Quando c’erano i cavalli non si arrivava mai

A Parigi è finalmente arrivato uno splendido gelido vento invernale.
Io lo celebravo passeggiando con Mai sotto casa sul bellissimo viale di Avenue Foch, alberato percorso (il più largo di tutta la città) che prende il nome dal vecchio generale che John Maynard Keynes descriveva così:

«Foch è una specie di  contadino francese, basso, con le gambe storte, e con i baffi maltenuti, che liscia in continuazione. Nel suo squallido ufficio agli Invalides fuma la pipa, e quando ascolta qualche civile che lo annoia ha il vizio di sporgere fuori il labbro inferiore e lasciarlo ciondolare, probabilmente spingendo la dentiera con la lingua.»

– J.M.Keynes (Le mie prime convinzioni, Ed. Adelphi, p. 41)

Per la sua fortuna la maestosità del posto ha cancellato questi dettagli.

Ho anche scoperto che sullo stesso viale, a esattamente 30 passi da casa mia, aveva sede il quartier generale della Gestapo durante la seconda guerra mondiale. Ma questa è un’altra storia…

Avenue Foch, l'anno scorso sotto la neve

Avenue Foch, l’anno scorso sotto la neve

Ma perché racconto tutto ciò?

Solo perché durante la nostra passeggiata mi sono ritrovato a chiedere a Mai quand’è che potrò iniziare  a leggere libri e storie al piccolo erede?

Lo confesso, io ad esempio già non vedo l’ora di prendere in mano Omero e iniziare a raccontargli di Briseide, Criseide e l’ira funesta che da lì ne seguì… Forse mi divertirò più io di lui, ma non riuscirò a trattenermi ad allevarlo con le disavventure di Ulisse, l’uomo ricco di astuzie che a lungo errò dopo ch’ebbe distrutto la rocca sacra di Troia.

Visto che il suo sangue sarà per metà anche del grande Giappone, sogno anche la prima volta che ci siederemo insieme a vedere I sette samurai di Kurasawa. Toshiro Mifune dovrebbero farlo vedere in tutti gli asilo essendo uno splendido modello da seguire.

Forse precorro i tempi, ma siate indulgenti. Non si campa di soli pannolini.

Una assoluta perla!

Una assoluta perla!

I mille utili consigli nei libri di Mai (io non imparo nulla)

I mille utili consigli nei libri di Mai (io non imparo nulla)

Ma per finire con una leggera, vi mostro uno dei miei tristi pranzi di lavoro.
Una foto che ho già avuto modo di condividere con alcuni amici la foto dei miei pranzi quotidiani, ma che non poteva mancare. Su questa nota di dolore chiudo il breve (e un po’ stupido) post di una settimana troppo stancante per lasciare spazio ad altro.

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6 thoughts on “Quando c’erano i cavalli non si arrivava mai

  1. Riesco finalmente a commentare! (Ti leggo sempre quando lavoro, ma su quel pc sono loggata con l’account del blog che scrivo per il cinema). Allora, prima di tutto sono felicissima per questa bella notizia, diventare papà è sempre motivo di gioia e non vedo l’ora di leggere le tue nuove avventure in veste di genitore.
    Un mio amico è stato a Parigi per lavoro la settimana scorsa e mi ha detto che faceva più caldo rispetto a Torino. Qui in effetti l’inverno è arrivato di botto, senza passare per l’autunno.
    Orrecchiettes??? Almeno erano buone?

  2. Come paninis (visto anche in Francia :D)
    Quanto son belli i libretti di Mai, ribadisco.
    Ma cos’è invece quello per te?

  3. Elle, il libretto per me è una specie di diario giornaliero della gravidanza con consigli niente popò di meno che di Darth Vader… È in giapponese, quindi me lo devo far tradurre, ma non potrei farne a meno

  4. Non ti illudere! Quando avrà l’età per ascoltare le tue letture omeriche tu sarai totalmente esaurito…

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