Rotolando verso sud

Mai questa settimana mi ha insegnato un detto giapponese sulla volatilità del cuore femminile che non è male:

女の心と秋の空
(onna no kokoro to aki no sora)

“Il cuore di una donna è come il cielo d’autunno”

Non è che abbia molta a che fare con qualcosa accaduto questa settimana, ma la frase è bella e vera e quindi la riporto.

Ricordate poi che già qualcuno ha detto “troppo spesso la saggezza è solamente la prudenza più stagnante”?

Io quindi continuo nel mio percorso, senza cercare di capire o programmare le cose. Tanto fa poca differenza. Per ora il cielo è azzurro e fuori c’è il sole, Peppe e Giacheme sono a Terni a godersi la Turris che si gioca la Lega Pro con il Rimini e intanto lentamente anche questa estate si avvicina.

Le cose che cambiano... (Roma, maggio 2010)

Io tra una settimana andrò un paio di giorni nella Capitale per qualcosa che assomiglia al lavoro.

Mi preparo e studio visto che mi toccherà di nuovo formare delle giovani menti, proprio a me che ancora cerco risposte su tutto…

La mia meravigliosa carbonara

Parlando di libri questa settimana rileggevo il “Perché non sono Cristiano” di Bertrand Russell.

“Non appena le asserzioni di una determinata persona divengono verità assolute, c’è tutta una schiera di esperti che, infallibilmente, diventano potenti perché dicono di possedere la chiave della verità, e, come tutte le caste privilegiate, sfruttano il potere a proprio vantaggio. Siccome, poi, il loro compito è la diffusione della verità immutabile e assoluta, diventano necessariamente contrari a qualsiasi progresso intellettuale e morale.”

“Non solo intellettualmente la religione è dannosa, ma anche moralmente, perché la sua etica non contribuisce alla felicità”.

Penso questo valga un po’ per tutte le cieche convinzioni che si hanno.

Quindi?

Quiche di pasta brisé con asparagi, pomodori, cipolla e tofu

Andrò per l’ennesima volta nel ruolo di professore, cercando in quelle poche ore di installare più dubbi che certezze.

In fondo il il dubbio, l’incertezza e gli errori sono la più grande libertà che abbiamo. Godiamoceli.

“La Via veramente Via non è una via costante”
(Tao Te Ching – incipit del Libro I)

The Lee Shore

“Know ye, now, Bulkington? Glimpses do ye seem to see of that immortally intolerable truth; that all deep, earnest thinking is but the intrepid effort of the soul to keep the open independence of her sea; while the wildest winds of heaven and earth conspire to cast her on the treacherous slavish shore?

But as in landlessness alone resides the highest truth, shoreless, indefinite as God – so better is it to perish in that howling infinite, than be ingloriusly dashed upon the lee, even if that were safety!”

Mi riposo leggendo sotto il sole nel bel verde, dimentico di tutto.

Summertime

Peppe invece vergognosamente si dedica al mare romano, tra aperitivi e compagnia gaudente. Da lui non me lo sarei aspettato. Aspettiamo conferme o smentite, sapendo già però che  ogni suo tentativo di giustificarsi non farà che renderlo maggiormente colpevole.

Per onestà, neanche io nascondo le mie colpe e pubblico la foto del peccaminoso pranzo fatto sull’erba.
Vedete sempre parecchie delizie su questo sito, ma ogni tanto qualche schifezza ci vuole.

Un po' di sano junk food

Della difficile e mentalmente laboriosa settimana lavorativa ho già accennato fin troppo nei precedenti post. Completo però il tutto con il lato “positivo”, ovvero le ultime creazione culinarie della mia Mai.

Croissant fatti in casa (per colazione) e un ottimo riso con sardine, porri, aglio e salsa di soia (per una cena)

Pronti per il forno

Caldi, appena fatti

La mia colazione (con un po' di caffè e spremuta di pompelmo)

Per cena invece…

Riso giapponese con sardine sott'olio

Prima di lasciarvi e tornare al mio riposo domenicale, metto agli atti un’altra profonda lezione di saggezza tratto dal testo di Melville che sto leggendo:

“…For all men tragically great are made so through a certain morbidness. Be sure of this, O young ambition, all mortal greatness is but disease.” 

