Non… je ne regrette rien

Questo weekend tra i miei compiti di francese c’era una canzone di Edith Piaf.

Non… rien de rien (niente di niente)
Non je ne regrette rien
Ni le bien… qu’on m’a fait
Ni le mal, tout ça m’est bien égale…

Come al solito mi ritrovo a meditare su queste cose.
Che la strada per la felicità non sia la comprensione dei perché, ma invece l’oblio?

C’est payé, balayé (spazzato via), oublié
Je me fous du passé… (me ne frego del passato)

La Seine

Di errori se ne fanno tanti, e tendiamo a ripensarci ogni giorno, quello che conta realmente però è la strada avanti a noi.

Avec mes souvenirs (con i miei ricordi)
J’ai allumé le feu (ci accendo il fuoco)

Forse è solo una stupida vecchia canzone o forse ho mangiato troppo (ieri sera ho cucinato in forno una fantastica orata da un chilo e mezzo!)
Però un fondo di verità c’è.

Quindi nonostante tutti i casini che ci sono sempre mi godo Parigi.
Aspetto i vari ospiti che passano di qui a trovarmi (ottobre e novembre si prevedono particolarmente ricchi), assaporo i sapori dell’autunno (ho trovato un simpatico vecchietto venditore di mele) e – fidandomi di Edith – non rimpiango niente.

Non, rien de rien
Non… je ne regrette rien
Car ma vie… (perché la mia vita) car mes joies… (perché le mie gioie)
Aujourd’hui…(oggi)
Ça commence avec toi…

A green rose

Post che avrebbe potuto intitolarsi: “when bloggers meet”.

Questo weekend infatti ci ha donato la visita di unarosaverde di passaggio qui a Parigi.
Una piacevolissimo incontro in un Salon de Thé a pochi passi dai Jardin du Luxembourg per conoscerci meglio davanti a un tazza di Earl Gray e una fetta di nutrientissima torta.
Mai ed io ringraziamo di cuore per la gentile visita che speriamo sia solo la prima di tante altre.

Tutte le strade portano a… Parigi?

Per il resto qui a Parigi è arrivato d’improvviso un bellissimo autunno che mercoledì ha reso più interessante una passeggiata “di lavoro” tra le due isole sulla Senna.

Île Saint-Louis

Mentre il sole calava, su uno degli antichi palazzi ho visto questa frase di Camille Cluadel:

“Il y a toujours quelque chose d’absent qui me tourmente”

Mi ha fatto venire in mente un pensiero.
Influiscono maggiormente su di noi, sulle nostre vite, sui nostri pensieri, sui nostri gioie e dolori le cose che ci circondano o le cose che non ci sono?
Le assenze, i vuoti da riempire, i sogni, i desideri.

In fondo forse sono proprio questi spazi a generare il moto.
Come masse d’aria indotte a trasformarsi un vento per differenze barometriche.

La memoire des lieux

Forse questi pensieri li ebbe anche Camille prima della “lunga notte dell’internamento”?

La cosa non promette bene.

Quindi soffermiamoci sui problemi concreti!
Il mio francese, per esempio.

Allego foto del quaderno per dimostrare che l’impegno non manca (anche se i risultati latitano)

Bons baisers de la planète mars

Prego quindi unarosaverde di non raccontare troppo in giro i miei goffi tentativi di cavermela.

High spirits

(*) “Così me ne vado lontano lontano, e sopra il mio berretto ci sono soltanto le stelle”

– Goethe

Le giornate stanno passando troppo in fretta.
In questo blog mi sono ripromesso di non parlare (mai) di lavoro, ma lasciatemi dire che a volte diventa difficile quando il lavoro finisce per occupare una fetta sempre più grande della mia vita, dei miei pensieri e delle mie azioni.

Non è una lamentela, perché diventa più interessante ogni giorno e ancora rimango affascinato dal miscuglio di “trasparente segretezza” che avvolge tutto quello che facciamo.
Quella strana sensazione che tutti osservino quello che fai quando ti è richiesto registrare e rendere pubblici i nomi di tutti quelli che vedi in riunione, di rendere disponibili i contenuti di ogni email che mandi e quando vedi che i giornali sembrano interessarsi veramente alle cose che scrivi.
Strana confusione incrementata dal fatto che sei tartassato ogni giorno da richieste delle Commissione Europea, giornalisti, autorità di vigilanza, etc., ma hai un ferreo divieto di parlare con gli amici di quello che fai.

Non temete non mi prendo sul serio. Continuo umilmente a spalare e a faticare da buon umile operaio sapendo che il mio nome, in fondo probabilmente non apparirà mai da alcuna parte.

Il tutto mi riempie dodici-tredici ore al giorno, dopo le quali rimango sempre con il solito dubbio davanti:

Dopo una giornata passata così cosa faccio?
Mi metto a fare quei maledetti compiti di francese che non ho mai voglia di fare?
Finisco quel libro di mille pagine di Dumas che ho sul comodino e che ho una gran voglia di vedere come finisce?
Faccio un po’ di sport, perché non puoi mica stare sempre fermo!?
Parlò finalmente un po’ con Mai perché durante il giorno non la vedo mai?
Risolvo un po’ di quei con la banca, con il padrone di casa, il vecchio portiere di Roma, etc che da soli non si risolveranno di certo?

