Raindrops

Quale è il senso di tutto quanto?
Non ne ho la più pallida idea.
Nessuno sembra aver ancora trovato la risposta fino ad oggi e non aspettatevi quindi nulla da un inutile blog.

Però azzardo una teoria.

Dopo aver passato 4 rilassanti giorni nel Chianti in compagnia degli amici Alessio e Silvia e soprattutto della loro meravigliosa piccola Sara, un’idea me la sono fatta.

Il caos, l’entropia, l’estrema semplice illogicità di chi vede il mondo per la prima volta sono forse l’unica strada per arrivare ad una risposta sensata.

In 4 giorni ho mangiato delle meravigliose fiorentine, raccolto ciliege, finito il mio libro di McEwan, parlato del futuro, fatto il bagno sotto uno splendido sole e mi sono infradiciato sotto splendidi temporali.

Di soluzioni ai miei attuali dubbi non ne ho trovate, ma sono stato benissimo e dalla innocente follia e spensieratezza di Sara ho imparato tanto.

Grazie quindi a tutti e tre del bellissimo fine settimana!

Chotto e Sara a passeggio per Pienza

Sara, Silvia e Maiko

Riposo a casa in piscina

Il duro lavoro

Ciliegie raccolte dal nostro albero

La mia Mai

La meravigliosa crostata di mele per la nostra colazione

“…era una bella cosa, ma la vita era il vecchio casino di sempre. E ora che si apprestava ad affrontare gli ultimi stadi attivi dell’esistenza, Beard cominciava a rendersi conto di come, fatta eccezione per gli incidenti, la vita non cambiasse mai. Lo avevano ingannato. Aveva sempre creduto che un giorno o l’altro sarebbe sopraggiunta la maturità, una sorta di punto fermo a partire dal quale avrebbe imparato a gestirsi, a esistere, semplicemente. Avrebbe smaltito la sua corrispondenza, elettronica e non, riorganizzato le carte, collocato i libri in ordine alfabetico sugli scaffali, disposto scarpe e vestiti per bene negli armadi, messo tutta la roba dove l’avrebbe facilmente ritrovata, suddivendo il passato, comprese lettere e fotografie, in scatole e dossier, sistemando serenamente la sua vita privata, come pure le spese di casa e i conti bancari. In tutti quegli anni invece, quell’approdo, quel placido punto fermo, non era mai arrivato, eppure Beard aveva continuato a presumere, senza stare a rifletterci, che si trovasse dietro l’angolo, che bastasse un po’ di buona volontà e avrebbe raggiunto il momento preciso in cui la sua vita gli sarebbe apparsa limpida, la sua mente libera, e finalmente avrebbe potuto dare inizio alla propria esistenza di uomo adulto.

Non molto tempo dopo la nascita di Catriona, invece, gli parve per la prima volta di vederci chiaro: il giorno della sua morte si sarebbe ritrovato addosso due calzini spaiati, avrebbe lasciato delle e-mail senza risposta e, in quel tugurio che chiamava casa sua, sarebbero rimaste camicie senza bottoni ai polsini, la luce in ingresso che non funzionava, bollette da pagare, soffitte da sgomberare, mosche morte, amici in attesa di una una risposta e amanti alle quali non aveva confessato la verità. Sua unica consolazione sarebbe stata l’oblio, il grado zero dell’organizzazione.”

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