Ridicolaggini

«Prima avevo paura e mi facevo scrupolo di agire sull’impulso di motivi tanto stupidi, ma per quanto io osservassi la mia vita passata, mi pareva sempre di aver agito per motivi non meno ridicoli di questi. Non so come sia per gli altri, ma io ci sono abituato e per me le parole “piccolezza, ridicolaggine” son divenute parole senza senso. Dove sono mai i motivi “grandi, seri”?»

– Tolstoj (Storia della giornata di ieri)

Ammetto che ero indeciso se venire qui a Pasqua. Ho poi deciso d’impulso e penso di aver fatto benissimo.

Il pranzo pasquale è nel forno (piccioni e arrosto di maiale) i crostini toscani sono già in tavola, il vino rosso è stato appena aperto, John Lewis (quello del Modern Jazz Quartet) suona il piano sullo stereo e i cani riposano dopo un’ora di gioco al sole.

Chi ha bisogno di motivi seri?

Brother and sister

Brother and sister

Running

Running

Come to me

Come to me

Sole tra gli ulivi

Sole tra gli ulivi

Luna

Luna

Tolstoj

Tolstoj

 

Preparazione del pranzo

Preparazione del pranzo

La tavola imbandita

La tavola imbandita

Luna & Nemo

L’avevo promesso, ed ecco a voi un po’ di foto dei due splendidi boxer.

Il tempo non è dei migliori, ma tra passeggiate tra gli ulivi, cammino acceso e una cena con ribollita e tiramisù non si sta poi male.

Nemo e Luna, in relax

Nemo e Luna, in relax

Passeggiata

Passeggiata

Tra gli ulivi

Tra gli ulivi

Scrivendo chotto

Scrivendo chotto

 

Maiko e tiramisù

Maiko e tiramisù

Dettagli di cronaca: i temibili ladri di pinoli del Chianti

Dettagli di cronaca: i temibili ladri di pinoli del Chianti

C'era una volta, ovvero serate davanti al camino

C’era una volta, ovvero serate davanti al camino

Aspettando le salsicce

Stasera scrivo davanti al camino.
Rilassato e riposato, ascoltando Bill Evans e aspettando tra un po’ che la carne inizi lentamente a cuocere sula brace.

Al nostro arrivo da Parigi c’era ad attenderci una sorpresa: Luna (sotto le foto).

Ottima compagna per questi giorni di gioco e di riposo.

Mai e Luna

Mai e Luna

Mentre aspetto la cena segnalo anche un’altra piccola meraviglia che ho trovato appesa in casa.

Una vecchia lettera, incorniciata, scritta a mia nonna da Mirò (si proprio lui) con tanto di auguri di Buona Pasqua e uno splendido disegno.

A me certe lettere non arrivano mai.

La lettera

La lettera

 

Beati i poveri di spirito?

Ironico titolo del post dovuto al fatto che mi sono finalmente arrivati a casa gli assaggi di whisky e cognac che erano rimasti, per giorni, bloccati dalla neve da qualche parte nel nord Europa.

Pubblico le foto (con geniale citazione di Mark Twain) e ve li lascio contemplare immaginando la mia gioia.

5 friends

5 friends

Barely enough

Barely enough

Ma Pasqua non è solo dedicata allo “spirito”.
Ci sono anche le uova di cioccolata… ed essendo a Parigi non ho resistito alla tentazione di regalare a Mai questo barocco uovo di Ladurée.

Marquise

Marquise

Mancano tre giorni di lavoro e poi volo in Italia per un po’ di riposo tra le colline del Chianti.
Penso di averne profondamente bisogno per ritrovare finalmente un po’ di equilibrio interiore.

Ieri leggevo questa descrizione che Giordano Bruno scrisse di stesso e mi ci sono stranamente ritrovato:

«L’autore, si voi lo conosceste, dirreste ch’ave una fisionomia smarrita: par che sempre sii in contemplazione delle pene dell’inferno, par sii stato alla pressa come le barrette: un che ride solo per fare comme fan gli altri: per lo più lo vedrete fastidio, restio e bizzarro: non si contenta di nulla, ritroso come un vecchio d’ottant’anni, fantastico come un cane ch’ha ricevute mille spellicciate.»

La cosa un po’ mi preoccupa. Nonostante i miei eroici furori, non aspiro certo a finire al rogo.
Miro adesso a degustare il miei whisky, ad accendere il camino, ad isolarmi dal mondo per qualche giorno e a mangiare cioccolato.