Round Here

Quando tutti gli ideali correnti – di ordine morale, estetico, religioso, sociale, ecc. – non sanno più imprimere alla vita una direzione né trovarvi una finalità, come salvarla ancora dal nulla? Vi si può riuscire solo aggrappandosi all’assurdo, all’inutilità assoluta.

Eccomi qui.

Giornate passate a riflettere su un possibile cambio (lavorativo) di vita. Come se poi tanto pensare fosse positivo!

Meglio dedicarsi a cose più interessanti.
Tipo le ciambelle al cioccolato che mi ha fatto trovare Mai stasera. Veramente roba di prima classe.

Lievitazione

Dolce sgocciolio

Ciambelle al cioccolato

“Ricordo della mia infanzia un tizio, un contadino al quale toccò una grande eredità. Passava la giornata di taverna in taverna, sempre ubriaco, accompagnato da un violinista che suonava per lui. mentre gli altri andavano in campagna a lavorare, lui passeggiava di taverna in taverna, l’unico uomo felice al mondo. Quando sentivo il suono del violino correvo a vederlo passare, perché mi affascinava. Spese tutto in due anni e poi morì.»

Tornando a casa stasera ho comprato (di nascosto) un nuovo libro di Philip Roth su Kafka e ho sfogliato un paio di libri del filosofo/scrittore Emil Cioran. Confesso che non lo conoscevo affatto, ma mentre cito oggi un paio di passaggi suoi, mi sa che di domani (di nascosto) prenderò qualcosa anche di suo.

Visto poi che l’obiettivo è di dedicarsi alle cose inutili, mi sa che domani mattina mi rimetto a correre. Mi troverete quindi all’alba a girare per il Parco delle Basiliche.

A smaltire le ciambelle…

Dubbio

Mi è venuta l’idea che forse Peppe non viaggi per niente.
Avrà a casa una serie di sfondi dipinti ed usa quelli.
L’espressione, gli occhiali da sole e direi anche i vestiti mi sembrano gli stessi sempre… Spero di sbagliarmi

Pan di zucchero

 

Looming (*)

“I am tormented with an everlasting itch for things remote. I love to sail forbidden seas, and land on barbarous coasts.”

Scusate le giornate di silenzio dovuto ad impegni di lavoro, alla confusione in testa ed alla pioggia (contemplo estasiato i temporali alla finestra).

La grandinata di ieri (sotto il sole)

Peppe è tornato dal Brasile ma ancora attendiamo foto.

A Mai ho regalato un altro paio di libri di cucina in modo che continui a viziarmi e trattarmi bene.
Oggi già a pranzo si inizia con dei crostoni toscani ai fagioli con salvia e pepe.

Cook books

Ogni tanto qualche aperitivo a casa.

Melville e Pecorino di Pienza

Maso Martis Riserva

Oggi è uscito anche il sole e mentre mi riposo ascolto un vecchio disco di John Frusciante.

“Now when I say that I am in the habit of going to sea I do not mean to have it inferred that I ever go to sea as a passenger. For to go as a passenger you must needs have a purse, and a purse is not but a rag unless you have something in it. Besides, passengers get sea-sick – grow quarrelsome – don’t sleep of nights, do not enjoy themselves, as a general thing – no, I never go as a passenger; nor though I am something of a salt, do I ever go to sea as a Commodore, or a Captain, or a Cook. I abandon the glory and distinction of these offices to those who like them. For my part, I abominate all honorable respectable toils, trials and tribulations of every kind whatsoever. 

No, when I go to sea, I go as a simple sailor, right before the mast, plumb down into the forecastle, aloft there to the royal masthead.”

Visto che è quasi ora di pranzo mi sembra giusto pubblicare anche un paio di foto della cena dell’altra sera. Mai ha preparato dei deliziosi involtini cinesi di gamberi che consiglio a tutti voi.

