Flying (high) in the dark

Post difficile da scrivere visto il susseguirsi di scoppiettanti commenti arrivati nella settimana passata. Difficile da scrivere anche per colpa dell’eficientissima Orange francese che da giorni mi ha fatto cadere a casa in un completo black-out (niente internet, niente telefono, niente tv).

Scrivo quindi da un affollato Starbucks provando a rifare il punto della situazione.

Frappuccino & Philosophy

Partiamo come al solito da Nietzsche, grande faro nella notte del chotto presunto pantofolaio!

Destino umano. Chi pensa profondamente sa che ha sempre torto, comunque agisca e giudichi.”

Verissimo.
Ma questo rende anche tutto più facile.
Cosa fare? Scrupoli, problemi, ansia, ascetismo o sensi di colpa?
Non ci penso nemmeno.
Godiamoci il beneficio delle contraddizioni.

“L’uomo agisce sempre bene. Noi non accusiamo la natura di immoralità, quando essa ci manda un temporale e ci bagna: perchè diciamo immorale l’uomo quando fa il male? Perchè noi supponiamo qui una volontà libera, che regna capricciosamente, e lì necessità. Ma questa distinzione è un errore. Poi, persino il far male intenzionalmente, non in tutti i casi lo diciamo immorale; si uccide per esempio un moscerino senza dubbio con intenzione, meramente perchè il suo ronzio ci dispiace; si punisce il delinquente intenzionalmente e gli si fa del male, per proteggere noi stessi e la società. Nel primo caso è l’individuo che, per conservarsi o anche per non causarsi un dolore, fa intenzionalmente del male; nel secondo è lo Stato. Ogni morale ammette che si faccia intenzionalmente del male per legittima difesa: cioè quando si tratta della propria conservazione. Ma questi due punti di vista bastano a spiegare tutte le cattive azioni commesse da uomini contro uomini: ci si vuol procurare piacere o si vuol tenere lontano il dolore; in un certo senso si tratta sempre della propria conservazione. Hanno ragione Socrate e Platone: qualunque cosa faccia, l’uomo fa sempre il bene, vale a dire: ciò che a lui sembra bene (utile), a seconda del grado del suo intelletto, del livello a cui ogni volta giunge la sua razionalità.

Ogni giorno affronto le cose con questo spirito.
Non mi considero assolutamente in un momento di stasi, e poi movimento e quiete sono comunque sempre e solo apparenti, questo almeno dovrebbe essere ormai ovvio.

“E’ assai difficile placare il cuore. Mentre il buddismo tenta di raggiungere la quiete attraverso lo scemare di ogni moto nel nirvana per il Libro dei Mutamenti (I Ching) la quiete è solo uno stato polare che ha nel moto il suo completamento costante.”

Mi sono divertito questa settimana a disquisire, in una conference call con Hong Kong, sul possibile destino dell’Europa e del mondo intero (facendo tutti finta di saperne qualcosa di più degli aruspici e delle sibille cumane). Ho girato Parigi nell’inutile ricerca di un regalo per il nostro secondo anniversario di matrimonio (manca poco più di una settimana). Ho iniziato a organizzare le cose per l’arrivo per un po’ di ospiti dall’Italia e dal Giappone nei prossimi giorni.

“Il cuore pensa continuamente. E’ una realtà che non si può cambiare. Ma i moti del cuore, cioè i pensieri, devono limitarsi alla situazione immediata. Ogni pensiero che vada oltre non fa che ferire il cuore.(*)” (I Ching)

(*) Cfr. Goethe: “Pensieri persi in cerca del futuro, / operate qui e adesso bravamente

Non errate, il viaggio è ancora lungo, le turbolenze che ci aspettano mi mettono ancora i brividi e riempiono i miei sogni la notte.
Non scambiate il mio atteggiamento per ascetismo.
Non sono un idealista o un uomo di fede.
Sono solo un giocatore che fa del suo meglio con le carte che gli vengono date.
Che queste carte includano anche la voglia di cambiare il mondo, o al contrario la voglia di mollare tutto e vivere su di una isola deserta? Tutto è possibile, devo ancora decidere e capire se c’è differenza tra le due cose.
Nel frattempo però mi godrò quello che viene, senza arrendermi o arretrare e senza farmi illusioni o false speranze sulla natura delle cose.

