Impasse

Abbiamo comprato ieri gli addobbi di Natale e il mio regalo per Mai: una borsa di Goyard [il più vecchio malletier (fabbricante di borse/valigie) di Parigi ancora in attività].

Non vi preoccupate, non svelo nulla visto che l’abbiamo scelta insieme per evitare che la mia passione per le sorprese si tramuti in terribile errore… (uomini, imparate).

Per il resto ancora corse frenetiche in giro per la città a vedere appartamenti che non ci piacciono, ore spese su internet a cercare abitini per l’erede (ancora non abbiamo comprato nulla), la solita lezione di francese, il solito corso di yoga.

Aggiungo anche che abbiamo gli addobbi di Natale ma non ancora l’albero visto che è presto.

Quindi?

Non so, è un periodo un po’ così. Si corre, ci si affanna ma si gira solo in tondo. Pubblico una foto del mio pranzo di oggi e un breve racconto di Kafka. Magari oggi pomeriggio ordiamo on-line la culla e finalmente questo Novembre porta da qualche parte.

Chissà.

Lunch

Lunch

«Era la mattina per tempo, le vie pulite e deserte. Andavo alla stazione. Confrontando il mio orologio con quello d’un campanile, vidi che era molto più tardi di quanto non avessi pensato, dovevo affrettarmi assai, lo spavento di quella scoperta mi rese incerto della via, non conoscevo ancora bene questa città; fortunatamente vidi una guardia poco distante, corsi da lui e senza fiato gli domandai la strada. Egli sorrise e disse:
“Da me vuoi sapere la via?”
“Appunto” risposi “dato che non so trovarla da me”
“Rinuncia, rinuncia!” E si girò con grande slancio, come chi vuol essere solo con la propria risata.»

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POST SCRIPTUM

Per spezzare l’impasse abbiamo fatto l’ordine. Ancora stento a crederci.

Baby Bed Leander

Baby Bed Leander

Week 21

Dopo un paio di post filosofici, torniamo alla cronaca.

Maiko ed io siamo andati martedì per l’importante ecografia del secondo trimestre. Lei come al solito era tranquilla, sorridente e serena, mentre io un tale stato di agitazione che ho  ringraziato il cielo che il mio unico ruolo in questa storia e comprare passeggini, culle e completini di Petit Bateau.

Per non tenervi in sospeso vi dico subito che tutto è andato bene. Il piccolo ci ha sorriso, si muoveva felice e ci hanno quindi dato appuntamento per un prossimo controllo a febbraio.

Mi dicono che non è molto comune altrove, ma all’American Hospital qui a Parigi hanno una simpatica macchina che dalla rilevazioni fatte tira fuori delle impressionanti immagini in 3D. Questa settimana quindi il saluto non ve lo mando solo io, ma anche il piccolo erede…

Junior

Junior

Ma come se visite, culle e passeggini non bastassero ci siamo chiesti se non fosse il caso di metterci in mezzo anche un trasloco.

Nulla è ancora deciso ma intanto ci siamo messi a visitare appartamenti con una stanza extra per il piccolo erede… Ieri abbiamo visto i primi tre, ma non siamo ancora convinti. Il mercato real estate nel centro di Parigi non scherza affatto come prezzi e quindi almeno pretendo qualcosa di speciale.

Le responsabilità della paternità sono tante, cerco di fare del mio meglio e prometto che vi terrò aggiornati sugli sviluppi…

Dal mio Vocabolario della Crusca

Dal mio Vocabolario della Crusca

This is water

«Le chef-d’œuvre de la philosophie serait de développer les moyens dont la Providence se sert pour parvenir aux fins qu’elle se propose sur l’homme, et de tracer, d’après cela, quelques plans de conduite qui pussent faire connaître à ce malheureux individu bipède a la manière dont il faut qu’il marche dans la carrière épineuse de la vie, afin de prévenir les caprices bizarres de cette fatalité à laquelle on donne vingt noms différents, sans être encore parvenu ni à la connaître, ni à la définir.»*

– D.A.F Marquis De Sade (Justine ou les malheurs de la vertu)

Il post di questa settimana prende spunto un discorso, segnalatomi dall’amico Giorgio (potete ascoltarlo qui), in cui David Foster Wallace racconta la storia dei due pesci che si chiedono “What is water?”, aprendoci gli occhi sul fatto che sono le cose più vicino a noi, in cui siamo immersi tutti i giorni, quelle più difficili da vedere e comprendere.