Prima di salutarvi, allego un’ultima foto e una notizia. Mai è tornata alla passione della danza.
Ecco a voi quindi gli acquisti fatti ieri da Repetto.

Ballet

Ballet

Quaerendo invenietis (Cercando troverete)

Da questo lato della Senna continua a nevicare, piovere e a fare un freddo dell’accidenti.
I treni sono bloccati, gli aerei cancellati e la metro funziona a singhiozzo.

Si, insomma, tutto il mondo è paese.

A me in fondo non dispiace il fatto che la natura abbia ancora la meglio sulla nostra insana pretesa di vivere tutti i giorni allo stesso modo, con gli stessi ritmi e abitudini.
Cicli, gente, cicli! La via retta, o la retta via, non sono fatti per noi.
Bisogna andare in tondo per arrivare da qualche parte.

Io questa settimana ho dato il meglio di me in una accesa riunione, ho comprato un paio di strani libri francesi e ho stappato ieri una meravigliosa bottiglia di Champagne Brut Rosé.

8 long hours around a table

8 long hours around a table

Perlage

Perlage

Ma non neghiamolo, questa settimana è stata quella del nuovo Papa.

Puisque rien ne naît de rien et tout a sa raison sur cette terre.

Du moins, c’est ce qu’on prétend.

– Philippe Forest (Le Chat De Schrödinger)

Da romano in fondo sento sempre il fascino dell’evento, del rito, della tradizione.
Senza voler offendere nessuno, chiarisco subito che sono affascinato dalla religione esattamente come lo sono dall’I Ching, dalla frenologia e dagli oroscopi del mio amico Leds.

Bisogna però riconoscere che con l’invenzione del concetto di ‘fede’ forse i cristiani hanno anticipato di duemila anni l’intuizione del matematico Gödel che nessun sistema (che sia la matematica o la religione) può essere contemporaneamente «completo» e «coerente».

Godiamoci quindi le contraddizioni, gli errori, l’incompletezza e il divertente girare in tondo senza senso che è la vita. Non c’è nessuna meta da raggiungere, nessuna risposta che possa spiegare tutto quanto.

Il mio solito amato Nietzsche, nel Crepuscolo degli Dei, scrive:

Diffido di tutti i sistematici e li evito. La volontà di sistema è una mancanza di onestà.

Il Papa forse le ha tante risposte alle nostre domande, ma io non mi fido poi tanto, quindi in questa gelida domenica mattina, invece di ascoltare il suo primo Angelus, mi vado a mangiare una meravigliosa pizza napoletana nell’11 arrondissement…

Buon appetito e buona circolarità a tutti.

Questo post è privo di senso perché è autoreferenziale

Io sono uno che per indole ha sempre cercato la quiete e la tranquillità.
Sfido le persone intorno a me a citare un caso in cui io mi sia mia seriamente arrabbiato per qualcosa.

Non è mica un pregio o una forma di saggezza, lo so, è solo un modo di essere.

Farò ridere, ma io camperei di pancake e sciroppo d’acero, accettando con stoico cinismo il male del mondo senza mai prendermela troppo.

Saturday morning lemon poppy seed pancakes

Saturday morning lemon poppy seed pancakes

Ci sono però delle fasi della vita, e questa ne è definitivamente una, in cui vengo coinvolto ogni giorno in velenose diatribe, lotte di potere, estenuanti confronti che spesso degenerano in violenza verbale.

«Conflitto è padre di tutte le cose, di tutte è il re» scriveva Eraclito (e in greco suona ancora meglio).

«Πολεμος παντον μεν πατερ εστι, παντον δε Βασιλευς»

Visto le giornate che sto passando tendo a dargli fortemente ragione. E se scontro deve essere, allora che scontro sia!

Nietzsche scrisse che la guerra e il coraggio hanno compiuto nel mondo più grandi cose che l’amore del prossimo. Allora questa domenica pomeriggio, dopo un ottimo brunch, ascolto l’Eroica di Beethoven e mi preparo a ricominciare.

Nanashi

Nanashi

Chotto's sunday morning brunch

Chotto’s sunday morning brunch

Nietzsche però dice anche che i più grandi eventi non appartengono alle nostre ore più clamorose ma a quelle più tranquille.

Quindi? Cosa faccio?

