The Fields,The Sky

“Uno schiavo, disse Catone, quando non dorme dovrebbe sempre lavorare. Non importa che il suo lavoro sia necessario o meno, egli deve lavorare perché il lavoro è in se stesso un bene, almeno per gli schiavi. Questo concetto tarda a morire e ha fatto accumulare montagne di inutile, ingrata fatica.

Credo che questo istinto di perpetuare il lavoro inutile sia, in fondo, solo paura della massa. La massa è composta (questa è l’idea) da spregevoli animali che, se avessero tempo a disposizione, sarebbero pericolosi; onde evitare rischi, è meglio che siano sempre troppo occupati per pensare.”

(G. Orwell – Senza un soldo a Parigi e Londra, cap. XXII)

Io finalmente mi gusto il freddo che è arrivato dalle montagne e mi permette lunghi riposi notturni. Il cambio di clima ieri ci ha portato a sperimentare un ristorante qui sotto casa sui Navigli intorno al quale gironzolavo curioso da tempo, ovvero “L’osteria dei Formaggi”

Tramonto autunnale

Il posto è pieno di serene e pacifiche mucche ed ogni portata, dall’antipasto al dolce, è accompagnata da un qualche meraviglioso prodotto caseario.

Io ho iniziato con ricotta al forno con sopra un po’ di fagioli borlotti alla salsiccia e poi sono passato a dei ravioli con toma, polenta e melograno.

Forse non il massimo per il colesterolo, ma la serata è stata piacevole e mi sento di consigliare il posto.

Holy Cow!

Chotto in contemplazione bovina

Oggi pomeriggio due passi al parco per digerire e meditare sul futuro mio e del mondo…

Intanto segnalo anche la mia meta di domani. Mi aspetta infatti una giornata in Bocconi a prendere spunti. Il titolo del convegno ispira battute di sarcasmo al Dáimon che è dentro di me: Post-crisi? Un’affermazione o un auspicio? E poi chi salva chi? Noi le banche o le banche noi?

Ma poi forse è meglio non pensare, come dice Orwell, è meglio continuare a lavorare alacremente.

Questa è la fortuna di chi ha fatto la guerra: sono stato in guai peggiori decine di volte. È solo questione di perseveranza. Ricordati la massima di Foch: «ATTAQUEZ! ATTAQUEZ! ATTAQUEZ!»”

Stay hungry, stay foolish

Il mio primo Mac risale al 1998. Erano i tempi dell’Università e ricordo ancora il giorno in cui ho fatto la “follia” di comprarmi lo splendido iMac G3 color Bondi blue che era forse il primo computer senza floppy disc.
Da allora nel passare delle generazioni i prodotti Apple hanno sempre fatto parte della mia vita (e permettono anche la stesura di questo blog).

Mi sembra quindi giusto unirmi al saluto a Steve Jobs.

Questo discorso fatto a Stanford l’avranno ormai letto tutti, ma il link lo voglio segnalare lo stesso.

il mio primo Mac (che ancora ho a casa a Roma)

Acronimi e Sapori

Giorni di lavoro troppo indaffarati. Tra presentazioni, normative, deployment, spread, tassi, CRD IV, Pillar II e varie altre parole e sigle di scarso se non nullo significato… io non trovo il tempo di godermi queste ultime giornate di sole e leggere il mio bel libro (ho cominciato solo le prime pagine di “Senza un soldo tra Londra e Parigi” di Orwell ma penso  dovrò aspettare il weekend per riprenderlo in mano).

Mai però, in attesa del viaggio in Giappone che la aspetta per Novembre (le ho finalmente comprato il biglietto) mi consola con i primi piatti invernali di cui pubblico le foto.
Io li mangio ancora in bermuda e t-shirt. Però sono meravigliosi.

Gli ingredienti per una lunga cottura

Quattro ore a fuoco lento (con manzo e tanto vino rosso)

... e infine eccoli nel coccio toscano per cena

Ieri invece cena giapponese.

Funghi Pleurotus pulmonarius (hiratake in giapponese)

Riso, ciotola e anche i tovaglioli regalatici da Natsuki e Youko

Cena con zuppa di miso, riso e melanzane fritte

P.S. Ovviamente anche le foto (e non sono i piatti) sono merito di Mai!

Autumn Song (days like these)

“Certi problemi puramente formali, per quanto difficili siano, non possono esigere troppa serietà, perché, lungi dal sorgere dalle profondità del nostro essere, sono prodotti esclusivamente dalle incertezze dell’intelligenza.”

Saturday morning breakfast

Mi riposo in questo caldo weekend estivo di ottobre…. mentre Mai cerca di convincermi che l’autunno vero è alle porte preparandomi una meravigliosa colazione con pancakes (al forno) e sciroppo d’acero portatoci direttamente dal Canada.

Io come al solito ci capisco poco, ma mi adeguo volentieri.

“Un’esistenza che non nasconda una grande follia è priva di valore. In che cosa, infatti, si distinguerebbe dall’esistenza di una pietra, di un pezzo di legno o di una putrilagine?”

Questo ottobre promette molte novità e penso sia importante partire con il piede giusto e quindi quale modo migliore che uscire stamattina per riempire casa di marron glaces e alchechengi al cioccolato?!

Autumn... fruits!

Per il resto mi godo il riposo ascoltando vecchi dischi di Van Morrison e cercando di ordinare on-line il “nuovo” libro di Murakami (1q84) che Mai ha letto ormai un paio di anni fa e che finalmente sta per uscire tradotto in inglese (e poi in italiano). Bisogna essere pazienti!

Yogurt "di bufala" comprati oggi in Piazza dei Mercanti

Mentre lentamente cala il sole aspetto di iniziare a preparare l’enorme orata che ho nel frigo. Promette bene insieme a un buon Maso Martis Riserva e a un po’ di patate colorite in padella con il rosmarino…. Speriamo di non combinare disastri! Incrociamo le dita.

“Le passeggiate solitarie – estremamente feconde e insieme pericolose per la vita interiore – vanno fatte senza che niente venga a turbare l’isolamento dell’uomo nel mondo. Per favorire il processo di interiorizzazione e di conversione verso il proprio essere, bisogna farle di sera, quando nessuna delle seduzioni abituali può più suscitare interesse, e quando le rivelazioni sul mondo sorgono dalla regione più profonda dello spirito, là dove esso si è separato dalle ferite della vita.”

Buon ottobre a tutti!

P.S. Le citazioni di oggi sono tutte prese da un bellissimo libro scritto nel 1934 da Cioran a soli 22 anni prima di trasferirsi a Parigi.  Bellissima scoperta.