Inizio settimana

Partito stamattina per Bologna ho dimenticato a casa il portafoglio. A mezzogiorno il mio pc ha smesso di funzionare.
Adesso quindi sono qui, senza soldi, senza documenti, senza lavoro e piove pure.

Forse, come mi ha appena detto Peppe, dovrei buttare anche il telefono e sparire misteriosamente nel nulla…

Spaesato, vi saluto.
Chotto

View of the fertile country

“Aveva una teoria in proposito: la mancanza di equilibrio creata dal suo equivocare, quello spazio di caos empatico tra lui e il mondo, quella terra di mezzo piena di incomprensione era per lui la regione di grandi possibilità. È proprio lì, nel punto in cui le persone non si intendono, che può succedere di tutto. Meno si capisce, più libertà ti puoi prendere. Questa era la sua teoria.”

Oggi sotto un cielo grigio carico di gocce di pioggia, ci siamo diretti verso la Certosa di Pavia.

Il piccolo chiostro

Il freddo era ancora invernale e non particolarmente allegro.
Ma certo dettagli in marmo, le celle dei monaci certosini e la scoperta degli avvenimenti storici che l’hanno resa celebre nel 1946 valevano la visita.

L'eterna ascesa

Domani si ritorna a lavorare e mi aspetta un treno all’alba, ma non lamentiamoci.
Tutto considerato, al mondo ci stanno solo due tipi di uomini: quelli che stanno a casa e quelli che non ci stanno.

– Kipling

Bicicletta all'università

Holy Toast

“La vista del cielo stellato mi dà la nausea. A malapena lo sopporto ridotto in formule matematiche, disse Albert Einstein”

Mentre si festeggia la nascita (ieri) del piccolo Alberto, io mi unisco agli auguri e lo inserisco di diritto nella chottocommunity!
Ricordando al giovane padre che ne aspettiamo tutti le foto…

Questo febbraio finisce in un vortice caotico di lavoro e di chilometri in treno tra varie città.
Sperando che le poche ore di sonno e i calici di san giovese non abbiano la meglio su di me, cerco di riprendere forze e lucidità mentale nel weekend.

Tanti chilometri

Forse non sarà di grande aiuto lo strano libro che ho preso nella bellissima Libreria del Mondo Offeso (che consiglio a tutti), “Lo spazio sfinito”, una visione distorta e immaginaria degli anni 50.

“Sono stato io a fare tutto, sono stato io ad andare e tornare, sono stato io che mi sono addolorato e lamentato. Un giorno di inizio estate del 1956 Jack Kerouac, dopo aver detto a se stesso queste parole, stabilì che era finalmente giunto il momento di trovarsi faccia a faccia con il grande Vuoto.”

E così finisce a bordo di una navetta spaziale che orbita la terra in cerca di quel senso della vita che andava cercando.

Preparativi di una focaccia

Focaccia integrale al rosmarino, con spiedino animalesco

Dolce weekend

Tra una passeggiata e l’altra guardo il cielo che regala qualche raggio di sole e visto che Roma in fondo mi manca, vi dedico questi versi, ovviamente non miei, ma che sono sicuro apprezzerete

So’ na montagna… se Maometto nun viene…
mejo… sto bene da solo, er proverbio era
sbajato. So’ l’odore de tappo der vino che
hanno rimannato ‘ndietro, so’ i calli sulle
ginocchia di chi ha pregato tanto e nun ha mai
avuto. E ce vo’ fegato…
So’ come er vento… vado ndo me va…
vado ndo me va…
ma sto sempre qua.

So’ er buco nero der dente cascato ar soriso
della fortuna e la cosa più sfortunata e
pericolosa che mè capitata nella vita è la
vita, che una vorta che nasci, giri… conosci…
intrallazzi… ma dalla vita vivo nunne esci…
uno solo ce l’ha fatta… ma era raccomannato…
Io invece nun cho nessuno che me spigne
mejo…’n se sa mai… visti i tempi…

Per la vostra colazione - Miracle Bread Stamper

 

 

Cime di rapa

Lo vedete! Dopo la misera cena di ieri mi basta tornare a casa per trovare Mai che prepara a mano le orecchiette con le cime di rapa!
Fatte a mano!
L’unica nippo-pugliese del mondo l’ho trovata io…

Pubblico le foto e nel frattempo ringrazio anche Peppe per l’ennesimo gesto di oggi.
Di cuore grazie.

