Nel tuo petto sono le stelle del tuo destino

L’altra sera ho cercato di vedermi il derby in televisione, ma Rai1 era sommersa da un mare di disturbi di segnale e irritanti righe nere, chiaramente voluti dalle divinità celesti.
Costretto dagli eventi mi sono quindi immerso nella lettura del mio bel libro di Montanelli sulla storia della Controriforma (1492-1600)  e mentre la Roma vinceva con autorità lo scontro in campo io mi perdevo tra storie di papi guerrieri a cavallo, frati ribelli morti al rogo e dame lascive e senz’anima.

I biscotti fatti da Mai

Attratto dal tema (della disputa teologica, ovviamente) ho ripreso il mio Elogio della follia di Erasmo (che rileggerò a seguire) e uno splendido trattato di Jung sugli archetipi dell’inconscio che sul tema così recita…

La dottrina dei primitivi è “sacra e pericolosa”. Tutte le dottrine esoteriche cercano di afferrare gli invisibili accadimenti dell’anima, e tutte rivendicano la massima autorità. Quel che è vero per quelle dottrine primitive vale ancor di più per le religioni attuali. Esse contengono una rivelazione primitivamente segreta e hanno espresso i misteri dell’anima in figure splendenti.

[…] Le immagini archetipiche sono a priori così cariche di significato che non ci si chiede mai che cosa veramente possano voler dire. E’ per questo che di quando in quando muoiono gli dei: a un tratto si scopre che non significano niente, che sono dei otiosi di legno e di pietra fatti dalla mano dell’uomo. In realtà l’uomo ha scoperto una cosa sola: che alle proprie immagini non ha riflettuto ancora affatto. E quando comincia a riflettervi, lo fa con l’aiuto di ciò che egli chiama “ragione”, ma che altro non è che la somma delle sue prevenzioni e delle sue miopie. La storia dello sviluppo del protestantesimo è un’iconoclastia cronica: i muri sono crollati uno dopo l’altro, e la devastazione non è stata neanche troppo difficile, una volta scossa l’autorità della Chiesa. Sappiamo come in grande e in piccolo, in generale e in particolare, i crolli siano seguiti ai crolli e come si sia formata la spaventosa povertà di simboli che regna ai giorni nostri.

Peperoni, cipolla e acciuga per la pasta di stasera

Continuo a rifletterci e intanto mi preparo per la partenza di domani. Due giorni per andare con Mai a trovare degli zii torinesi/inglesi che era troppo tempo che non andavo a visitare. Saranno quasi 18 anni??
Hanno una splendida casa/mulino con giardino, ruscello, lamponi, cane e gatto. Quindi prevedo due piacevolissime giornate.

Prima di salutare, segnalo un sito di bellissime foto di una persona con cui ho avuto il piacere di lavorare qualche anno fa.
Un old school “investment banker” che ha la fortuna di girare il mondo per lavoro avendo sempre un occhio per le cose belle intorno a sé.  (link)

Black Rice (misurino)

3 thoughts on “Nel tuo petto sono le stelle del tuo destino

  1. Forse era scontato o forse no, ma, visto che siamo entrambi coppie di meneghina adozione, se una sera vi andasse di uscire per una birra io e Yoko siamo diventati esperti di locali e ristoranti tipici di Milano. Così, fra l’altro, ci possiamo scambiare informazioni eno-gastronomiche, dato che dai vostri blog abbiamo capito che ci accomuna anche la passione per la cucina! 🙂

    Sentiamoci!
    Giova-chang & Yoko

  2. Molto volentieri. Ci stavo ovviamente pensando anche io ad un invito, ma ho ritardato la cosa solo perchè (come avrete visto dal blog) sto correndo avanti e indietro da Bologna e perdo i pezzi per strada!
    Per me anche questo weekend potrebbe andrebbe benissimo, giro subito la proposta a Mai.
    Sentiamoci se per voi va bene

  3. Sì, anch’io ci pensavo da un pò ma leggendo sul blog che siete spiriti pellegrini (si sente l’invidia?) vi abbiamo lasciati tranquilli. Per questo fine settimana penso vada bene. Stasera ne parlo con Yoko. Sentiamoci in mail: recatastrofe@gmail.com

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