Non… je ne regrette rien

Questo weekend tra i miei compiti di francese c’era una canzone di Edith Piaf.

Non… rien de rien (niente di niente)
Non je ne regrette rien
Ni le bien… qu’on m’a fait
Ni le mal, tout ça m’est bien égale…

Come al solito mi ritrovo a meditare su queste cose.
Che la strada per la felicità non sia la comprensione dei perché, ma invece l’oblio?

C’est payé, balayé (spazzato via), oublié
Je me fous du passé… (me ne frego del passato)

La Seine

Di errori se ne fanno tanti, e tendiamo a ripensarci ogni giorno, quello che conta realmente però è la strada avanti a noi.

Avec mes souvenirs (con i miei ricordi)
J’ai allumé le feu (ci accendo il fuoco)

Forse è solo una stupida vecchia canzone o forse ho mangiato troppo (ieri sera ho cucinato in forno una fantastica orata da un chilo e mezzo!)
Però un fondo di verità c’è.

Quindi nonostante tutti i casini che ci sono sempre mi godo Parigi.
Aspetto i vari ospiti che passano di qui a trovarmi (ottobre e novembre si prevedono particolarmente ricchi), assaporo i sapori dell’autunno (ho trovato un simpatico vecchietto venditore di mele) e – fidandomi di Edith – non rimpiango niente.

Non, rien de rien
Non… je ne regrette rien
Car ma vie… (perché la mia vita) car mes joies… (perché le mie gioie)
Aujourd’hui…(oggi)
Ça commence avec toi…

4 risposte a "Non… je ne regrette rien"

  1. vivere il presente (parigi e l’autunno) e sognare il futuro (ospiti!) è un atteggiamento da ottimista. secondo me la vecchia canzone ha solo tirato fuori un po’ di chotto 😉

  2. concordo, sei un ottimista e anche un saggio, oltre che un buongustaio! e mi piacciono le incursioni culinarie nei tuoi post meditativi, come per esempio la menzione all’oratona fatta qui.

  3. L’orata non finiva piu’.
    Un chilo e’ mezzo per due persone! Quasi un sogno.
    Cucinata semplicemente al forno con un po’ di sale, olio ed due foglie di maggioranza.
    Contorno patatine fatte in padella con aglio e rosmarino.
    Vino: una fresca bottiglia di Sancerre del 2010.

    Je ne regrette rien!

  4. E’ una delle canzoni che cantava la Piaf che preferisco. Ogni tanto mi ritrovo a canticchiare il ritornello. Non è vero che non rimpiango niente ma sto imparando a fare in modo di rimpiangere poco, tra le cose che dipendono da me.
    Buona l’orata; anche io autunno questa stasera: ravioli di zucca.

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