Moonrise Kingdom

Oggi qui è di nuovo festa, quindi ennesimo weekend lungo.
Giuro che è l’ultimo.

Siamo andati al cinema a vedere il bel film che dà il titolo al post di oggi. Lo consiglio vivamente.

Tornato a casa mi sono immerso nelle Lettere a Lucilio di Seneca.
Ed è saltato fuori questo:

“La vita dello stolto è spiacevole, piena di ansie, tutta rivolta verso il futuro”

Il passo citato è ripreso da Epicuro, uno che di felicità ne sapeva qualcosa.
Non rinnego in nessuno modo quanto scritto ieri. Però ci rifletto.
Mentre lo faccio rubo un po’ di foto a Mai e vi aggiorno con un po’ di immagini della nostra vita parigina.

Bois de Boulogne, yesterday morning

Our marchè, on Avenue de President Wilson

Malinconiche panchine a les Tuilleries

Apple pie

From inside Louvre (part 1)

From inside Louvre (part 2)

Our flowers, our foie gras… e un po’ di salame e parmigiano

Pomodorini!

…e infine, anche a Parigi:

Du’ spaghi

Drifting

“Drifting, drifting, drifting, along.
I feel like going back there, but never for long.
I sometimes wonder if they know that I’m gone.
I’m just drifting, drifting along.
Drifting, drifting along. Drifting, drifting along.”

Settimane piene di lavoro, ma non mi lamento.
Qui a Parigi sono arrivati finalmente anche il caldo e l’estate.
Oggi, steso di nuovo nei prati in fiore del parco, guardavo il cielo e mi chiedevo se è normale che, stando così bene, io pensi già al domani e a possibili nuove mete.
Di tornare indietro non ci penso mai, forse stranamente, ma in fondo al cuore continuo a sognare l’orizzonte.

American coffee and flowers

War in the mind

“Ma quando si ritiene che esista l’Ade e che esso sia un luogo spaventoso, pensi che si possa rimanere impavidi dinnanzi alla morte e nelle battaglie si possa preferire la morte alla sconfitta e al servaggio?
No. Certo.
Dunque occorre sorvegliare anche chi tenta di raccontare queste favole, e pregarli di non diffamare l’Ade con tanta disinvoltura, anzi apprezzarlo, perché altrimenti non si direbbe nulla di vero né di utile per chi sia destinato al mestiere della guerra.”

– Platone (La Repubblica, Libro III)

Ieri qui a Parigi, come nel resto d’Europa, c’era la notte bianca dei Musei aperti fino a mezzanotte e con ingresso gratuito.

Ne abbiamo approfittato per andare a girare per le sale del Louvre, ad ammirare le vestigia di vecchi imperi andati.

History, carved in stone

Difficile non riflettere su possibili parallelismi tra le civiltà raccontate nelle teche, di cui non rimangono che pietre e statue, e l’attuale Europa che sembra perdere pezzi di giorno in giorno.
Almeno gli antichi egizi non mettevano le bombe davanti alle scuole negli ultimi anni della loro gloria.

Per un cinico come me è difficile trovare qualcosa per cui lottare.
Credo a poco e niente, ma questo non cambia le cose. Ormai ho assimilato il senso del dovere che mi deriva, forse inconsciamente, da avere unito le mie radici della città dei Cesari con la mentalità nipponica.

“Quando il Grande Dubbio si attua in un uomo nella sua immediatezza, c’è un’ampia, infinita distesa di vuoto, e un vuoto illimitato in ogni direzione. Non è vita e non è morte. E’ come se egli fosse inglobato da strati di ghiaccio che si estendono per decine di migliaia di chilometri. E’ come se seduto in una boccia di vetro trasparente, purissimo, bianco e splendente, dove c’è fresco e refrigerio. Inebetito dallo stupore, l’uomo dimentica di stare in piedi se è seduto e di mettersi seduto se sta in piedi. Nel suo cuore non c’è il benché minimo granello dell’ingannevole mente discriminante, c’è soltanto il singolo carattere Mu.
Se, in questo momento, non si desta la paura e non si aggrega la conoscenza intellettiva, ed egli avanza risolutamente senza voltarsi indietro, allora, improvvisamente, come se le distese di ghiaccio fossero colpite e mandate in frantumi, e la torre di vetro fosse fatta precipitare per rompersi in mille pezzi, proverà una gioia così grande come non ha mai provato o mai udito in quarant’anni. Quando l’uomo si confronta con momenti come questo, la’nascita-e-morte’ e l’emancipazione da queste sono come il sogno della notte precedente e ‘i tremila mondi sono come schiuma sull’oceano. Tutti i saggi e i santi non sono altro che lampi di luce’. Questo è chiamato il tempo del grande, penetrante, meraviglioso Risveglio”.

