L’incontro!

Post di ringrazimento per la piacevolissima cena di ieri al ristorante coreano con Giovanni e Yoko.
Cibo ottimo e compagnia divertente e rilassata per cui speriamo di ripetere a breve.

Io in tutto questo però non posso sottrarmi dal sottolineare di essere orgoglioso e entusiasta di essere diventato amico dell’attuale papà di Dylan Dog! Ebbene sì!
(anche se lui sottolinea con modestia che il Papà originario – con la P maiuscola- è qualcun altro…)
I regali che mi ha portato per la cena però  sono per me preziosi ed evidenziano quanto sia stato speciale l’incontro.

Serie speciale di Dylan Dog con copertina di Milo Manara

Chotto e Giovanni che si "lamentano" delle consorti giapponesi mangiando Shabu Shabu

Piatti misti coreani

Mai e Yoko (ovvero Tokyo Vs. Kobe)

I miei adorati ravioli

When fools can be kings

Aspettando la cena di stasera con i nostri nuovi amici, oggi abbiamo ufficialmente iniziato i nostri preparativi per il lungo weekend londinese di lavoro e vacanza che ci aspetta per la settimana prossima.

Getting ready

Non sono giornate facili e i miei sonni sono spesso agitati. Ripenso a un aforisma di G.B. Shaw letto la settimana scorsa in un libro che mio zio teneva in bagno… Ricordo che diceva: “When I was a young man I observed that nine times out of ten things I did were failures. I didn’t want to be a failure, so I did ten times more work“.
Le nuove sfide mi mettono sempre un po’ sottosopra ma non vedo mai altra strada che andare avanti a testa bassa con tutta l’ostinazione che ho.

Adesso però pensiamo a cose piacevoli. Ho la pancia piena di strudel di verdure presso in uno strano negozietto tirolese sotto casa e rileggo l’sms di Peppe che si rimette in salute con i 35 gradi di Santiago del Cile prima di affrontare le sfide di Capo Horn.

In fondo, forse, trouble is only opportunity in work clothes.

Schiacciata tirolese al sesamo

Preparativi di Mai per "orzo e verdure"

Chotto che mangia dorayaki (i dolcetti che piaccino a Doraemon)

P.S. Prima di prepararmi ad uscire per stasera ho letto questo passaggio di Montanelli e mi sono ritratto spaventato da quello che ho scritto sopra… Leggete e capirete.

Non è un credo comodo, quello calvinista. Il cattolico conosce, o crede di conoscere, la via salvezza. Se rinnega il mondo – questo regno di Satana –  per sfuggire alle sue tentazioni, è sicuro di entrare nelle grazie di Dio. Al calvinista questi conforti sono negati. Non ha scappatoie. Nessuno può dargli una mano. È solo. Il Giudice al cospetto del quale si trova giorno e notte non gli si rivela per nessun segno né di assoluzione né di condanna. Alla salvezza gli offre una strada sola, che non è la contemplazione e la fuga dal mondo, ma il dovere di fronte al mondo.
Il calvinista (o «puritano» come lo chiamano in Inghilterra) è l’uomo del dovere, cioè del sacrificio: in famiglia, nel lavoro, nella società. Invece di andare a pregare in convento come faceva il suo antenato medievale, perché nella sua morale ciò equivarrebbe a diserzione e la preghiera non serve a nulla, trasforma in convento la sua casa, la sua bottega, la sua corporazione. Ogni sera ha il suo bravo conto da rendere al terribile Dio che lo sorveglia. Deve dimostrargli coi fatti che ha prodotto più di quanto ha consumato, che ha risparmiato più di quanto ha speso, che ha penato più di quanto ha goduto.
È questa religione del lavoro e del risparmio che dà avvio, fornendogli un fondamento morale, al capitalismo nel senso moderno della parola. […]
Votato alla solitudine dalla sua stessa concezione religiosa, represso per tutte le rinunzie che si impone a cominciare da quelle dei sensi, sparagnino fino all’avarizia, intransigente con gli altri come lo è con se stesso, nemico di ogni sfarzo e ostentazione, sempre pronto a infiorare il suo discorso di citazioni bibliche e a giudicare tutto e tutti dall’alto della sua orgogliosa certezza di appartenere agli «unti del Signore», il calvinista è un personaggio di difficile commercio, talvolta francamente sgradevole. Ma rappresenta l’elemento propulsore dell’uomo moderno. È lui che instaura la civiltà del lavoro e dell’efficienza di cui noi stessi siamo figli.

Io, l’ateo figlio dei fiori socratico ed epicureo, mi sto trasformando per sbaglio in protestante-calvinista-puritano?

Non sia mai!!
Mi ribello!
Non mi avranno mai!

