Chaque saison a son plaisirs

Il post di oggi prende spunto dalla frase che mi ha detto il negoziante sotto la casa mentre gli compravo il primo panettone “Le tre marie” della stagione…
Lo so che è presto, ma erano così belli, tutti impilati e non ho resistito.

Ma l’autunno è anche il mese di altre prelibatezze, e quindi oggi Mai (forse per addolcire il patimento della sera che arriva con un’ora di anticipo) mi ha preparato anche queste:

Caldarroste parigine

Caldarroste parigine

Ma facciamo un salto indietro.
Questa settimana, come vi avevo anticipato, il destino mi ha portato a Francoforte.
Tralascio dettagli lavorativi, insignificanti, ma riporto uno splendido passo di Maupassant che leggevo in treno mentre fuori scorreva la campagna francese.

«J’allai m’asseoir devant le porte, le cœur serré par la mélancolie du morne paysage, étreinte par cette détresse qui prend parfois les voyageurs en certains soirs tristes, en certains lieux désolés. Il semble que tout soit près de finir, l’existence et l’universe. On perçoit brusquement l’affreuse misère de la vie, l’isolement de tous, le néant de tout, et la noir solitude du cœur qui se berce et se trompe lui-même par de rêves jusqu’à la mort»

– G.d.Maupassant (Contes du jour et de la nuit. Le Bonheur)

Intanto, fuori dal finestrino

Intanto, fuori dal finestrino

Ma non ci dilunghiamo troppo su questi malinconici pensieri. Fanno parte del freddo autunno-inverno, insieme al panettone, alle castagne e all’arrosto che funghi che mi accingo a cucinare e vanno accettati, metabolizzati e, perché no, anche gustati.

Adesso ringrazio tutti per i vari messaggi lasciati in settimana. In risposta vi dono la foto dei miei primi giri per “passeggini”…  Non saranno come la Maserati di mio padre, ma sembrano costare altrettanto. Dovrò fare un po’ di pratica, perché ad oggi sono impacciato da morire.

Andy Warhol, special edition

Andy Warhol, special edition

 

My favourite things

Iniziamo dai fatti e poi passiamo alle riflessioni.

Primo fatto della settimana: due bei giorni a Roma. E’ vero che sono andato per lavoro, ma è pur vero che, nonostante scioperi e ritardi, mi sono goduto il sole, una ottima cena e un tassista sessantatreenne che ha passato un’ora a raccontarmi tutte le avances che gli fanno ogni giorno le clienti…

Just over Paris, headed for Rome

Just over Paris, headed for Rome

Secondo fatto della settimana: questo…

Rendezvous

Rendezvous

Ovvero la mia prima lezione di Yoga.
Confesso di esserci stato trascinato da Maiko, ma mica è andata male.

Certo lei che lo fa dalla nascita si piega e si contorce (seppur con il pancione), mentre io piango dal dolore sentendo tutti i tendini e i muscoli che si ribellano, però non è stato male.
Che sia la soluzione al mio perenne mal di schiena?
Ancora è presto per dirlo, ma sappiate che sabato prossimo ci torno.

Exercise

Exercise

E adesso le oziose riflessioni.

Questa settimana mi sono reso conto che, se il piccolo erede arriverà, vedrà la luce nel 2014. Già la data fatico a razionalizzarla. Sembra così distante e diversa dal mio 1977. Probabilmente non riuscirà neanche ad immaginarsela quell’epoca distante.

Ho deciso quindi di cercare di fissare qui una prima lista di cose (oggetti, persone, idee) che tra quelle due date sono sparite senza lasciare più traccia, ma senza le quali la mia vita sarebbe stata probabilmente diversa. Per ora mi sono venute in mente queste, voi siete liberi di suggerirne altre:

  1. Audiocassette e videocassette – mio figlio non farà mai un “mixtape” e non capirà mai il dolore causato da un walkman che crudelmente aggroviglia il tuo nastro preferito. Non comprenderà neanche però la sorpresa e meraviglia della prima volta in cui ho potuto registrare e rivedere un film quando volevo io, senza dover aspettare che la TV lo ritrasmettesse, magari un anno dopo.
  2. La gente che fuma in aereo – premettendo che non fumo, non ho mai fumato e non riesco a immaginare che mai lo farò, però mi sorprendo a ripensare con strana nostalgia ad aerei, treni e bar fumosi e magari ancor di più ad Humphrey Bogart e Yul Brinner con la sigaretta in bella vista. Mi sembra che oggi la gente fumi ancora più di un tempo, solo lo si nasconde un po’ di più e nei film fumano solo i cattivi.
  3. La guerra fredda – probabilmente a voi e a lui non mancherà, ma io sono cresciuto in una scuola americana tra patatine fritte, discorsi di Reagan e bandiere a stelle e strisce. Avere un avversario forte, chiaramente identificabile sulla mappa, con una bella e inquietante bandiera rossa (e un volto affascinante come Sean Connery in “Caccia a Ottobre Rosso”) era facile da accettare e da capire anche per un bambino.  Oggi, in questa epoca di crisi, abbiamo tanto male, ma nessun nemico all’altezza del ruolo. Mi sembra che manchi qualcosa.

Me ne verranno in mente altre, lo so, ma per ora non vi tedio oltre.

Buona settimana a tutti. Noi nei giorni a venire abbiamo (per Maiko) altre visite mediche, e (per me) due giorni di lavoro a Francoforte e una settimana per godermi i 24 punti e la testa della classifica….

