Easy (as a Sunday morning)

Eccomi di nuovo.
Sto preparando la valigia perché domani si parte per Roma.
Una fermata breve ma spero piacevole (anche se si tratta di lavoro).

Quello che attendo veramente però è il ritorno a casa visto che mercoledì festeggiamo tre anni di matrimonio. Oh, come passa il tempo.
Per celebrare degnamente abbiamo prenotato in un posticino delizioso…
Solo l’attesa mi fa venir fame.

Les Tablettes de Louis Nomicos

Les Tablettes de Louis Nomicos

Stasera intanto tacos (a casa). Non sarà la stessa cosa ma è sempre divertente.

Per il resto la domenica è trascorsa tranquilla e soleggiata, non ci lamentiamo quindi.
Finisco la valigia e inizio a preparare la cena.

Fool on the hill

Ultimamente ho dubbi su chi sono i lettori del blog, e quindi non so bene per chi sto scrivendo.

Sono quel genere di domande esistenziali che lasciano il tempo che trovano, ma con cui ogni tanto siamo costretti a confrontarci.

La risposta in realtà è semplice, perché in fondo so che sto scrivendo per me stesso, ma ciò nonostante  mi spiazza sempre un po’ quando devo decidere il tema del post.

Oggi, utile o inutile che sia, ho deciso di ricapitolare gli eventi in cui mi trovo immerso da un po’.

Di lavoro non amo e non voglio qui parlare, ma sappiate che le giornate sono diventate sempre più lunghe, sempre all’inseguimento dell’ennesima emergenza. Tra i soliti mille documenti da scrivere ho trovato anche il modo di essere nominato organizzatore di un evento che martedì porterà qui a Parigi  300 persone da tutta Europa. Dopo tre mesi di lavoro ormai ci siamo qui. Io mi sono occupato di tutto (dalle conference call con speakers per l’organizzazione delle loro presentazioni allo scrivere il discorso del nostro Chairman, dal set up delle sale e dei microfoni fino alle liti con i partecipanti per i rimborsi spese) quindi adesso incrociate le dita.

Domani sera si inizia con ristretta cena con il gotha dei regulators europei (cercherò di comportarmi bene a tavola) e poi martedì l’evento vero e proprio.

Non e poi mica finito lì visto che la settimana dopo sono invitato a Roma a parlare del lavoro che stiamo facendo qui (devo ancora iniziare a preparare le slide, confesso). Sarà almeno una buona scusa per fare un salto nella mia città natale e per rivedere l’amico Peppe.

In tutto questo il sabato e la domenica continuo con le mie lezioni private di francese e gli esercizi di grammatica, gli altri libri da leggere/studiare, le solite cento grane da risolvere.

Di tempo per fare altro ne ho proprio poco, ma miracolosamente questa settimana sono riuscito anche a infilarci uno splendido concerto di jazz (della pianista giapponese Hiromi Uehara), una ottima cena sulla collina di Mont Martre (qui a Parigi si gira ancora con il maglione di lana, ma camminare fuori per la città alla sera è meraviglioso visto che alle 22:30 c’è ancora luce) e infine una visita all’esibizione Dynamo al Gran Palais.

Inserisco un paio di foto che danno un’idea.

Chotto, light and magic

Chotto, light and magic

Mirrors

Chotto and mirrors

Reblochon rôti

Reblochon rôti

Mai in tutto questo è occupatissima tra corsi di danza classica e yoga.

Stiamo bene, stanchi, sempre in piedi alle primi luci del giorno, sempre di corsa. Siamo senza televisione da un mese perché ci si è rotto il decoder e a nessuno dei due è neanche passato per la testa di portarlo indietro per farcelo cambiare.

Ci sono cose più importanti da fare oggi.

Spero tutto sia un po’ più chiaro ora.

Buon weekend a tutti.

Sunday afternoon reading

Sunday afternoon reading

L’autore a chi legge

«Due sono le funzioni principali della vita: la nutrizione e la della propagazione della specie, a coloro quindi che, rivolgendo la mente a questi due bisogni dell’esistenza, li studiano e suggeriscono norme onde vengano soddisfatti nel miglior modo possibile, per rendere meno triste la vita stessa, e per giovare all’umanità, sia lecito sperare che questa, pur se non apprezza le loro fatiche, sia almeno prodiga di un benigno compatimento.»

– Pellegrino Artusi (La Scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene. 1935)

Questa settimana il Consiglio Europeo, dopo mesi di trepidante attesa, ha finalmente approvato i suoi emendamenti a una Direttiva europea che mi darà da lavorare per i prossimi anni.

Quello di cui vi voglio parlare però è di altro.
Sono stato infatti coinvolto in una particolare attività di team building: una scuola di cucina. Eravamo in 20, tra fornelli, forni, coltelli, mixer e taglieri.
Una attività frenetica e al limite pericolosa. Io, da buon italiano, mi sono esibito in un pesto (che era la fine del mondo). Ok alla fine non abbiamo vinto, l’esperienza però la raccomando a tutti.

Cooking lesson: preparazione degli antipasti (mancano ancora gli scampi con carta di riso)

Cooking lesson: preparazione degli antipasti (mancano ancora gli scampi con sfoglia di riso)

Allego anche foto della giornata di sole di oggi.

