I 600 semi del melograno

Io non sono mai stato un idealista.
Anzi, sono stato recentemente criticato di essere troppo pragmatico.

Non lo nego. Certo è l’unica ricetta che conosco per sopravvivere agli ostacoli che giornalmente ci troviamo davanti, ma non nego che tutta l’acidità di stomaco che ne deriva è ben meno piacevole rispetto a quello che avevo in testa arrivando qui sul pianeta terra nel lontano ’77.

«Ora qui incontriamo la vera difficoltà…; in quanto fra idea ed esperienza sembra esista un abisso a superare il quale l’impiego di tutte le nostre forze riesce vano. Nonostante ciò, resta viva la nostra eterna aspirazione di eliminare questa incongruenza mediante la ragione, l’intelletto, l’immaginazione, la fede, il sentimento, l’illusione e perfino, se non riusciamo in altro modo, mediante una facezia. Alla fine, continuando la nostra assidua fatica, troviamo che potrebbe anche avere ragione il filosofo il quale afferma che nessuna idea si adegua perfettamente all’esperienza, ma poi ammette che fra idea ed esperienza può, anzi deve esserci analogia.»

– Goethe (Pensiero e rassegnazione – Vol. XL)

Idea e realtà: come conciliarle dunque?
Trovare analogie tra la vanga (per spalare), che dobbiamo tener stretta ogni giorno, e facezie che qui scrivo per svagarmi lo lascio a voi.

In fondo all’assidua fatica non si sfugge e come disse l’immenso Achab:

«Ora sento che mia maggiore grandezza sta nel mio maggiore dolore»

– Melville (Achab in Moby Dick. Capitolo CXXXV)

Finisco però con nota di colore data dagli splendidi melograni comprati da Mai ieri al mercato (melograno simbolo di abbondanza, fertilità e buona fortuna) e mi gusto un meraviglioso gin tonic con cetriolo!

P.S. Avrei voluto usare il cetriolo come titolo di questo post ma avreste pensato tutti male, ne sono sicuro.

Panspermia

Panspermia

Hendricks gin with cucumber

Hendricks gin with cucumber

Noise

«When we make and observation, the measurement is never exact in the mathematical sense, so there is always come uncertainty as to the ‘True’ value. Scientists often say that any uncertainty in an observation is due to noise, without really defining exactly what noise is, other than that which obscures our vision of whatever we are trying to measure, be it the length of a table, the number of rabbits in a garden, or the midday temperature.
Noise gives rise to observational uncertainty, chaos helps us to understand how small uncertainties can become large uncertainties, once we have a model for the noise. Some of the insights gleaned from chaos lie in clarifying the role(s) noise plays in the dynamics of uncertainty in the quantitative sciences.
Noise has become much more interesting, as the study of chaos forces us to look again at what we might mean by the concept of a ‘True’ value.»

– Leonard Smith (Chaos – A Very Short Introduction. Oxford University Press)

Rumore, incertezza, caos.
Io ce li ho tutti e tre visto che tutto d’un tratto il bagno pare abbia deciso di cascare a pezzi.
Il tubo della doccia perde acqua, la lavatrice perde acqua, il lavandino si è intasato (e perde acqua!).

Fortune cookie - Thailand

Fortune cookie – Thailand

Ma stiamo divagando. Il tema di oggi è semplice: ogni giorno nella nostra vita siamo posti di fronte a centinaia di scelte da prendere.
Cosa mangio per colazione? Chiamo un idraulico o aggiusto da solo il lavandino? Ieri sera – stanco dal mia giornata a Bruxelles – prendo un taxi o una metro per tornare a casa?

Sulla base di cosa prendere queste decisioni, visto che (i) le informazioni che abbiamo a disposizione vanno prese con le molle (we must look again at what we might mean by the concept of a ‘True’ value) e (ii) ogni piccola scelta – nel mondo caotico in cui viviamo – può avere conseguenze enormi sull’intero sistema?

«All manner of insects, vultures, infinite billions of life forms are thrown into chaos and destruction… Step on a mouse and you leave your print, like a Grand Canyon, across Eternity.»

– Ray Bradbury (A Sound Like Thunder)

L'ordine nel caos - gli esercizi di Maiko

L’ordine nel caos – gli esercizi di Maiko

Forse da dentro il sistema è impossibile avere una visione chiara delle cose.

In fondo i modelli logici con cui interpretiamo il mondo sono sempre fragili e parziali (“confusing the map with the territory”) e costantemente manipoliamo, con le nostre scelte, le stesse variabili che vorremmo osservare. Prendere decisioni, con queste premesse, non è mica compito facile.

Thailand forest - equilibrium

Thailand forest – equilibrium

L’ordine bisogna forse inventarselo, crearlo dal nulla. Immaginarlo.
Forse un vero ordine lì fuori non c’è, o se c’è non siamo nella posizione di comprenderlo, coperto com’è da tutto quel rumore.

Io questa settimana un senso di ordine l’ho trovato nelle frappe/chiacchiere di Mai (guardate che belle).

Cooking - paths

Cooking – paths

Ovviamente non bisogna mica rimanerci troppo attaccati al nostro “ordine”, perché è pur sempre frutto della nostra immaginazione.

Adesso esco a comprare un po’ di attrezzi per cercare di aggiustare il bagno.
Sperando che il caos non prevalga troppo presto sui flussi idrici della mia modesta abitazione.