Chardonnay and chips

Un breve post mentre ascolto un vecchio disco di Frank Sinatra e mi riposo sul divano (mi inizio a sentire Tony Soprano… dovrei preoccuparmi?)

Ma torniamo a noi. Oggi due ore di coda sotto il diluvio per andare a richiedere il permesso di soggiorno francese per Maiko.

Nulla è per ora concluso ma un primo importante è stato fatto e abbiamo portato la prima tonnellata di carte e traduzioni.
Prossimo appuntamento in questura a inizio dicembre.

Stasera preparo la valigia perché domani si parte per patria Roma, direzione Consob.
Speriamo non piova.

Adesso però torno al mio Chardonnay e alle mio orrende patatine “mature cheddar & red onions” ascoltando “I won’t dance“.
Me lo sono meritato…

 

Quando c’erano i cavalli non si arrivava mai

A Parigi è finalmente arrivato uno splendido gelido vento invernale.
Io lo celebravo passeggiando con Mai sotto casa sul bellissimo viale di Avenue Foch, alberato percorso (il più largo di tutta la città) che prende il nome dal vecchio generale che John Maynard Keynes descriveva così:

«Foch è una specie di  contadino francese, basso, con le gambe storte, e con i baffi maltenuti, che liscia in continuazione. Nel suo squallido ufficio agli Invalides fuma la pipa, e quando ascolta qualche civile che lo annoia ha il vizio di sporgere fuori il labbro inferiore e lasciarlo ciondolare, probabilmente spingendo la dentiera con la lingua.»

– J.M.Keynes (Le mie prime convinzioni, Ed. Adelphi, p. 41)

Per la sua fortuna la maestosità del posto ha cancellato questi dettagli.

Ho anche scoperto che sullo stesso viale, a esattamente 30 passi da casa mia, aveva sede il quartier generale della Gestapo durante la seconda guerra mondiale. Ma questa è un’altra storia…

Avenue Foch, l'anno scorso sotto la neve

Avenue Foch, l’anno scorso sotto la neve

Ma perché racconto tutto ciò?

Solo perché durante la nostra passeggiata mi sono ritrovato a chiedere a Mai quand’è che potrò iniziare  a leggere libri e storie al piccolo erede?

Lo confesso, io ad esempio già non vedo l’ora di prendere in mano Omero e iniziare a raccontargli di Briseide, Criseide e l’ira funesta che da lì ne seguì… Forse mi divertirò più io di lui, ma non riuscirò a trattenermi ad allevarlo con le disavventure di Ulisse, l’uomo ricco di astuzie che a lungo errò dopo ch’ebbe distrutto la rocca sacra di Troia.

Visto che il suo sangue sarà per metà anche del grande Giappone, sogno anche la prima volta che ci siederemo insieme a vedere I sette samurai di Kurasawa. Toshiro Mifune dovrebbero farlo vedere in tutti gli asilo essendo uno splendido modello da seguire.

Forse precorro i tempi, ma siate indulgenti. Non si campa di soli pannolini.

Una assoluta perla!

Una assoluta perla!

I mille utili consigli nei libri di Mai (io non imparo nulla)

I mille utili consigli nei libri di Mai (io non imparo nulla)

Ma per finire con una leggera, vi mostro uno dei miei tristi pranzi di lavoro.
Una foto che ho già avuto modo di condividere con alcuni amici la foto dei miei pranzi quotidiani, ma che non poteva mancare. Su questa nota di dolore chiudo il breve (e un po’ stupido) post di una settimana troppo stancante per lasciare spazio ad altro.

No comment

No comment

I am buried up to my neck in contradictionary flies

NB. Titolo di oggi rubato a una canzone di vent’anni fa (che ascoltavo allora e ascolto ancora oggi).

Questo blog serve a molteplici scopi. Il principale dei quali è la ‘catarsi’.Ok, tutto va bene, la pancia di Mai cresce, il Capitano arriva a 230, il lavoro procede interessante, ma questo non toglie che i pesi da portare sulle spalle siano tanti.

Chotto mi aiuta ad avere quei 30 minuti a settimana, lontano da tutto, dove perdersi tra i pensieri oziosi, tra i brani più belli che mi sono capitati sotto mano, tra i profumi della cucina.

Cercherò quindi di non pensare alle mille scartoffie che sto raccogliendo con l’avvocato per riuscire finalmente a far avere a Mai il permesso di soggiorno francese, all’ironia del mio lavoro (io, sognatore e perditempo, a scrivere leggi e normativa! Crediateci o no, ancora mi trovo sveglio a pensarci nel cuore della notte), e alle mille cose da risolvere ogni giorno.

Scriverò quindi d’altro:

…iniziando dalla meravigliosa colazione di ‘pan perdu’ e cioccolata calda oggi da Ladurée sugli Champs-Elysee. La foto, scattata di fretta, non rende giustizia, ma se passate di qui non perdetevi l’occasione di gustarvi l’esperienza.

a good way to start the day

a good way to start the day

…scriverò delle scatole di completi e camicie che finalmente sono arrivate dalla sartoria in Italia. Si prendetemi in giro, sono vanesio, ma che splendore.

boxes

boxes

…e poi dei mille libri che sfoglia Mai ogni giorno. Io già ci capisco poco, ma con gli ideogrammi è ancora più una sfida.

learning

learning

Si prospetta un ottobre intenso, sotto tutti i punti di vista (inclusi due viaggi di lavoro a Roma e Francoforte).

Io quindi sonnecchio sul divano e ascolto il terzo concerto per pianoforte di Beethoven, aspettando di fare un buon aperitivo.

Bisogna risparmiare le energie e usarle con saggezza…