Fra le nuvole

Mai come questa volta immagini che parlano da sole. Molti di voi già lo sanno, ma l’amico Peppe è atterrato sabato a Roma di ritorno dal suo giro per l’India.
Sotto riporto le foto che mi ha mandato… e concludo con l’itinerario che da mercoledì lo aspetta in Patagania/Capo Horn.
Io non so cosa dire.
Ribadisco però che un fratello migliore di lui non potevo trovare. I sogni che ci regala lui servono a dare una luce di speranza alle nostre giornate.

Taj Mahal

Peppe e i colori locali

Osservatorio di jaipur

Bambini indiani

More Taj Mahal

e da mercoledì…

Itinerario del nuovo viaggio in Patagonia

Alberto, Sally & Ottavio

Tornati a casa dopo due piacevolissime giornate ospiti del ramo torinese/inglese della famiglia.
Una casa bellissima, piacevolissima compagnia e tra ottimo cibo, partite a biliardo, passeggiate col cane, fossili, foto, incisioni e le mille altre passioni di zio Alberto, il weekend è passato in fretta.
Ma torneremo presto. Promesso.

Dettagli

Preferisci Eric Clapton o Santana?

Mai e la sua prima partita a biliardo

Alberto che gioca con le arance

Camino

Mai e Little Nemo

Cugini

More details

Chotto e Kipling

Il mio furto di una delle prove di incisione

 

Nel tuo petto sono le stelle del tuo destino

L’altra sera ho cercato di vedermi il derby in televisione, ma Rai1 era sommersa da un mare di disturbi di segnale e irritanti righe nere, chiaramente voluti dalle divinità celesti.
Costretto dagli eventi mi sono quindi immerso nella lettura del mio bel libro di Montanelli sulla storia della Controriforma (1492-1600)  e mentre la Roma vinceva con autorità lo scontro in campo io mi perdevo tra storie di papi guerrieri a cavallo, frati ribelli morti al rogo e dame lascive e senz’anima.

I biscotti fatti da Mai

Attratto dal tema (della disputa teologica, ovviamente) ho ripreso il mio Elogio della follia di Erasmo (che rileggerò a seguire) e uno splendido trattato di Jung sugli archetipi dell’inconscio che sul tema così recita…

La dottrina dei primitivi è “sacra e pericolosa”. Tutte le dottrine esoteriche cercano di afferrare gli invisibili accadimenti dell’anima, e tutte rivendicano la massima autorità. Quel che è vero per quelle dottrine primitive vale ancor di più per le religioni attuali. Esse contengono una rivelazione primitivamente segreta e hanno espresso i misteri dell’anima in figure splendenti.

[…] Le immagini archetipiche sono a priori così cariche di significato che non ci si chiede mai che cosa veramente possano voler dire. E’ per questo che di quando in quando muoiono gli dei: a un tratto si scopre che non significano niente, che sono dei otiosi di legno e di pietra fatti dalla mano dell’uomo. In realtà l’uomo ha scoperto una cosa sola: che alle proprie immagini non ha riflettuto ancora affatto. E quando comincia a riflettervi, lo fa con l’aiuto di ciò che egli chiama “ragione”, ma che altro non è che la somma delle sue prevenzioni e delle sue miopie. La storia dello sviluppo del protestantesimo è un’iconoclastia cronica: i muri sono crollati uno dopo l’altro, e la devastazione non è stata neanche troppo difficile, una volta scossa l’autorità della Chiesa. Sappiamo come in grande e in piccolo, in generale e in particolare, i crolli siano seguiti ai crolli e come si sia formata la spaventosa povertà di simboli che regna ai giorni nostri.

Peperoni, cipolla e acciuga per la pasta di stasera

Continuo a rifletterci e intanto mi preparo per la partenza di domani. Due giorni per andare con Mai a trovare degli zii torinesi/inglesi che era troppo tempo che non andavo a visitare. Saranno quasi 18 anni??
Hanno una splendida casa/mulino con giardino, ruscello, lamponi, cane e gatto. Quindi prevedo due piacevolissime giornate.

Prima di salutare, segnalo un sito di bellissime foto di una persona con cui ho avuto il piacere di lavorare qualche anno fa.
Un old school “investment banker” che ha la fortuna di girare il mondo per lavoro avendo sempre un occhio per le cose belle intorno a sé.  (link)

Black Rice (misurino)

Sogni

Stamattina ho aperto gli occhi a metà di un bellissimo sogno in cui ero da poco atterrato a Sydney, in pieno inverno, con le mie valigie.

E’ stato doloroso rendermi conto che invece ero in un albergo di Bologna, con la pioggia, e che l’inverno è qui mentre a Sydney, lontanissimi, si godono l’estate…

Vabbè prima o poi ci torneremo.
Adesso mi resta solo il consolarmi pensando ai carciofi fritti di ieri sera

I carciofi di "Nello"