Happy as a poor man can be

Oggi giornata alla scoperta delle verdi montagne del nord.
Terra rigogliosa, ricca di genti, di piante e storie sorprendenti, ma iniziamo da un briciolo di Storia, con la esse maiuscola.

Siamo in terra di confine, ancora in Thailandia ma ad un tiro di sasso dal Myanmar e dal Laos. Abbiamo guidato, camminato e poi pranzato in un paradiasico silenzio spezzato solo dal rumore della pioggia e da quello del fiume Mekong che si snodava lentamente ai nostri piedi.

In questa zona c’era il il famigerato triangolo d’oro dell’oppio.
Terra di nessuno tra i tre Stati dove antiche tribu cinesi (così narra la nostra guida thailandese) coltivavano il papavero protetti dagli alberi di Tek e dall’isolamento garantito dall’asprezza del territtorio.
Tralascerò la lunga narrazione degli ultimi 50 anni di conflitti, lotte e denaro, per saltare a quando la mamma dell’attuale Re thailandese pare abbia convertito questa gente, con pacifici mezzi buddistici di amore e saggezza, alla coltivazione di molto più innocui caffè, pompelmi, banane e simili.

Dubito sia stato così semplice, ma io mi accontento di aver avuto la fortuna di camminare in solitudine sotto la pioggia in questi piccoli villaggi, a vedere poi le carovane di gente che ancora oggi passa in auto (tra stretti controlli dei militari) il confine per comprare e vendere generi di prima necessità e infine di ammirare il museo dedicato alla mamma del Re su cui mi sento di fare un’ultima divagazione.

Tutti i thailandesi con cui parlo mi parlano in adorazione del loro monarca che si vede rappresentato ovunque nel Paese. Credetemi: ovunque.
Io guardo con un briciolo di invidia e un po’ di cinico sospetto visto che qui esiste ancora il reato di “lesa maestà” e chi è colto a parlare male della famiglia reale rischia fino a sette anni di carcere.
Spero di sbagliarmi e che il loro amore sia sincero.

Adesso però passiamo alle foto.

Piccoli acquisti in un villaggio di uno dei gruppi etnici di origine cinese

Chotto e le piante di pompelmo

Le coltivazioni di caffè sulle montagne

Il caffè me l’hanno anche voluto far assaggiare, perchè, crediateci o no, anche qui sperduti nel nulla, si trova…

…il vero espresso italiano!

Ed era anche piacevolissimo.

Io a Parigi, buono così, non l’ho ancora trovato

Al confine con il Myanmar

Una nota di colore sulla foto qui sopra.
In Thailanda si guida sulla sinistra, mentre in Myanmar sulla destra. Le auto quindi che attraversano il ponte alle nostre spalle a metà cambiano lato della strada…

Il perchè me l’ha spiegato Terzani nel libro che sto leggendo e di cui riporto un passaggio:

Un’altra volta, uno dei suoi astrologi di fiducia disse a Ne Win di stare in guardia contro un grave pericolo: la destra si sarebbe improvvisamente sollevata e lo avrebbe deposto. Ne Win allora dette ordine che da un giorno all’altro in Birmania si guidasse sulla destra e non più sulla sinistra come era stato dal tempo degli inglesi. L’intero paese fu sconvolto, ma con questa «sollevazione da destra» la profezia, a suo modo, si avverò e lui evitò la vera rivolta.

Guidando per le strade sterrate abbiamo anche assistito alla raccolta del riso

Mai at the golden triangle (sulla destra le montagne del Laos e sulla sinistra il Myanmar)

Chotto e Mai al museo/giardino botanico dedicato alla mamma del Re

Nebbia e silenzio

Un pensiero a Simonetta, tra i monaci buddisti in preghiera

Qualche souvenir

Domani mattina sveglia alle 7 e partenza per Chang Mai (di strada ci attendono le donne giraffa).

Vi terrò aggiornati…

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