Useful fictions

Il titolo del post è ripreso da un capitolo del libro di Philip Roth che sto leggendo adesso, ma mi sembra adattissimo a descrivere il mio stato d’animo in questo weekend.
Lo svuotamento delle scatole prosegue meglio del previsto grazie all’alacre impegno di Mai e alla gentilezza del padrone di casa che ci ha concesso di usare parte della sua cantina.

Io quindi mi concentro sul lato ludico della faccenda e mi diverto solo ad appendere quadri alle pareti rendendo casa più bella e più mia. In fondo cosa sarebbe la vita senza queste cose?

The artist descends within himself, and in that lonely region of stress and strife, if he be deserving and fortunate, he finds the terms of his appeal. His appeal is made to our less obvious capacities: to that part of our nature which, because of our warlike conditions of existence, is necessarily kept out of sight within the more resisting and hard qualities – like the vulnerable body within a steel armour. His appeal is loud, more profound, less distinct, more stirring – and sooner forgotten. Yet its effect endures forever. The changing wisdom of successive generations discards ideas, questions facts, demolishes theories. But the artist appeals to that part of our being which is not dependent on wisdom: to that in us which is a gift and not an acquisition – and, therefore, more permanently enduring. He speaks to our capacity for delight and wonder, to the sense of mystery surrounding our lives; to the sense of pity, and beauty, and pain; to the subtle but invincible conviction of solidarity that knits together the loneliness in aspirations, in illusions, in hope, in fear, which binds men to each other, which binds together all humanity – the dead to the living and the living to the unborn…

(J. Conrad’s inspirational introduction to the Nigger of the Narcissus – 1897)

Ieri intanto abbiamo fatto la prima esperienza di mercato parigino. Svegli presto verso le 7, calda tazza di caffè e poi a piedi verso il Marché di Avenue du Président Wilson, tra fiori, frutta, verdure, carni e formaggi veramente meravigliosi.

Cerco di darvene un piccolo scorcio.

Tra le tante bancarelle anche pane, crepes ed escargot

Coloratissimi fiori (qualcuno ce lo siamo anche portato a casa)

Pausa per colazione, con torre di sfondo

Mai di ritorno dal mercato con cibarie e mazzo di fiori

Come promesso prosegue la mai discesa negli inferi dei formaggi francesi che mi porteranno alla rovina e alla perdizione.

Mmmmmm.....

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