Preparazione

Involtini ai gamberetti

Buona domenica a tutti.

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(*) loom.
noun [in sing.] a vague and often exaggerated first appearance of an object seen in darkness or fog, esp. at sea : the loom of the land ahead.
the dim reflection by cloud or haze of a light that is not directly visible, e.g., from a lighthouse over the horizon.

Rio

Mentre noi stiamo qui a lavorare, ricordando gli scampoli di ponte, c’è chi ancora se la gode.
Pubblico subito foto di Peppe dall’altra parte del mondo… Beato lui.

Scatto dal Cristo Redentor

 

Raindrops

Quale è il senso di tutto quanto?
Non ne ho la più pallida idea.
Nessuno sembra aver ancora trovato la risposta fino ad oggi e non aspettatevi quindi nulla da un inutile blog.

Però azzardo una teoria.

Dopo aver passato 4 rilassanti giorni nel Chianti in compagnia degli amici Alessio e Silvia e soprattutto della loro meravigliosa piccola Sara, un’idea me la sono fatta.

Il caos, l’entropia, l’estrema semplice illogicità di chi vede il mondo per la prima volta sono forse l’unica strada per arrivare ad una risposta sensata.

In 4 giorni ho mangiato delle meravigliose fiorentine, raccolto ciliege, finito il mio libro di McEwan, parlato del futuro, fatto il bagno sotto uno splendido sole e mi sono infradiciato sotto splendidi temporali.

Di soluzioni ai miei attuali dubbi non ne ho trovate, ma sono stato benissimo e dalla innocente follia e spensieratezza di Sara ho imparato tanto.

Grazie quindi a tutti e tre del bellissimo fine settimana!

Chotto e Sara a passeggio per Pienza

Sara, Silvia e Maiko

Riposo a casa in piscina

Il duro lavoro

Ciliegie raccolte dal nostro albero

La mia Mai

La meravigliosa crostata di mele per la nostra colazione

“…era una bella cosa, ma la vita era il vecchio casino di sempre. E ora che si apprestava ad affrontare gli ultimi stadi attivi dell’esistenza, Beard cominciava a rendersi conto di come, fatta eccezione per gli incidenti, la vita non cambiasse mai. Lo avevano ingannato. Aveva sempre creduto che un giorno o l’altro sarebbe sopraggiunta la maturità, una sorta di punto fermo a partire dal quale avrebbe imparato a gestirsi, a esistere, semplicemente. Avrebbe smaltito la sua corrispondenza, elettronica e non, riorganizzato le carte, collocato i libri in ordine alfabetico sugli scaffali, disposto scarpe e vestiti per bene negli armadi, messo tutta la roba dove l’avrebbe facilmente ritrovata, suddivendo il passato, comprese lettere e fotografie, in scatole e dossier, sistemando serenamente la sua vita privata, come pure le spese di casa e i conti bancari. In tutti quegli anni invece, quell’approdo, quel placido punto fermo, non era mai arrivato, eppure Beard aveva continuato a presumere, senza stare a rifletterci, che si trovasse dietro l’angolo, che bastasse un po’ di buona volontà e avrebbe raggiunto il momento preciso in cui la sua vita gli sarebbe apparsa limpida, la sua mente libera, e finalmente avrebbe potuto dare inizio alla propria esistenza di uomo adulto.

Non molto tempo dopo la nascita di Catriona, invece, gli parve per la prima volta di vederci chiaro: il giorno della sua morte si sarebbe ritrovato addosso due calzini spaiati, avrebbe lasciato delle e-mail senza risposta e, in quel tugurio che chiamava casa sua, sarebbero rimaste camicie senza bottoni ai polsini, la luce in ingresso che non funzionava, bollette da pagare, soffitte da sgomberare, mosche morte, amici in attesa di una una risposta e amanti alle quali non aveva confessato la verità. Sua unica consolazione sarebbe stata l’oblio, il grado zero dell’organizzazione.”