Vado avanti a testa bassa, alzo la voce anche io? O riprendo la mia solita aria di serafica serenità distaccata che di solito mi caratterizza? Forse la risposta l’ho trovata in questo kōan:

Lo studente Doko andò da un maestro Zen e disse: “sto cercando la verità. In quale stato mentale debbo esercitarmi per trovarla?”
Disse il maestro: “Non esiste la mente, per cui non puoi metterla in alcuno stato. Non esiste la verità, per cui non puoi esercitarti per essa.”

– Zen Buddhism (Mount Vernon, N.Y.: Peter Pauper Press, 1959, p. 22)

Maiko's lunch

Maiko’s lunch

Per cercare di chiarirmi le idee mi sono messo a rileggere lo splendido “Gödel, Escher, Bach” di Hofstadter in cui, tra l’altro, si parla della lotta del Zen contro il dualismo.

Il dualismo è la divisione concettuale del mondo in categorie. Al centro del dualismo ci sono le parole, perché l’uso delle parole è intrinsecamente dualistico, dal momento che ogni parola rappresenta ovviamente, una categoria concettuale. E per questo motivo un momento particolarmente importante dello Zen è la lotta contro la fiducia nelle parole.

«Lo Zen è l’olismo spinto al suo estremo logico. Se l’olismo dice che le cose possono essere capite solo come un tutto, non come somma di parti, lo Zen va oltre, affermando che il mondo non può assolutamente essere spezzettato in parti. Dividere il mondo in parti significa illudersi, e mancare l’illuminazione.»

«Un monaco curioso pose a un maestro la domanda: “Che cosa è la Via?”
“È proprio davanti ai tuoi occhi” disse il maestro.
“Perché non la vedo da solo?”
“Perché stai pensando a te stesso”.
“E tu la vedi?”
“Finché vedi doppio, dicendo ‘Io no’ e ‘Tu sì’ e così via, i tuoi occhi sono annebbiati” disse il maestro.
“Quando non c’è né ‘Io’ né ‘Tu’ la si può vedere?”.
“Quando non c’è né ‘Io’ né ‘Tu’, chi la vuol vedere?”

Questa ultima interpretazione è quella che mi piace di più ed è quella che seguirò.
Tutte le contese in cui mi trovo immerso fanno in fondo parte del gioco. Nessuno ha mai veramente del tutto ragione o torto, ed in quanto gioco è difficile e sbagliato prenderlo sul serio.

Ma la smetto qui perché ormai a tutti sarà parso evidente il paradosso di cercare di spiegare a parole i limiti della logica della quotidianità in cui siamo immersi e che non potremmo mai completamente comprendere in quanto, per quanto ci sforziamo, non potremo mai vederla con occhio distaccato e neutrale.

Taccio quindi e mi godo il resto del weekend, studiando francese e aspettando che arrivi il postino con il campionario di whisky e cognac che ho ordinato ieri.

Dove non arriva la logica arriverà un buon Laphroaig invecchiato 18 anni? Chissà….

My order

My order

Homework in the park

Homework in the park

La spiritualità dell’ozio

Otium

Otium

«C’è una selvatichezza da Indiani… nel modo con cui gli Americani si gettano sull’oro: il loro affannarsi nel lavoro, il vero vizio del mondo moderno, comincia già ad imbarbarire per contagio la vecchia Europa, diffondendo una strana mancanza di spiritualità. Ci si vergogna ormai del riposo; il riflettere a lungo su una cosa suscita quasi dei rimorsi di coscienza. Si pensa con l’orologio in mano, e a mezzogiorno si mangia con l’occhio rivolto al listino di borsa: si vive come temendo continuamente di poter tralasciare qualcosa. Meglio far qualsiasi cosa che nulla: questo principio è adattissimo per dare il colpo di grazia a ogni cultura e a ogni gusto raffinato. Allo stesso modo che a vista d’occhio tutte le forme vanno perdute a causa di questa furia di chi lavora, così pure il senso stesso della forma… va perduto… Non si ha ormai più né tempo né forze sufficienti per i cerimoniali, per le complicate gentilezze, per qualsiasi esprit di società, ed in genere per ogni forma di otium.»

– Nietzsche (La Gaia Scienza)

Ispirato come al solito da Friedrich, io oggi ho camminato per un paio d’ore ammirando il parco, il lago e il cielo azzurro, ho pranzato con un meraviglioso filetto a point a Place Victor Hugo, ho comprato un paio di biglietti per un concerto jazz al Village Vanguard (la nostra partenza per New York si avvicina) e adesso sonnecchio e leggo, distaccato dal trambusto quotidiano.