“Illusione degli idealisti. Tutti gli idealisti s’immaginano che le cose che essi servono siano sostanzialmente migliori delle altre cose del mondo, e non vogliono credere che, se la loro causa deve prosperare, abbisogna dello stesso concime maleodorante che è necessario a tutte le altre imprese umane.

Per chiudere con un po’ di sana ironia! Una profonda verità contenuta nei miei esercizi di francese…

L’uomo con se stesso

Ho riflettuto sugli ultimi commenti di chi mi contestava il fatto che il sito negli ultimi mesi ha perso di rabbia e ha acquistato in serenità.

Rispondo con due aforismi del mio amato Nietzsche.

“Infelicità. La distinzione che si trova nell’infelicità (come se il sentirsi felici fosse segno di insulsaggine, di mancanza di ambizione e di ordinarietà) è così grande, che sei qualcuno dice a uno «ma com’è felice Lei» – di solito quello protesta.

“Amico. Il prender parte alla gioia, non il prendere parte al dolore, fa l’amico.”

E visto che si sono butto dentro un paio di foto della meravigliosa torta di mirtilli di Mai.

Materia prima

Prodotto finito

Domani in ufficio test sui verbi francesi.
Proverò a cavarmela gesticolando.

Sempre meglio dei 14 casi della grammatica finlandese a cui mi accennavano oggi a pranzo.

Relax di ieri nel giardino davanti a casa

Carrots, plombiers and the bliss of ignorance

Settimana caratterizzata da una perdita d’acqua.

Una vecchia guarnizione in cucina che causava un fastidioso sgocciolare giorno e notte.
Evento insignificante nell’orizzonte più ampio dell’universo, se non fosse che è stata la prima volta in cui ho dovuto discutere in maniera accalorata con la concierge e poi telefonare all’idraulico per prendere un appuntamento.
Il tutto IN FRANCESE.

Da non crederci.

Sono partito con un “Bonjour, on a un problem avec les conducteurs d’eau dans la cuisine… Vous connaissez  le number de un plombier?!!” e dopo un giorno il problema era risolto.

Un abbraccio di congratulazioni direi che me lo merito.

La ricompensa

Per il resto ringrazio ancora tutti per i messaggi gentilissimi che lasciate sul sito.
Sempre graditissimi e sempre d’aiuto.

Ormai mancano pochi giorni all’arrivo dell’estate e tra cappotti, temporali e venti gelidi il sole inizia a farsi coraggio e a fare qualche breve apparizione.
Io mi diverto a continuare a filosofeggiare e oggi riporto due righe del Tao Tê Ching.

“Abolisci lo studio e sarai senza preoccupazioni”

(Il libro della via e della virtù. Capitolo XX)

Forse la risposta è già di fronte a noi e più cerchiamo le soluzioni e più ce ne allontaniamo.
Madre natura ne sa più di noi e forse anche le carote sono più sagge di noi.

All you need is love! Learn from the vegetables

“Nothing you can know that isn’t known
Nothing you can see that isn’t shown
Nowhere you can be that isn’t where you’re meant to be
It’s easy”

Quindi il mio programma per la giornata è una bella insalata e poi di corsa a sdraiarsi nel prato davanti a casa a godersi un po’ di sole.
Senza farsi tanti domande.

This week’s flowers

Prima di andare un paio di note culinarie.
Ho scoperto che i francesi chiamano “lègume” tutte le verdure. Bah.
Mi ci abituerò.
Secondo, ho scoperto l’ennesimo, meraviglioso, dannosissimo per la salute formaggio di capra.
Allego la foto e mi lecco le dita.

La piramide del piacere

“Nothing you can make that can’t be made
No one you can save that can’t be saved
Nothing you can do but you can learn how to be you in time
It’s easy”

Buona settimana a tutti, e incrociamo le dita per la Grecia.

