Pigrizia, immaginazione e il mio nuovo taglio di capelli

In un periodo in cui – visto l’eccesso di impegni – mi trovo costretto a trascurare il blog, scopro di aver avuto mercoledì il picco assoluto di visite da quando ho iniziato a scriverlo.
Misteri del web, ovviamente, ma ringrazio coloro che sono passati di qui.

Ma veniamo al dunque, iniziando da una serie di frasi, apparentemente sconnesse, che mi sono passate sotto gli occhi questa settimana e che sembrano però disegnare una, seppur vaga, profonda verità.

«On a visit to the London School of Economics in November 2008 the Queen asked, ‘Why did no one see this coming?’ The British Academy forum of economists convened to answer the Queen’s question wrote to her concluding that ‘the failure to foresee the timing, extent and severity of the crisis and to head it off, while it had many causes, was principally a failure of the collective imagination of many bright people, both in this country and internationally, to understand the risks to the system as a whole.»

– The Turner Review: A Regulatory Response to the Global Banking Crisis.

L’idea che la colpa di questa grande crisi che stiamo tutti vivendo sia la mancanza di una collective immagination sufficientemente sviluppata? L’idea mi è piaciuta ed ha fatto presa sul mio spirito sempre diviso tra cinica razionalità e sognante idealismo.

«Écoutez, lui dis-je, je vous jure un chose, c’est que personne, sous le rapport des légendes et des traditions, n’est plus crédule de moi, et il y a même des choses auxquelles je crois tout particulièrement: c’est aux choses impossibles»

– A. Dumas (Les Frères corses)

E poi Dumas sull’importanza di credere alle cose (apparentemente) impossibili. Forse una scelta meno irrazionale di quello che sembra, visto che the absence of evidence is different from the evidence of absence.

Ma sognare, andare oltre la razionalità, come giustificarlo filosoficamente? Ha qualche valore profondo questo pensiero impuro?
Come al solito mi è venuto in mente il mio amico Nietzsche che, citando Paul Rée, mi ha ricordato che «le migliori cose e le migliori azioni hanno viscere ripugnanti».

Continuo quindi a dividermi equamente tra pigri sogni e serioso e faticoso impegno quotidiano visto che già in passato ha dato ottimi frutti:

«Ma anche in molte cose più elevate e nobili la pigrizia costituisce la più potente e spesso misconosciuta causa motrice. Una spiegazione mistico-poetica del mondo, per quanto possa essere la forza impiegata nell’elaborarla, è più facile e richiede meno sforzo di una spiegazione scientifica. Una certa avversione nei confronti delle attività stancanti e noiose è tipica dei Greci; essi vi vedono qualcosa di volgare oppure di degno di barbari. Pensare, inventare e unificare sono essenzialmente attività di uomini oziosi; questo vale anche per il καλως σκολαζειν, il principio guida della ellenità più nobile: i Greci sono gli aristocratici per eccellenza

– Friedrich Nietzsche (Il servizio divino dei Greci).

Mai sottovalutare i sogni e l’immaginazione. Credere all’impossibile e saper guardare oltre la realtà di tutti i giorni è essenziale per non rimanere incastrati negli ingranaggi e per sperare di comprendere the risks of the system as a whole.

Un po' di immaginazione: il mio nuovo (audace) taglio di capelli!

Un po’ di immaginazione: il mio nuovo (audace) taglio di capelli!

È arrivata l'estate anche qui (pranzo casalingo con bresaola)

È arrivata l’estate anche qui (pranzo casalingo con bresaola)

Sunshine in Paris

Sunshine in Paris

 

 

3 thoughts on “Pigrizia, immaginazione e il mio nuovo taglio di capelli

  1. Ormai lo saprai, io sono per l’ozio e una buona dose di sogni e follia.L’uomo non si sarebbe evoluto senza questi elementi. Non faccio altro che adeguarmi

  2. Un taglio quasi alla “Vujadin Boskov”. Rigore è quando arbitro fischia.

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