esso riesce solo a trasformare questa terra in un inferno – quell’inferno che l’uomo soltanto riesce a preparare per i suoi simili.»

– Karl Popper (La società aperta e i suoi nemici. Volume 1 – Platone totalitario)

E quindi?

Amiamo la ragione e le astratte bellezze delle idee (platoniche) di perfezione, ma stiamo attenti a non rimare schiavi del loro lato oscuro.

Continuerò a fidarmi del teorema di Kutta-Žukovskij* per andare avanti e indietro da Tokyo, ma per raggiungere la felicità (e, perché no, alla verità) mi affiderò ancora, come Ibn Sina, al vino, al l’istinto e alle passioni, che sono delle guide molto più affidabili…

(*) Il teorema di Kutta-Žukovskij afferma che la forza subita da un corpo in un flusso uniforme è uguale al prodotto della densità del fluido, della velocità del flusso, e della vorticità e ha una direzione perpendicolare alla velocità del flusso.

Vi lascio adesso con degli auguri di buona settimana a tutti (una settimana che, comunque vada stasera, ci vedrà ancora in testa alla classifica). E sappiate che da domani siamo ufficialmente alla 20esima settimana di gravidanza. Maiko sta bene, ha fatto l’ennesima ecografia e il cuore del piccolo vandalo batte forte e felice. Anche lui lentamente passa dalla mondo astratto a quello reale. Speriamo gli piaccia.

9 thoughts on “Towards a history of Avicenna’s distinction between immanent and trascendent causes

  1. Gulp Chotto, ogni volta un titolo sempre piú difficile da comprendere per le mie ridotte capacità mentali!
    Ma scusa, mi dici tra l’altro come mai hai studiato aerodinamica e quindi anche fluidodinamica? Le mie nozioni si fermano all’equazione di Laplace e poco altro…
    In ultimo, concordo sulla questione idealismo, ma io lo percepisco in una sfera diversa rispetto a quella occupata dalla ragione. E non mi pare che viviamo nell’era della ragione…io vedo un mondo schiavo delle passioni 🙂
    Bisogna esercitarsi ad “emanciparsi dall’incubo delle passioni”, come diceva il saggio Battiato.
    In tal senso il vino mi pare un ottimo metodo, ed anche un ottimo motivo.
    Buona settimana anche a voi, e buona 20a settimana!

  2. Ciao elle, mi spiego meglio. Quando scrivevo che gli senza gli studi di aerodinamica in Giappone non ci sarei mai arrivato, intendevo dire che se qualcuno non li avesse fatti al posto mio, difficilmente ci sarebbe stati comodi aerei che mi avrebbero permesso di conoscere Maiko! Questo non toglie che leggere i teoremi sul fluidi viscosi e non viscosi sia sempre affascinante.
    Sul tema delle passioni invece il discorso è lungo. Io dubito fortemente che siano “irrazionali”. Se le abbiamo è perché ci hanno aiutato a sopravvivere a milioni di anni di selezione naturale. Nulla di superfluo resiste alla dura lotta per la sopravvivenza.
    Teniamocele strette quindi le nostre passioni e smettiamo di sottovalutare l’importanza!

    Buona settimana anche a te e grazie sempre per i tuoi gentili messaggi.

  3. Sorry mate! Non è pertinente con il post ma visto che sono: the broom of the system me lo hai regalato tu?

  4. Sto leggendo. Che genio! Grazie per il cadeau. Ho postato un suo speech sui miei account tweeter fcbk e g+. Perchè si è ucciso? Lo apprezzo da una settimana e già mi manca! Il secondo lo hai letto? Era amico di frenzen lo sapevi?

  5. Sono contentissimo che ti piaccia. L’ho trovato “life changing”. E pensare che l’ha scritto prima dei 25 anni.
    Di suo per ora ho letto anche la raccolta di saggi “Both Flesh and Not”.

    Sul perché del suicidio penso che un po’ si capisce da come scrive. Aveva troppo nella testa. Si è bravi scrittori così ma per vivere felici forse è meglio essere stupidi…

    P.S. Grazie per il link, ho finito adesso di ascoltarlo

  6. Arrampicando regolarmente ormai da quasi un anno la pelle delle mie mani sta diventando sempre più spessa. La cosa provoca una certa lentezza di reazione quando uso il tablet. In special modo quando le mani sono fredde. Trovo significativa la cosa. Ti ispira qualche considerazione significativa? Più arrampico più mi è fisicamente difficile interagire con la tecnologia. O si è moderni o si è selvaggi? Saluti

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