I galli, le oche, il rabarbaro e i problemi del mondo moderno

Chotto, dal suo esilio dorato a Parigi, continua ad indagare per trovare il senso di tutto e la vera strada per la felicità.
Sono ancora parecchio lontano dalla meta, ma oggi, dopo l’ennesimo ottimo brunch domenicale, ho scoperto un importante tassello, un piccolo e apparentemente insignificante elemento che però ha contribuito e non poco alla nostra situazione attuale. Ed è tutta colpa dei francesi…

Una vita senza problemi? o senza via d’uscita?

Bisogna fare un passo di parecchi anni indietro, al IV secolo avanti Cristo. L’epoca di Brenno, capo dei Galli, quello che invase Roma e che passò alla storia per la frase “Vae victis” (guai ai vinti). Ricorderete tutti la storia delle oche del Campidoglio che avvisarono i romani dell’invasione e contribuirono a salvare la vita a parecchi.

Life: choice, luck or destiny? Photo from my brunch

Beh, cosa fecero i romani dopo che fu passata l’invasione (prima di partire per la classica vendetta)? Innalzarono un tempio a Giunone Ammonitrice (Iuno Moneta), a cui le oche erano sacre, e proprio lì vennero coniate le prime monete della storia che per questo da lei presero il nome.

Sappiamo tutti benissimo in quante inutili complicazioni ha finito per annaspare l’uomo per i successivi 2500 anni per colpa del maledetto denaro.
Almeno adesso so a chi dare la colpa.

Rabarbaro, mele e limone per un’ottima torta

Essendo in qualche modo erede del grande Cesare, anche io in Gallia riuscirò forse a vendicarmi, ma per ora sto bene.
Mai al mercato a fatto scorta di rabarbaro (in Italia mi diceva che era impossibile trovarlo) e mi ha fatto una torta meravigliosa.

Le colazioni di Mai

Ho comprato i biglietti per il concerto di Melody Gardot all’Operà, aspetto Francesco e Patty in visita tra un paio di settimane, prenoto un ritorno nel Chianti questa estate, conto i giorni che mancano all’isoletta di Koh Phangan, faccio esercizi di grammatica e aspetto Spagna-Italia di oggi pomeriggio.

Potrebbe anche andare peggio.

Ortensie in salotto

No staring at the clouds

La libertà è il momento dialettico nelle determinazioni di possibilità e necessità.

– Kierkegaard (La malattia mortale. Parte prima)

Pete the clown from San Francisco, California.

Sono un po’ di giorni che ripenso a questa semplice definizione. E’ solo una definizione e come tale non pretende di constatare altro che l’ovvio.
Io però continuo a ripensarci.

In fondo mi sembra che la vita proprio a quello si riduca. Allo scontro tra infinito e finito, tra un futuro incerto e un passato che non si può in alcun modo cambiare. La ricerca di un impossibile equilibrio di infinite possibilità e di dura ed inevitabile necessità.

Siamo quindi tutti come Pete, il giocoliere equilibrista che abbiamo visto questo sabato alla fiera degli artisti di strada nella periferia di Parigi? Temo di sì!

Fragole e ginger

Non fraintendete, non ci vedo mica niente di male.

E’ un gioco un po’ pericoloso, ma in fondo a camminare sull’orlo dell’abisso ci siamo ormai abituati tutti.

Tornando a noi, il lavoro continua a piacermi ma riempie le mie giornate lasciando il tempo a poco altro.
Per fortuna la partenza per la Thailandia si avvicina sempre di più e mi da un bell’obiettivo di fuga a cui puntare.

Per ora quindi continuo a prendere sul serio il lavoro, ma poco sul serio me stesso, ascolto i Grateful Dead e riprendo un po’ di energie che ce ne vogliono tante ultimamente…

Lady finger, dipped in moonlight, writing ‘what for’ across the morning sky
Sunlight splatters, dawn with answer, darkness shrugs and bids the day good-bye.