Autumn Leaves

Fine settimana segnato dal passaggio di mio padre qui a Parigi.
Qui in visita per la FIAC (Foire Internationale d’Art Contemporain) al Grand Palais e ovviamente per la nostra compagnia.

I quattro giorni sono andati bene.
Lui ci ha guadagnato in colesterolo (visto i fiumi di foie gras, formaggi, pain au chocolat e patisserie che sono corsi senza limiti)…
…e io in cristalleria.

Uno dei gentili omaggi che infatti ha lasciato dietro di se sono stati infatti 4 meravigliosi bicchieri da Cognac di Baccarat.

Cristalli di Baccarat nella casa dei re di Francia, esposti a Louvre e adesso anche in casa Chotto.
Non male.

One of Four

Per il resto che dire?

Dopo le canzoni di Edith Piaf, mi sono messo a studiare francese con quelle di Yves Montand.

Non sono diventato un sdolcinato romantico, ma certe cose in francese suonano veramente bene… (non dimenticativi che il testo è di Prévert)

Les feuilles mortes se ramassent à la pelle
Les souvenirs et les regrets aussi
Et le vent du nord les emporte
Dans la nuit froide de l’oubli
Tu vois, je n’ai pas oublié
La chanson que tu me chantais

C’est une chanson, qui nous ressemble
Toi tu m’aimais, et je t’aimais
Et nous vivions tout les deux ensemble
Toi qui m’aimais, moi qui t’aimais
Et la vie sépare ceux qui s’aiment,
Tout doucement, sans faire de bruit.
Et la mer efface sur le sable,
Les pas des amants désunis.

Per chi fosse interessato su Youtube si trova anche l’interpretazione in francese di Iggy Pop… Bah!

Concludo questo breve post con un’ennesima prodezza di Mai.
Un meraviglioso ragù parigino con cui mi sono sentito a casa.

At home

4 thoughts on “Autumn Leaves

  1. Quel ragù è bello da morire (e buono, immagino). Qui, in anticipo pazzesco (ma è sempre così quando c’è la crisi) stanno iniziando a vedersi qualche lucetta di Natale in giro. Mi piacerebbe tanto vedere Parigi con le luminarie… mi accontenteresti con qualche foto? 🙂

  2. Prometto che mi darò da fare per le foto natalizie ma ad oggi in giro ancora non c’è nulla!
    Penso sugli Champs-Élysée però manchi poco…

    P.S. Il ragù era perfetto visto che la settimana scorsa qui c’erano una decina di gradi. E poi era così buono che anche ad agosto l’avrei fatto fuori tutto senza fiatare.

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