Tra queste cose per me c’è Parigi.

Viviamo qui ormai quasi da due anni e ancora fatico a crederci veramente. Per questo motivo venerdì sera ho deciso di portare Mai a cenare navigando sulla Senna con il Bateau Mouche. Sì, è vero, è una cosa turistica, ma gustandosi la splendore della città illuminata alla sera, mangiando foie gras, quasi ci si sorvola sopra.

Maiko

Maiko

The river

The river

La serata però ha portato con se anche un’altra cosa. Una strana foto di me, che ha suscitato già parecchi commenti.

Chotto

Chotto

Una foto in cui emerge uno sguardo mellifluo e quasi malvagio, che mi fa sentire come il serpente Kaa del libro della giungla (ricordate quando cantava “Trust in me“?).

Che questa città mi abbia cambiato? O che questa foto sia invece solo un’illusione? O che forse conoscere se stessi sia ancora più difficile che comprendere l’acqua in cui si nuota?

A voi la difficile scelta…

Io adesso vado a fare due passi mentre c’è ancora il sole e poi cucino qualche delizia per stasera. Insomma mi godo tutto quello passa questa meravigliosa città!

«Je veux qu’un noir chagrin à pas lents me consume,
Qu’il me fasse à long traits goûter son amertume.
Je veux, sans que la mort ose me secourir,
Toujours aimer, toujours souffrir, toujours mourir.»**

– Corneille (1606 – 1684)

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* «Sarebbe il capolavoro della filosofia rendere evidenti i mezzi adoperati dalla provvidenza per raggiungere i propri fini sull’uomo, e trarne piani di condotta che indichino, a questo sventurato individuo bipede, come procedere nello spinoso cammino della vita, se vuol prevenire i capricci bizzarri della fatalità cui si danno venti nomi diversi, ma che ancora non si è giunti né a conoscere né a definire.»

** «Voglio che una pena cupa mi consumi lentamente, che mi faccia assaporare a grandi sorsate la sua amarezza, voglio, senza che la morte osi soccorrermi, sempre amare, sempre soffrire, sempre morire.»

Towards a history of Avicenna’s distinction between immanent and trascendent causes

«In quegli anni Ibn Sina* delineò sia la cornice filosofica di base sia il metodo di lavoro che avrebbe usato per il resto della sua vita. Credeva nella diretta intuizione dell’opera razionale creata dal mondo intorno a lui e per risolvere i problemi più ostici non esitava a ricorrere al vino, alle preghiere e ai sogni»

(*) Filosofo e medico (neo-platonico) persiano, noto in occidente con il nome di Avicenna (980 – 1037) 

– Quando l’Asia era il Mondo: storie di mercanti, studiosi, monaci e guerrieri tra il 500 e il 1500 (Stewart Gordon. Ed. Adelphi)

E’ stata una settimana piena e, nonostate il lungo fine settimana, sono da raccogliere con il cucchiaino. Di eventi significativi però non ce ne sono stati e questi giorni di “pausa” li ho passati a portare ad aggiustare il decoder di Orange, all’Apple store a cambiare l’hard disk del mio Mac Book Air, e ad acquistare maglioni invernali per me e per Maiko.
Tutte cose utilissime, sia chiaro, ma niente con cui si riempia degnamente un episodio settimanale di un blog che si rispetti.