Highway to hell

«Tu conosci questo Sam Barrows?» gli chiesi.
«Certo. Voglio dire, non di persona; lo conosco di fama. È un tipo dannatamente strano. Capace di scommettere su qualunque cosa. Se una delle sue amanti – e c’è una storiella su questo – si gettasse dalla finestra di un albergo, lui scommetterebbe su quale estremità toccherebbe per prima il marciapiede, se la testa o i piedi. È come uno di quegli speculatori di una volta, una specie di vecchio magnate della finanza. Per uno come lui la vita è un gioco d’azzardo. Lo ammiro.»

– Philip K. Dick (“We can build you” Capitolo terzo. Traduzione di Gianni Montanari)

In fondo viviamo nell’illusione delle sicurezza. Illusione di avere un minimo di controllo sulle nostre sorti, ma le meteoriti sulla Russia dimostrano che in fondo l’unica cosa che possiamo fare è stare con le dita incrociate sperando che almeno per un altro giorno ancora il cielo non ci cada in testa.

La cosa non è delle più facili, in un caos perenne – in cui peraltro la Roma continua a prendere mazzate da ogni squadra che incontra – e questa settimana anche il Papa ha alzato bandiera bianca.

Io rispetto la sua scelta anche se in fondo sono un tradizionalista e l’avrei voluto lì fino alla fine. Anche i papi non sono più quelli di una volta.
Quelli che piacevano a me erano il Borgia Alessandro VI, Bonifacio VIII. Blasfemi, lussuriosi, violenti, apertamente avidi, superstiziosi e iracondi come ogni sano Papa dovrebbe essere!

Non ci resta quindi che pregare, aspettando Roma-Juve stasera, e sperare che i dadi del destino ci siano favorevoli.

Mentre aspetto però pubblico un po’ di foto delle rose che ho regalato a Mai per San Valentino, delle prima video-chiacchierata con il mio nipotino-nipponico (che festeggia oggi 10 giorni di vita) e della meravigliosa torta che mi aspetta stasera dopo la spaghettata con le vongole.

Buon San Valentino 2013

Buon San Valentino 2013

Rihito, 10 days

Rihito, 10 days

Meraviglie d'autunno

Meraviglie d’autunno

P.S. Dentro la torta pare ci sia una mousse di cioccolato e mandorle…

“Living easy, living free
Season ticket on a one-way ride
Asking nothing, leave me be
Taking everything in my stride”

– AC/DC (Highway to Hell)

Despair in the departure lounge

Come accennavo l’altro giorno, sono passato da Roma. Sono state poche ore lo so, ma ne è valsa la pena.

Solo stando lontani un po’ ci si rende conto della luce della città, della sua deliziosa temperatura, della saggezza dei secoli che traspira da ogni pietra.

Languida, oziosa, eterna capitale del mondo, distesa al sole tra i colli, materna con tutti i suoi figli (anche quelli lontani come me). Mai resa cinica dall’età ma invece saggia e poetica nella sua laboriosa lentezza. Perché chi non ha pazienza Roma non la capirà mai, e mai la potrà realmente amare.

Alba in volo tra Parigi e Roma

Alba in volo tra Parigi e Roma

Sono stati due giorni di lavoro e di disbrigo di affari personali, ma in compenso ho rimediato anche un’ottima cena di pesce ed uno splendido mac book air da 11 pollici (con cui sto aggiornando chotto).

A small friend

A small friend

Ormai sono “straniero”, lo so, e queste due schede elettorali che mi sono trovato nella posta al mio ritorno lo dimostrano.

Il cuore però rimarrà sempre orgogliosamente capitolino (e giallorosso!).

A presto, Roma, troverò il modo di tornare, lo so.

Circoscrizione estero

Circoscrizione estero

Rihito!

Sbarcato appena adesso dal mio ritorno da Roma.
Ci tengo a dare subito una notizia importante. È nato oggi in Giappone Rihito, il figlio della sorella di Mai e di Sacchan.

Sono quindi ufficialmente zio Chotto!

Rihito

Il mio nipotino, Rihito

 

Setsubun

Come già ebbi modo di accennare un paio di anni fa, oggi – 3 febbraio – i giapponesi festeggiano il Setsubun, che coincide con l’inizio della primavera (ebbene sì).
Uno degli aspetti interessanti di questa giornata è il tipico “lancio dei fagioli” per scacciare demoni e sfortuna.

Io continuo ad avere incubi ogni notte da ormai una decina di giorni a questa parte.
Mi è sembrato quindi opportuno prendere parte attiva al rito.

Tutto il necessario per il mamemaki (豆撒き)

Tutto il necessario per il mamemaki (豆撒き)

Chotto, the devil

Chotto, the devil

Qualcuno più saggio di me disse “l’enfer, c’est les autres” (L’inferno sono gli altri).

Dai demoni siamo quindi circondati ogni giorni e dobbiamo imparare a conviverci. Non nego che facciano paura, altrimenti la notte dormirei meglio, ma ciò nonostante non dobbiamo abbassare la guardia.

La ricetta contro il male è sempre la stessa: Forza, altezza d’animo, …disprezzo.

E sopratutto non fatevi mai mancare una buona scorta di fagioli da tirare che, insieme ad una sana ironia, sono sempre la miglior difesa.

Per il resto preparo la valigia e martedì all’alba prendo un aereo per Roma. Ogni ritorno nella capitale è sempre piacevole, anche se accompagnato ad una buona dose di guai da sbrogliare.

Speriamo che i riti di oggi facciano effetto, e che la primavera arrivi presto.

Nel frattempo, buon Setsubun a tutti voi.