Che piacer che sarà

Pubblico sempre le foto delle prelibatezze di Mai, ma oggi per cambiare vi faccio vedere Chotto alle prese con una domenica mattina tra i fornelli a fare una crostata di lamponi ascoltando in sottofondo il Don Giovanni di Mozart!

«Giovinette che fate all’amore,
non lasciate che passi l’età,
se nel seno vi bulica il core,
il rimedio vedetelo qua.
Ah! Che piacer, che piacer che sarà!»

– Don Giovanni (Atto 1, Scena VII)

La classica ricetta della nonna

La classica ricetta della nonna (tramandata dalla mia mamma)

Chotto e l'impasto

Chotto e l’impasto

Pronta ad essere infornata

Pronta ad essere infornata

Crostata

Crostata

Si, è vero, mi sembrava di essere Audrey Hepburn in Sabrina e mi veniva da ridere, ma il risultato è delizioso, quindi va bene così (se per caso non avete visto il film in questione, fate subito ammenda).

In frigo poi ho una bottiglia di Maso Martis brut riserva per festeggiare un promozione che mi è stata comunicata venerdì. Di solito non amo parlare di lavoro, ma visto che questa volta è arrivata dopo un cambio di vita, paese e lavoro penso di dovermici  soffermare sopra un po’ a riflettere (e il brut riserva è sempre un valido aiuto per meditare).

Non lo nego, la notizia di venerdì mi ha riempito di soddisfazione, anche perché è costata dure fatiche, ma ho sempre una vena cinica e dissacrante dentro di me, che sa che tutto quello che ci accade (deliziosa promozione inclusa) fa parte una serie di passi che ci illudiamo sia su un percorso chiaro e che conduce ad una meta. Il problema è che non abbiamo idea di quale sia.

«In tutte le precedenti versioni della Ricerca, l’eroe sa quello che deve fare e il suo unico problema è: “ci riuscirò?”. Ulisse sa bene che non dovrà porgere orecchio al canto delle sirene, così come il cavaliere del Graal sa distinguere tra vero e falso. Per K invece, tutto il problema è “Che cosa devo fare?”. Non è tentato, non è messo di fronte alla scelta tra bene e male, ma neanche è libero da crucci, appagato dall’euforia del viaggio. È sicuro che quello che compie ora ha un’importanza enorme, ma non ha la benché minima idea di ciò che dovrebbe fare. Se sbaglia nell’indovinare, non solo subirà le stesse conseguenze che se avesse sbagliato scegliendo, ma sentirà anche il peso della responsabilità. Se le istruzioni e i consigli che riceve gli sembrano assurdi e contraddittori, non potrà interpretarli come prova di malizia e colpevolezza altrui, ché anzi potrebbero provare malizia e colpevolezza sue. »

– W.H.Auden (La mano del tintore, Edizione Adelphi)

Ieri sera piacevole concerto all'Olympia

Ieri sera piacevole concerto all’Olympia

Ma sto girando a vuoto, lo so, intorno al segreto misterioso, al fatto taciuto che, proprio grazie al suo silenzio, riempie tutto il mio universo.

Martedì Mai ha una importante visita e dopo di quella spero di potervi dire di più.

Per ora vi toccherà, come me, rimanere con le dita incrociate, fare finta di nulla, ascoltare un po’ di musica, leggere e guardare le nuvole autunnali che spazzano via l’estate.

Godiamoci la promozione, il Maso Martis e la crostata… Aspettando martedì con un malcelato sorriso.

«Perché? Perché una risata è la risposta più saggia e più naturale a tutto ciò che è strambo, e venga quel che vuole, ci resta sempre una consolazione infallibile che tutto é prestabilito. […] Non so che cosa potrà capitare, ma sia quel che voglia, ci andrò ridendo.

Noi berremo stanotte coi cuori leggeri
per l’amore, e allegri, spumanti,
come bolle gioconde sull’orlo ai bicchieri
si rompono alle labbra di amanti»

– Moby Dick (Capitolo 39 – Prima guardia notturna. Traduzione di Cesare Pavese)

6 thoughts on “Che piacer che sarà

  1. Visita a parte (incrocio tutto l’incrociabile per voi!), auguri per la promozione! Bravo!
    Poi ho notato due cose. La prima è che la tua mamma (presumo) aveva appuntato nella ricetta accanto alle quantità canoniche quelle da lei sperimentate. Giusto? E che precisione, 2.25 etti di farina! Tu che dosi hai seguito?
    Ce l’ho anch’io un quadernetto di ricette quasi tutte collaudate da me e modificate con lo stesso metodo (in maniera un po’ meno ordinata, diciamolo).
    L’ho inaugurato ai tempi di Siena quando spadellavo alla grande e facevo persino le brioche a mano (senza impastatrice). La campagna m’ispirava…
    E a proposito di campagna senese, la seconda cosa che ho notato è il Gallo Nero sul tuo grembiule. Ricordo Galli Neri ovunque, persino sulle targhe delle auto. Altro che americani 😀

  2. @Silvia @unarosaverde: grazie, grazie, grazie. Mi dispiace solo non potervi offrire la crostata.

    @elle: ricordati che mia madre era laureata in fisica nucleare. Non mi sarei aspettato da lei niente di meno che una ricetta con 2,25 etti di farina… Io ovviamente pero’ ho fatto un po’ di testa mia. Ho seguito la prima colonna ma con 3 rossi d’uovo invece di 4.

  3. Pensa che io ho la ricetta con le tue stesse dosi ma con tre rossi e ho subito pensato, nel vedere la foto, che la prossima volta la farò con quattro!!

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