Per coloro che abbiano assaggiato il frutto dell'albero della conoscenza il paradiso è perduto

Per coloro che abbiano assaggiato il frutto dell’albero della conoscenza il paradiso è perduto

Vi lascio quindi l’opzione di guardare le due foto della bella passeggiata di oggi e di saltare direttamente alla settimana prossima, o di seguirmi in una delle mie inutili elucubrazioni che non portano da nessuna parte.

A voi la scelta, ma sappiate che la frase che dà inizio al post di oggi mi si è piantata in testa da giorni e mentre facevo la lunga lista di commissioni di cui sopra non riuscivo a togliermela dai pensieri.

Razionalità, vino e sogni.

Quale è la relazione tra di loro? Quale usare per campare bene?

Chiariamo subito che viviamo nell’era della ragione. Io poi, maledetto “uomo-di-etica” diventato “uomo-di-tecnica” (la definizione la devo all’amico Giorgio) con la ragione mi ci guadagno il pane. Dei libri di fisica di mia madre ho piena la libreria e se non fosse per gli studi sull’aerodinamica e le sue applicazioni pratiche in campo dell’aviazione, dubito che in Giappone a conoscere Maiko ci sarei mai arrivato.

Ma la ragione ha anche la pessima tendenza a diventare idealismo.

Mi spiego meglio.

«Mi chiedete tutto ciò che è idiosincrasia nei filosofi? Essi credono di tributare un onore a una cosa quando la destoricizzano sub specie aeterni -, quando di essa fanno una mummia. Quando adorano questi signori che idolatrano il concetto, uccidono, impagliano – quando adorano, essi diventano un pericolo mortale per ogni cosa. La morte, il mutamento, tanto la vecchiaia che la generazione e la crescita sono per loro delle obiezioni, addirittura delle confutazioni. Quel che è non diviene; quel che diviene, non è…»

– Nietzsche (Crepuscolo degli idoli. La “ragione” nella filosofia)

Pensieri che divagano

Adesso una foto per immergervi negli splendidi luoghi in cui mi trovavo quando divagavo con questi pensieri.

…ma l’idealismo è subdolo e pericoloso. Per la nostra vita quotidiana e per la mondo in cui viviamo.

«Questo atteggiamento che scaturisce dalla intossicazione dei sogni di un mondo perfetto, lo chiamo Romanticismo. Esso può cercare la sua città celeste nel passato o nel futuro; può invocare il “ritorno alla natura” o il “progresso verso un mondo di amore e di bellezza”; ma il suo appello è sempre rivolto alle nostre emozioni invece che alla ragione. Anche con le migliori intenzioni di realizzare il cielo in terra, esso riesce solo a trasformare questa terra in un inferno – quell’inferno che l’uomo soltanto riesce a preparare per i suoi simili.»

– Karl Popper (La società aperta e i suoi nemici. Volume 1 – Platone totalitario)

E quindi?

Amiamo la ragione e le astratte bellezze delle idee (platoniche) di perfezione, ma stiamo attenti a non rimare schiavi del loro lato oscuro.

Continuerò a fidarmi del teorema di Kutta-Žukovskij* per andare avanti e indietro da Tokyo, ma per raggiungere la felicità (e, perché no, alla verità) mi affiderò ancora, come Ibn Sina, al vino, al l’istinto e alle passioni, che sono delle guide molto più affidabili…

(*) Il teorema di Kutta-Žukovskij afferma che la forza subita da un corpo in un flusso uniforme è uguale al prodotto della densità del fluido, della velocità del flusso, e della vorticità e ha una direzione perpendicolare alla velocità del flusso.

Vi lascio adesso con degli auguri di buona settimana a tutti (una settimana che, comunque vada stasera, ci vedrà ancora in testa alla classifica). E sappiate che da domani siamo ufficialmente alla 20esima settimana di gravidanza. Maiko sta bene, ha fatto l’ennesima ecografia e il cuore del piccolo vandalo batte forte e felice. Anche lui lentamente passa dalla mondo astratto a quello reale. Speriamo gli piaccia.