Qui il tragico e il comico si incontrano nell’infinito assoluto!

E allora…. oggi, con una bella giornata di sole ce ne siamo andati a passeggio sulla Senna sotto Notre Dame.

Quai de Bourbon

Ho trovato un mercatino di piccoli contadini-produtturi del sud ovest della Francia che regalavano mele, aglio e uva.
Abbiamo fatto una meravigliosa merenda lungo il fiume.

on a lazy Sunday

Per non tornare a casa a mani vuote ho comprato loro, tra le altre cose, anche una fantastica di Armagnac “Extra Old”

XO

Se non vi fidate delle mie parole, leggete cose disse dell’Armagnac il cardinale Du Four nel 14esimo secolo:

“It makes disappear redness and burning of the eyes, and stops them from tearing; it cures hepatitis, sober consumption adhering. It cures gout, cankers, and fistula by ingestion; restores the paralysed member by massage; and heals wounds of the skin by application. It enlivens the spirit, partaken in moderation, recalls the past to memory, renders men joyous, preserves youth and retards senility. And when retained in the mouth, it loosens the tongue and emboldens the wit, if someone timid from time to time himself permits.”

Voi non lo avreste comprato?

Le cose che ho da fare sono ancora mille, i problemi da risolvere non spariranno certo domani. Il mondo è troppo complicato perché qualcosa si risolva veramente.
Io però cerco oggi di godermi il sole.
Felice delle cose belle che mi circondano anche se mi sembra di non avere mai il tempo di godermele.
Sorridendo al fatto che l’amico Peppe stia girando per la campagna cinese, ospite di conferenze (tutte in cinese) di cui non capisce una parola e che lì non riesca a vedere chottomatteo.com perché censurato (ebbene sì!).

Il nostro agente all’Havana

Chiedo scusa per i pochi post e per i pochi messaggi che lascio su altri blog amici, che continuo sempre a leggere con piacere nei ritagli di tempo.
Il tempo per queste cose tornerà.

Oggi un po’ di pace, armagnac e Bob Dylan. Non saranno la soluzione ma aiutano….

We are experiencing some turbulence

Settimana burrascosa.
Non starò a tediarvi con la descrizione delle ore di lavoro davanti al computer, dei tubi della doccia da cambiare e di varie altre amenità.
Probabilmente tutti i ritorni in città dopo le vacanze sono uguali e state nelle mie stesse acque.

Oggi però è domenica, splende il sole, ho comprato dei meravigliosi cioccolatini (vedi foto) e leggo “Il Cavaliere di Sainte-Hermine” di Dumas.

“Caro ragazzo, non ho bisogno di dirti dove sono e cosa faccio.
Come avrai immaginato, sto preparando la vendetta.
Ora sei solo.
Ma hai sedici anni, e la sventura è stata la tua maestra. Nelle tue condizioni si diventa uomini in fretta.
Tu sai che cosa intendo per uomo: una quercia vigorosa che affonda le radici nell’antichità ed ha la chioma nell’avvenire. Essa resiste a tutto: al caldo, al gelo, al vento, alla pioggia, alla tempesta, al ferro e all’oro.”

Meravigliosa retorica cavalleresca! Perfetto stile con cui fantasticare in una giornata di riposo.
Io di chioma ne ho poca, e questa settimana ancora meno visto che sono anche andato a tagliarmi i capelli.
Le radici nell’antichità però ce le ho ben piantate e da lì non mi schiodate.

A volte girando per Parigi ancora mi sembra di poter incontrare il Corso dietro qualche angolo o vedere la ghigliottina a Place de Concorde.

Tante cose sembriamo non volerle imparare  mai e come umanità ricadiamo sempre negli stessi errori. Continuo quindi a leggere con piacere vecchi romanzi e ci trovo più saggezza che in tanti libri di finanza che mi tocca studiare.

O forse cerco solo si giustificare la mia pigrizia domenicale…

Poco importa, fondamentale però e che questi cioccolatini non finiscano troppo presto perché sono la fine del mondo.

Meraviglie parigine

Il mercato di sabato mattina

Giraffe per le vie

P.S. Un grazie come al solito a Mai per le foto che le rubo.

My time is a piece of wax, fallin’ on a termite

Domani abbiamo l’aereo per tornare a Parigi.
Oggi quindi diventa simbolicamente il nostro ultimo vero giorno di vacanza dell’estate.

Da veri emigranti lo dedichiamo a riempire le valigie con un po’ di cibo da portare su.

Per ora ho preso una mezza forma di pecorino toscano, qualche pacco di pici, un barattolo di porcini sott’olio e infine un po’ di pelati dell’orto.

Nemo gioca come se niente fosse e si gode il fresco di questi giorni.

Buon settembre a tutti. Chissà che anno ci aspetta.

Sapori d’Italia

La strada di casa

Here comes the rain again

May I come in?

P.S. sotto un’aggiunta con foto dei frutti delle mie fatiche pomeridiane.

More (dopo il temporale)