Why nobody knows the answer to the ultimate question

Ancora in convalescenza per lo strappo al polpaccio destro mi dedico ad un po’ di shopping per Parigi con Maiko.
Dopo una lunga settimana di noiose riunioni e di carte, di numeri e finanza, finalmente escono due raggi di sole dal cielo e mi concedo un po’ di gioia.

“In alcuni è il cuore che invecchia per primo, in altri la mente. E certi sono vecchi da giovani: ma una tarda giovinezza è una lunga giovinezza.”

– F. Nietzsche (Così parlò Zarathustra. Della libera morte)

sk8

Chotto sk8er on Maiko’s penny board

Aggiungo sotto anche un post scriptum domenicale (in forma di foto)

Sunday

Sunday

Water lilies and pizza

L’estate parigina è in pieno fulgore, ovvero piove e ci sono 10 gradi.
Io mi godo l’ennesimo lunedì di festa (ringraziate la Pentecoste) e mi consolo del cielo plumbeo andando a godermi Monet al museo de l’Orangerie.

Paris summer

Paris summer

Le giornate in questo periodo scorrono veloci.
C’è molto da fare e poco tempo per pensare, il che non è sempre un male, ma rende certamente il blog più superficiale.

Come avrete forse visto dai vari tweet, sono corso avanti e indietro da Francoforte, mi sono ingozzato ieri a pranzo con una “meravigliosa” pizza funghi e prosciutto di Domino’s (ebbene si anche noi siamo pigri), mi sono stirato il polpaccio destro correndo all’alba di giovedì (adesso cammino zoppicando e brontolando), ho iniziato lezioni private di francese a casa di domenica mattina, lavoro, mi godo i playoff NBA, leggo tre libri insieme (facendo una gran confusione) e cerco di trovare un’idea brillante per il regalo del nostro terzo anniversario di matrimonio che si avvicina sempre più velocemente…

Ok, forse pensandoci bene non sta succedendo proprio tantissimo, ma è stata anche una settimana corta.

Adesso torno a prendere il sole. Buon lunedì a tutti.

 

Truth is marching in

Listening to Albert Ayler

Listening to Albert Ayler

Mentre Maiko scattava questa foto, io mi stavo chiedendo:

1) Perché mi sento il colpa quando faccio cose importanti come guardare le nuvole ascoltando free jazz mentre respiro aria pulita per farmi passare il tick da stress all’occhio sinistro?

2) Perché mi sento soddisfatto alla fine di una giornata di lavoro passata a fare cose del tutto inutili?

3) Non è paradossale che a rendere possibili le cose importanti siano i soldi fatti facendo cose inutili?

4) Chi vincerà gara domani gara 3 dei play off NBA tra i Knicks e i Pacers?

5) Ma quanto erano buoni i ravioli fritti con le fettine di tartufo grattugiate sopra di ieri sera a cena?

6) Quando smetterà questo stupido cane di leccarmi la faccia?

Io e simpatico, ma stupido cane

Io e simpatico, ma stupido cane

Hello Mister Sun

Per chi non lo sapesse oggi, 9 Maggio, è Europe Day (anche noto come Schuman Day), e io sono di nuovo in vacanza.
Non temete però, grazie al meraviglioso strumento delle email, continuano ad arrivarmi grane di lavoro con scadenze impossibili.

Ma io non ci penso.
Anzi, cerco di non pensarci. Preparo la valigia e rivado all’aeroporto.
Mi attendono le dolci colline del Chianti…

La mia benaugurante t-shirt di oggi

La mia benaugurante t-shirt di oggi

Connect the dots

Sto sperimentando con Twitter. Lascio sporadiche tracce dietro di me (qui sulla destra), quasi delle briciole di pane alla Pollicino (anche se la metafora – lo ammetto – è deprimente).
Poi la Domenica dovrei qui tirar le somme.
Interpretare gli eventi della settimana con saggezza e visione, dimostrare insomma che il totale è più della somma delle parti.

Ma mica è roba facile.

E se la vita fosse veramente solo la semplice somma di tutti gli eventi di cui siamo parte? Nulla di più e nulla di meno.
Per la seconda settimana di fila mi ritrovo a fare il nome di Wittgenstein, e cito dal suo Tractatus:

1.1    The world is the totality of facts, not of things.

1.11  The world is determined by the facts, and by these being all the facts.

1.12  For the totality of facts determines both what is the case, and also all that is not the case. 

1.13 The facts in logical space are the world.

1.2   The world divides into facts.

2      What is the case, the fact, is the existence of atomic facts.

2.01 An atomic fact is a combination of objects (entities, things). 

Nel dubbio razionale che tutto si riduca agli ‘atomic facts’ (in pratica i miei tweet) e che quindi la rielaborazione sul blog, con tutte le sue annesse elucubrazioni, sia del tutto insignificante, io aggiungo un elemento di sorpresa e irrazionalità. Ovvero le foto del mio nipotino giapponese vestito da samurai.

Rihito (1)

Rihito (1)

Rihito (2)

Rihito (2)

Wittgenstein avrebbe apprezzato? Non lo so, ma il blog è mio e non suo.

Per lo stesso motivo aggiungo anche foto mia in stile Abbey Road. Prendetela come volete (e continuate a seguire tweet e blog!)

A stroll in the park

A stroll in the park

The Sweet Escape

«[…]to the extent that Kate is not motivationally unique, she can be all of us, and the empty diffraction of Kate’s world can map or picture the desacralized & paradoxical solipsism of U.S. persons in a cattle-herd culture that worships only the Transparent I, of guiltily passive solipsists & skeptics trying to warm soft hands at the computer-enhanced fire of data in an Information Age where received image & enforced eros replace active countenance or sacral mystery as ends, value, meaning, etc.»

– David Foster Wallace (The Empty Plenum: David Markham’s Wittgenstein’s Mistress)

NY Public Library

NY Public Library

Il guaio di questi giorni di festa è che si ha tempo di pensare, di riflettere sulla distanza tra un mercoledì mattina passato a casa a bere cappuccino, mentre fuori piove, e i sogni di una vita spesa a fare qualcosa di utile, valoroso, combattivo, o per lo meno avventuroso.

Ma – per non passare per un guiltily passive solipsist & skeptic intento a scaldarmi le mani al calore del mio blog – ci tengo a precisare che mi rendo conto di quanto questo non sia un problema solo mio, ma come intuì Schopenhauer: Il desiderio (di tutti) è futile, illogico, senza direzione (così come qualsiasi azione) e, di conseguenza, fonte di sofferenza e confusione.

Quindi? Ascetismo, castità e tazze di pigro cappuccino caldo fino alla fine dei nostri giorni?

Bah.

Non mi ci rassegno.

Sto seduto qui con addosso la mia maglia degli Yankees (che mi accompagna da anni), ascolto un po’ di Ska giapponese (ebbene sì, esiste, vedete sotto) e cerco di decidere la meta di un prossimo viaggio. Non importa dove, basta che sia un posto lontano, futile, illogico e senza senso.

Perfect future

Perfect future