Linneo

Illuso dallo splendido sole di ieri, mi ero preparato per una giornata disteso nell’erba del parco a leggere il mio libro sui misteri dei cetacei, ma la pioggia ha accolto il mio risveglio e tra una goccia e l’altra mi sono accinto ad un inutile quanto certosino lavoro di categorizzazione di tutti i vecchi articoli di questo blog.
Non so se a qualcuno farà piacere, ma lentamente proseguo.

Il classificatore di viaggi e amici

Mai intanto cucina, e (dopo i miei meravigliosi ravioli ai carciofi di ieri) si esercita in melanzane alla parmigiana, orecchiette alle cime di rapa, e anche in contorni di puntarelle alla romana…

Le meravigliose melanzane di Mai

Nonostante la pioggia però il mio libro mi riempie di gioia. Sentite che splendore:

“Whales are visible markers of the ocean life we cannot see; without them, the sea might as well be empty for all we know. Yet they are entirely mutable, dreamlike, because they exist in another world, because they look as we feel when we float in our dreams. We are terrestrial, earthbound, dependent on limited senses.  Whales defy gravity, occupy other dimensions; they live in a medium that would overwhelm us, and that far exceeds our own earthly sway. They are Linnean-classified aliens following invisible magnetic fields, seeing through sound and hearing through their bodies, moving through a world we know nothing about. They are animals before the Fall, innocent of sin.
As products of a different branch of evolutionary selection, they appear to have arrived to a superior way of being. The open ocean, without barriers and with a ready supply of food, is an excellent medium for the evolution of such huge, long-lived and intelligent animals; an environment in which communication and socializing take the place of material culture. Theirs is a landless race, free from mortgages and fossil fuel, unconstrained by borders or want, content merely to sing and sleep, to eat and die.”

Per consolarmi e pensare anche io come una balena sto organizzando con Peppe, via sms, i sogni di un prossimo viaggio in Giappone, magari fermandosi due o tre giorni a Singapore o Bangkok. Perché no, in fondo, siamo mammiferi anche noi, esattamente come loro.

Chotto, quando ieri il sole mi illudeva

Frappe e Fragole

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