Sunday rest

Sunday rest

«Il genere umano dura solo perché l’uomo ha l’istinto della conservazione e quello della riproduzione e sente vivissimo il bisogno di soddisfarvi. Alla soddisfazione di un bisogno va sempre unito un piacere e il piacere della conservazione si ha nel senso del gusto e quello della produzione nel senso del tatto. Se l’uomo non appetisse il cibo o non provasse stimoli sessuali il genere umano finirebbe subito.
Come è dunque che nella scala dei sensi i due più necessari alla vita ed alla sua trasmissione sono reputati i più vili?»

Pigrizia, immaginazione e il mio nuovo taglio di capelli

In un periodo in cui – visto l’eccesso di impegni – mi trovo costretto a trascurare il blog, scopro di aver avuto mercoledì il picco assoluto di visite da quando ho iniziato a scriverlo.
Misteri del web, ovviamente, ma ringrazio coloro che sono passati di qui.

Ma veniamo al dunque, iniziando da una serie di frasi, apparentemente sconnesse, che mi sono passate sotto gli occhi questa settimana e che sembrano però disegnare una, seppur vaga, profonda verità.

«On a visit to the London School of Economics in November 2008 the Queen asked, ‘Why did no one see this coming?’ The British Academy forum of economists convened to answer the Queen’s question wrote to her concluding that ‘the failure to foresee the timing, extent and severity of the crisis and to head it off, while it had many causes, was principally a failure of the collective imagination of many bright people, both in this country and internationally, to understand the risks to the system as a whole.»

– The Turner Review: A Regulatory Response to the Global Banking Crisis.

L’idea che la colpa di questa grande crisi che stiamo tutti vivendo sia la mancanza di una collective immagination sufficientemente sviluppata? L’idea mi è piaciuta ed ha fatto presa sul mio spirito sempre diviso tra cinica razionalità e sognante idealismo.

«Écoutez, lui dis-je, je vous jure un chose, c’est que personne, sous le rapport des légendes et des traditions, n’est plus crédule de moi, et il y a même des choses auxquelles je crois tout particulièrement: c’est aux choses impossibles»

– A. Dumas (Les Frères corses)

E poi Dumas sull’importanza di credere alle cose (apparentemente) impossibili. Forse una scelta meno irrazionale di quello che sembra, visto che the absence of evidence is different from the evidence of absence.

Ma sognare, andare oltre la razionalità, come giustificarlo filosoficamente? Ha qualche valore profondo questo pensiero impuro?
Come al solito mi è venuto in mente il mio amico Nietzsche che, citando Paul Rée, mi ha ricordato che «le migliori cose e le migliori azioni hanno viscere ripugnanti».

Continuo quindi a dividermi equamente tra pigri sogni e serioso e faticoso impegno quotidiano visto che già in passato ha dato ottimi frutti:

«Ma anche in molte cose più elevate e nobili la pigrizia costituisce la più potente e spesso misconosciuta causa motrice. Una spiegazione mistico-poetica del mondo, per quanto possa essere la forza impiegata nell’elaborarla, è più facile e richiede meno sforzo di una spiegazione scientifica. Una certa avversione nei confronti delle attività stancanti e noiose è tipica dei Greci; essi vi vedono qualcosa di volgare oppure di degno di barbari. Pensare, inventare e unificare sono essenzialmente attività di uomini oziosi; questo vale anche per il καλως σκολαζειν, il principio guida della ellenità più nobile: i Greci sono gli aristocratici per eccellenza

– Friedrich Nietzsche (Il servizio divino dei Greci).

Mai sottovalutare i sogni e l’immaginazione. Credere all’impossibile e saper guardare oltre la realtà di tutti i giorni è essenziale per non rimanere incastrati negli ingranaggi e per sperare di comprendere the risks of the system as a whole.

Un po' di immaginazione: il mio nuovo (audace) taglio di capelli!

Un po’ di immaginazione: il mio nuovo (audace) taglio di capelli!

È arrivata l'estate anche qui (pranzo casalingo con bresaola)

È arrivata l’estate anche qui (pranzo casalingo con bresaola)

Sunshine in Paris

Sunshine in Paris

 

 

Adrenaline and Pastrami

Strolling

Strolling

«On voyait l’homme élevé pour le lutte matérielle, habitué à vivre au milieu du danger sans le craindre, mais aussi sans le mépriser: grave parce qu’il est solitaire, calme parce qu’il est fort.»

– A. Dumas (Les Frères corse)

Ho ripreso stamattina a correre dopo l’infortunio e mi sento finalmente bene. C’era uno splendido sole primaverile che non si vedeva da 12 mesi. Forse è un segnale. Forse è una causa, forse un effetto, una  sincronicità junghiana. Non è importante cos’è, l’importante è cavalcare l’onda, godersi l’attimo e farsi trasportare da forze più forti di noi.

Ieri lezione privata di francese. Non è che parli gran che bene, ma adesso leggo Dumas e Queneau in originale e credetemi, è una grande soddisfazione.

Per il resto continua il solito turbine di eventi che avrò modo di razionalizzare più avanti.

La notizia più interessante è però il delizioso pranzo di oggi. Per la prima volta in vita mia ho assaggiato il PASTRAMI. Cosa mi sono perso….

Lascio parlare la foto che è meglio.

Sunday pastrami

Sunday pastrami