L’uomo con se stesso

Ho riflettuto sugli ultimi commenti di chi mi contestava il fatto che il sito negli ultimi mesi ha perso di rabbia e ha acquistato in serenità.

Rispondo con due aforismi del mio amato Nietzsche.

“Infelicità. La distinzione che si trova nell’infelicità (come se il sentirsi felici fosse segno di insulsaggine, di mancanza di ambizione e di ordinarietà) è così grande, che sei qualcuno dice a uno «ma com’è felice Lei» – di solito quello protesta.

“Amico. Il prender parte alla gioia, non il prendere parte al dolore, fa l’amico.”

E visto che si sono butto dentro un paio di foto della meravigliosa torta di mirtilli di Mai.

Materia prima

Prodotto finito

Domani in ufficio test sui verbi francesi.
Proverò a cavarmela gesticolando.

Sempre meglio dei 14 casi della grammatica finlandese a cui mi accennavano oggi a pranzo.

Relax di ieri nel giardino davanti a casa

10 thoughts on “L’uomo con se stesso

  1. A cena con il re delle poltrone ho scoperto che nel nuovo di catalogo Luis Vuitton si trovano ciabatte invero assai comode. Le più comode. Poltrone e ciabatte! Wonderful!

  2. Ieri ho ricominciato a leggere L’uomo senza qualita’ di Musil.
    Faccio rispondere a lui alla tua accusa di essere diventato un pantofolaio…

    “Fra gli innumerevoli temi toccati dal romanzo nelle sue migliaia di pagine si presenta con frequenza la distinzione fra mediocrità e genialità, la loro definizione, le colpe e i meriti che ad essi si assegnano.
    Musil spesso utilizza paragoni scientifici, tratti dal mondo fisico e matematico per i suoi ragionamenti; in questo caso, rifacendosi alla teoria cinetica dei gas, paragona l’individuo e le sue idee ad una particella in moto casuale nel mondo. Così come il fisico è in grado di dare informazioni su pressione, temperatura ecc. di un gas semplicemente mediando l’imprevedibilità dei movimenti delle particelle, allo stesso modo per il mondo le informazioni significative giungono da medie. Dunque il Progresso, la situazione storica, le idee dominanti non sono che valori mediati in lento movimento, così come i parametri termodinamici in una trasformazione quasistatica.
    Quello che appare è allora l’inutilità del moto personale: esso può essere secondo o contro corrente, verso l’alto o verso il basso, teso al futuro o rivolto al passato. Lo stato di un atomo in un gas è assolutamente ininfluente, in una popolazione così numerosa, sul comportamento del valor medio e “Dio e il mondo badano soltanto a lui e non a noi” scrive Musil. La Storia del mondo è allora Storia della mediocrità e questo è per Musil non senza scopo: tale configurazione permette di pesare gli alti e i bassi, la presenza di progressi e regressi, le forze e le debolezze, i diritti concessi e quelli strappati, in una parola l'”inafferrabilità spirituale” della vita giungendo a preservarne uno stato medio. La Storia è la media di milioni di storie, per definizione, e ad Ulrich pare assurdo ed infantile accusare il mondo di mediocrità: non è possibile rinfacciare ad una media la sua mediocrità.”

  3. Ciao Matteo, rifletto spesso anche io su questo tema.
    Io sono sempre stata una persona tendenzialmente malinconica e anche un pò pessimista. E invece, da qualche anno a questa parte, cerco di apprezzare tutte le piccole cose e di avere sempre un sorriso a portata di mano. Ho iniziato un pò sforzandomi, certo, ma poi questo atteggiamento è diventato la cosa più naturale del mondo.
    é chiaro che non sto parlando della felicità “suprema” (ma poi questa esiste davvero?), ma della felicità nascosta negli eventi del quotidiano. E ora, in tutta sincerità, io sono felice al pensiero che stasera mi aspetti una cenetta preparata da mia sorella, del pane fatto in casa, sono contenta del fatto che sabato una delle amiche migliori venga a Bologna per due giorni. Sono felice perchè in agosto avrò dei giorni di vacanza e, spero, di mare. Non mi sento superficiale per questo, affatto. E concordo sul fatto che il vero amico si vede soprattutto nella condivisione della gioia. Nei momenti di felicità, molti scappano.
    Un sorriso grande a te e Mai.
    Silvy

  4. Nn generalizzerei troppo. Un commento sarcastico e acidello nn ha mai fatto male a nessuno. Altrimenti ci sbrodoliamo e basta. Il fatto è che chotto per me è sempre stato fonte di ispirazione e riflessione. Mi spiacerebbe molto se la serenita’ conquistata assopisse l’intelligenza critica e riflessiva. Tutto qui.
    E’ che sono esigente e dato che il chotto in carne ed ossa mi manca parecchio, quando quello virtuale vola basso mi sento ancora più solo.

  5. Non oso intromettermi in conversazioni tra amici 🙂
    Soltanto, non confondiamo la provvisoria serenità (o, perchè no, il costante tentativo di serenità) con la mancanza di intelligenza critica. Un saluto a voi!
    Silvy

  6. Silvy, concordo pienamente. La vera serenità è una meta che richiede somma saggezza. Io per ora ne sono ancora lontano. Mi accontento di avvicinarmici con un bicchiere di Chianti!

  7. Ovviamente nn posso che concordare con Silvana.
    Circa la serenità, ben venga, e ben vengano anche le pantofole e le poltrone e i bicchieri di Chianti e tanto altro ancora. Ora mi cimento con l’ultimo post che mi sembra arduo…

  8. E allora prima o poi ci faremi tutti insieme un bel bicchiere di rosso 😉
    Silvy

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