Nike di Samotracia. La vittoria scolpita nel marmo

Insomma ad occhi aperti bisogna andare avanti e lottare.
Io leggo, mi preparo, studio, anche in questi giorni di vacanza. Sono solo parole sulla carta, spesso con poco valore, ma un soluzione bisogna pur cercarla.
Il nostro destino quaggiù non è di passiva attesa e contemplazione. Altrimenti di noi un giorno non rimarranno neanche le pietre in un museo.

Research

“«La cosa più alta sarebbe per me – così dice a se stesso il vostro spirito – contemplare la vita senza brama e senza far penzolare la lingua come un cane:
Esser felice nella contemplazione, la volontà defunta, senza l’artiglio e la smania dell’egoismo –  freddo e grigio come la cenere in tutto il corpo, ma con ebbri occhi lunari!
Questo vorrei sopra ogni altra cosa – così il sedotto seduce se stesso – amar la terra così come la luna l’ama, e sol con l’occhio palparne la bellezza.
E ciò sia per me la conoscenza immacolata di tutte le cose – che io nulla voglio dalle cose: se non poter giacere di fronte ad esse, come uno specchio dai cento occhi.»
Oh, ipocriti sentimentali, pieni di cupidigia! A voi manca l’innocenza nel desiderio: e così calunniate il desiderare stesso.
In verità, non come coloro che creano, generano e desiderano il divenire, voi amate la terra!
Dov’è l’innocenza? La dove si trova la volontà di generare. E colui che vuol creare al di sopra di se stesso, ha per me la volontà più pura.
Amare e tramontare: ciò va insieme dai secoli dei secoli. Volontà d’amore: è accettare di buon grado anche la morte. Questo vi dico, codardi!
Osate almeno a credere a voi stessi – a voi e alle vostre viscere! Chi non crede a se stesso, mente sempre.”

– Nietzsche (Così parlò Zarathustra, Della conoscenza immacolata)

My beautiful flowers at home

A hundred dollars makes it dark inside

L’Economist di questa settimana scrive: “The demand is for a system that keeps disasters at bay through wise rules and prudent supervision. But the torrent of criticism still raises an awkward question: why should anyone believe regulators are wiser than markets?

Ci riflettevo mentre stavo steso al sole a mangiare fragole.

My spaceboy strawberries

Insomma cerchiamo regole o libertà?
Regole giuste, comode, adatte all’oggi, al domani, eque, non invasive, rispettose dell’individuo, delle minoranze, decise dalla maggioranza, chiare, ma senza troppi tecnicismi.

Guardo il sole e ci penso.

Un magnifico cielo parigino

We are suckers for certainty.

Non c’è equilibrio, ma non cerchiamo altro anche se alla fine ci annoia da morire.

Si puo’ star bene anche in mezzo alle ortiche?

L’amico Peppe mi scrive dalla periferia di Durban, Sud Africa, mentre mangia ostriche giganti e vaga con il suo taccuino per l’ennesima fiera del turismo.

Io invece qui, steso al sole nel parco, arrivo alla solita conclusione che l’unica salvezza sta nell’essere pronti ad accettare l’impensabile, che è molto più vicino a noi di quanto amiamo credere. Nassim Taleb parlava di Ludic fallacy. Chiediamo regole, strutture, per illuderci di giocare ad un gioco più equo e giusto, ma le falle rimarranno sempre e faranno inevitabilmente acqua.

Today picnic in the park with a good book

Insomma, visto che ci siamo, giochiamo.

Domandiamoci pure chi ha ragione, i mercati o i regulator, ma gli unknown unknowns ci saranno sempre, non illudiamoci.

Altrimenti pensate a come sarebbe noioso l’universo.

Endless flow in the green

La festa dell’Europa

Non che tanti la sentano nel cuore, purtroppo, ma oggi è Europe Day e si festeggia la dichiarazione di Schuman di tanti anni fa.
Io quindi non ho lavorato e me ne sono andato a spasso con Mai per il quartiere di Marais.

Bottino, tra le altre cose, delle bellissime pinze per les escargots!

Provate voi a mangiarle senza, bollenti come sono, poi ne riparliamo.

Per celebrare

Festa (update)

Oggi qui è festa nazionale. Io lavoro ugualmente ma mi tocca camminare perché anche la metro è chiusa!
Allego immagine dalla mia passeggiata.

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8 giugno – Giornata della Vittoria

Integro post di stamattina con foto di Maiko che e’ molto, ma molto piu’ bella della mia!

Celebrazioni!