Preparativi

Oggi ancora al lavoro, stasera valigie e domani sera si parte, destinazione: grande mela.
Io mando un saluto e posto foto sotto per dimostrare che l’impegno ce lo metto.

5 chilometri sono una miseria, lo so, ma e’ gia’ la seconda volta in tre giorni.
Direi che almeno e’ un inizio.

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6 risposte a "Preparativi"

  1. La maratona è massacrante. Partendo da zero ci vogliono un paio di anni per raggiungere un livello di allenamento minimamente decente per tentarla. Ti servirà un programma, non improvvisare, non sottovalutare. Ti servirà poi molto tempo libero e un clima umano. In bocca a lupo, my friend…

  2. Giorgio: potresti farmi da motivatore! In realta’ l’idea della maratona di aprile 2014 mi sta dando un obiettivo e mi butta giu’ dal letto all’alba 3-4 volte a settimana per andare a correre. Penso che questo sia gia’ un buon risultato. Poi vedremo.
    Intanto ce la 20k di Parigi a meta’ ottobre. Inizio a provare quella.
    http://www.20kmparis.com/web/plan_interactif.asp

  3. Pensi che anche Dante dopo il “mezzo del cammin di nostra vita” si sia messo a fare jogging?
    Sicuro lui non andava a piu’ di 7:19 al chilometro.

  4. Non vorrei scoraggiarti ma…. la maratona non è uno scherzo. A farla camminando non si finisce mai e di solito si lascia per noia. Per farla correndo già ho detto. Comunque correre per il gusto di correre, senza orologi, solo per il gesto ed il tempo passati con sè stessi a pensare, è molto bello. Quindi ben vengano le sveglie anticipate (per quello dicevo del clima…). Altrimenti c’è sempre l’arrampicata:
    “Il gusto delle scalate sta per me nel fatto che il corpo prende il sopravvento sulla testa, governa lui. La roccia è il campo in cui la testa smette di dare ordini, di essere padrona e signora. Le parti del corpo impongono il loro regime assembleare, tutte le parti, dalle dita dei piedi fino ai muscoli del collo. L’arrampicata è il regime democratico del corpo, la sua presa di potere. La testa registra, ricorda, archivia, ma segue, viene dietro il corpo. Qualche volta la testa si ribella e manda al corpo segnali di paura, ma basta che il corpo si fermi un momento ad ascoltarsi vivere, respirare, e il messaggio viene rispedito indietro. Insomma sulla roccia il corpo dimostra che magnifica macchina sia e quanto sconosciuta. (Erri De Luca)”

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