Il taglio

La lenta lavorazione

L'asciugatura

Il piatto finito

Domani però purtroppo si parte. La pacchia è finita…

Linneo

Illuso dallo splendido sole di ieri, mi ero preparato per una giornata disteso nell’erba del parco a leggere il mio libro sui misteri dei cetacei, ma la pioggia ha accolto il mio risveglio e tra una goccia e l’altra mi sono accinto ad un inutile quanto certosino lavoro di categorizzazione di tutti i vecchi articoli di questo blog.
Non so se a qualcuno farà piacere, ma lentamente proseguo.

Il classificatore di viaggi e amici

Mai intanto cucina, e (dopo i miei meravigliosi ravioli ai carciofi di ieri) si esercita in melanzane alla parmigiana, orecchiette alle cime di rapa, e anche in contorni di puntarelle alla romana…

Le meravigliose melanzane di Mai

Nonostante la pioggia però il mio libro mi riempie di gioia. Sentite che splendore:

“Whales are visible markers of the ocean life we cannot see; without them, the sea might as well be empty for all we know. Yet they are entirely mutable, dreamlike, because they exist in another world, because they look as we feel when we float in our dreams. We are terrestrial, earthbound, dependent on limited senses.  Whales defy gravity, occupy other dimensions; they live in a medium that would overwhelm us, and that far exceeds our own earthly sway. They are Linnean-classified aliens following invisible magnetic fields, seeing through sound and hearing through their bodies, moving through a world we know nothing about. They are animals before the Fall, innocent of sin.
As products of a different branch of evolutionary selection, they appear to have arrived to a superior way of being. The open ocean, without barriers and with a ready supply of food, is an excellent medium for the evolution of such huge, long-lived and intelligent animals; an environment in which communication and socializing take the place of material culture. Theirs is a landless race, free from mortgages and fossil fuel, unconstrained by borders or want, content merely to sing and sleep, to eat and die.”

Per consolarmi e pensare anche io come una balena sto organizzando con Peppe, via sms, i sogni di un prossimo viaggio in Giappone, magari fermandosi due o tre giorni a Singapore o Bangkok. Perché no, in fondo, siamo mammiferi anche noi, esattamente come loro.

Chotto, quando ieri il sole mi illudeva

Frappe e Fragole

The King of Limbs

Mentre ascolto l’ultimo disco dei Radiohead, pubblicato da poche ore, e fuori splende il sole, io aggiorno il sito con un po’ di foto.

Inizio da un paio di recenti acquisti, ma il pezzo forte di oggi sono le immagini appena arrivate da Peppe “Elkjaer” appena tornato dai sui giri in Patagonia.
Mi tocca sopportare le prese in giro che lascia come messaggi su questo sito, ma gli voglio bene.
Una delle foto, come vedrete, è anche “dedicata” a Mai…

Intanto però, come dicevo, ecco un paio di acquisti londinesi.

Chotto e le sue calze finlandesi comprate a Londra

La mia nuova maglietta

Ed poi ecco a voi, l’amico Peppe, forse una delle poche volte che lo vedrete effettivamente sorridente!

Baleniera giapponese a Capo Horn

Il grande esploratore

Leoni

Ghiacciaio

Immagini di libertà

Ai confini del mondo

Per concludere il post fatemi segnalare la piacevolissima cena di ieri con Giovanni e Yoko nell’enoteca che tante volte ci ha accolto in passato e che adesso rischia tristemente di chiudere.
Un posto rilassante, con ottimi vini e ottimo cibo e con una bravissima proprietaria che vi farà passare una bellissima serata.

Se vi capita andatela a provare perché rischiate di perdervi qualcosa di speciale che come tutte le cose belle della vita, purtroppo rischia di andarsene.

Enoteca “Le Barrique” via Anfiteatro 12, angolo Corso Garibaldi – Milano (a due passi dalla fermate Moscova e Lanza)

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