A rolling stone gathers no moss

Lo so che scrivo ormai solo una volta a settimana, ma è il tempo che ho.

Forse è anche meglio così.
Cercherò almeno di fare valere qualcosa queste righe che pubblico.

Cosa ha quindi segnato in maniera particolare questi giorni?
Ho finito il libro, non particolarmente bello, di Macfarlane e ne ho iniziato uno molto più bello di Pincio.

Ho iniziato a fare scorte di pasta e biscotti per la nostra partenza per la Sardegna.

Ho passeggiato oggi per la prima volta nel bel museo del 900 accanto al Duomo.

Mi sono riempito la pancia di una meravigliosa impepata di cozze.

Chotto, fiori, caffè e il Duomo

Ma non è solo di questo che volevo raccontare. Visto che si avvicina a rapidissimi passi il mio compleanno – mancano appena 3 giorni al fatidico 20 luglio –  oggi si parla di “destino” (le virgolette sono d’obbligo).

“Forse che non si sfugge al proprio destino? E’ una possibilità che sarei disposto ad ammettere se questa parola comoda e consolatoria, destino, non dicesse molto meno di quello che promette.
Io credo in due cose. Credo nell’uomo, nel suo libero arbitrio, e credo nell’impossibilità di cavare il  sangue dalle rape. E’ dall’incontro di queste due cose che il più delle volte scaturisce ciò che chiamiamo destino. Modellarci alla maniera che vogliamo non ci è precluso in assoluto, ma non ci esime dal fare i conti con il blocco di creta che abbiamo in dotazione, ovvero con quello che siamo.”

(Tommaso Pincio – Inferni e paradisi di uno scrittore senza fissa dimora)

Per avvalorare la teoria questa settimana pubblico quindi due foto giunte a poche ore di distanza da due amici molto diversi tra di loro.

Stefano: Fisico e giovane padre, alle prese con quattro astici nella vasca da bagno

Giacomaio: ex-revisore, eterno ultras anche nelle ore di lavoro

Ammiro quindi tutti e due, pienamente consapevoli e felici del blocco di creta di cui sono fatti,  persi nelle loro passioni, intoccabili entrambi da quello che accade nel mondo attorno a loro.
Ringrazio inoltre vivamente per le foto!

Meditazioni su dubbi e certezze, possibilità e limiti

“Il guaio è che uno straniero, un uomo dell’Occidente, ma diciamo pure soltanto un uomo, può capire con la mente, col cervello, magari finanche con un pezzo di cuore, ma al fondo della sua anima si anniderà sempre un qualcosa di equivoco e ambiguo che farà preferire il sospetto e l’inganno, la messinscena di uno spogliarello, un gioco delle parti dove non è mai chiaro chi è preda e chi è cacciatore. Mi domando allora se l’uomo chieda certezze soltanto a parole o se di fatto, invece, chieda il dubbio. In fondo, nulla più del dubbio alimenta il desiderio, nulla più del sospetto odora di sangue…”

Chotto in the green

Insomma, ok, il destino in qualche modo esiste, anche se non esattamente nella forma in cui normalmente lo concepiamo. Teniamoci però i nostri dubbi e le nostre incertezze che rendono la quotidianità molto più interessante.

“Cercare la felicità seguendo le orme di un sogno presuppone un doppio atto di fede. Tanto per cominciare, bisogna credere che la strada indicata dal sogno sia davvero aperta a tutti; una cosa per nulla scontata, considerato che a vincere sono sempre in pochi e questi pochi quasi sempre gli stessi. Ma questo è il meno, perché  l’altra cosa in cui è necessario credere sono le proprie carte e siccome non stiamo parlando di una partita a poker qualunque, bensì della nostra vita, la sola che fino a prova contraria abbiamo a disposizione, quelle carte sono tutto ciò che abbiamo e siamo. Certo in teoria sarebbe anche possibile bluffare, ma non è tanto agevole assumersi un simile rischio nell’unica mano che ci viene concessa. Senza contare, poi, che con quel bluff dobbiamo convivere fino alla morte. Per questo, tutto sommato, è meglio crederci: perché se dobbiamo perdere, che almeno sia una sconfitta vera.

Nonostante il ferreo destino, io continuo quindi a sognare, in fondo soddisfatto dell’incertezza che mi permea, e ripensando alle meravigliose cozze dell’altra sera.

Ristorantino di mare con Mai

Impepata di cozze (aglio, olio, pepe e prezzemolo)

Mai questo weekend ha fatto scorte di cibo per prepararmi la cena di compleanno.
Con curiosità e incertezza aspettiamo quindi il 20 luglio.

Vi terrò aggiornati.

Tramonto qui sui navigli

2 risposte a "A rolling stone gathers no moss"

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