秋の色 (i colori dell’autunno)

«Se invece si sospendono il lavoro, le attività banali, la frenesia quotidiana, per dedicarsi seriamente a un pensiero, è tutt’altra faccenda. Ben presto le cose riaffiorano, a ondate gonfie e scure. Di notte i sogni si disarticolano, si dispiegano, proliferano, e al risveglio lasciano nella testa una sottile patina acre e umida, che ci mette un bel po’ a dissolversi. Intendiamoci bene: qui non si tratta di colpa, di rimorso. C’è anche questo, indubbiamente, non dico di no, ma penso che le cose siano ben più complicate di così. Perfino uno che non ha fatto la guerra, che non ha veduto uccidere, soffrirà di ciò che parlo. Riaffiorano le piccole cattiverie, le viltà, le falsità, le meschinità che affliggono chiunque. Non stupisce quindi, che gli uomini abbiano inventato il lavoro, l’alcol e le chiacchiere sterili. Non stupisce che la televisione abbia tanto successo.»

In Toscana, vedo i colori e le foglie e mi rendo conto in ritardo delle bellezze dell’autunno.
Ho accompagnato Mai e Mariko per un giro a Siena tra panforte, ricciarelli e giri sulla Torre del Mangia a Piazza del Campo.

Adesso aspetto di accendere il camino e sfoglio la mia nuova copia del Così Parlò Zarathustra.
Mi commuove sempre Nietzsche quando parla del “miserabile benessere” dell’umanità.

«Vorrei spartire i miei doni, finchè i saggi tra gli uomini tornassero a rallegrarsi della propria follia e i poveri della loro ricchezza.»

Giapponesi a Piazza del Campo

Chotto dalla torre

Panino e porchetta

Saturday morning

Siena

Per tutti voi

Che ieri mi avete scritto per avere dettagli della giapponese ospite.

Ecco Mariko.
Tra parentesi fatemi dire che ieri sera a cena sono riuscito ad inserirmi brillantemente nella conversazione in giapponese tra Mai e lei! Ne sono orgogliosissimo… (ma forse è stato merito del Nebbiolo)

Mariko e Mai

Oggi Milano

Dopo una serie di viaggi avanti e indietro in giornata da Bologna ci voleva.
Mi godo la nebbia oggi e cerco di riprendere fiato.

Ieri intanto sbarcata Mariko dal giappone, ovviamente carica di regali, sakè, dolci, ecc.
A breve foto, prometto.

Intanto però, giusto perché non pensiate che la mia vita da trasfertista sia tutta gloria sfavillante, allego immagine di una delle mie tristi cene emiliane…

Orrendizie

Opioid peptides

Mentre fuori ricomincia a piovere (e della cosa ringrazio perché tiene lontano da sotto le mie finestre il gozzovigliante popolo dei navigli), io continuo a leggere per la mia filosofica ricerca della felicità.

Cornetti caldi (preparati nel forno) per colazione

Mi sono quindi imbattuto nel meraviglioso mondo delle endorfine.

Endorphins (“endogenous morphine”) are endogenous opioid peptides that function as neurotransmitters. They are produced by the pituitary gland and the hypothalamus in vertebrates during exercise, excitement, pain, consumption of spicy food, love and orgasm, and they resemble the opiates in their abilities to produce analgesia and a feeling of well-being.

The term “endorphin” implies a pharmacological activity (analogous to the activity of the corticosteroid category of biochemicals) as opposed to a specific chemical formulation. It consists of two parts: endo- and -orphin; these are short forms of the words endogenous and morphine, intended to mean “a morphine-like substance originating from within the body.”

The term endorphin rush has been adopted in popular speech to refer to feelings of exhilaration brought on by pain, danger, or other forms of stress, supposedly due to the influence of endorphins. When a nerve impulse reaches the spinal cord, endorphins are released which prevent nerve cells from releasing more pain signals. Immediately after injury, endorphins allow animals to feel a sense of power and control over themselves that allows them to persist with activity for an extended time.

Terrina di manzo e cipolle ricoperta di pasta sfoglia

Mi concentro quindi sui punti dell’elenco sopra citato convinto che la chimica (unita al dolore, la paura, il peperoncino, le mie corse di 5km e un po’ di “love and orgasm”) sia infine la strada giusta invece di tante elucubrazioni mentali… O per lo meno sia più divertente!

Questa settimana poi la lezione di giapponese è stata finalmente ricca di soddisfazioni, con meravigliosi risultati nel mio test sugli ideogrammi, la comprensione di un po’ di frasi complesse e le chiacchierate sulle differenze tra la letteratura giapponese ed europea. Un bel modo di svagare la testa.

Chotto che cercava la felicità sulle coste dell'Australia (fissando l'oceano)

Adesso ascolto Pollini e guardo il trolley che oggi pomeriggio devo preparare per dirigermi domani all’alba (volente o nolente) verso Bologna.

Aspettatevi notizie presto perché, come vi dicevo, mercoledì viene a stare da noi per una settimana Mariko dal Giappone.

 

Shine on

Scusate il silenzio dovuto a caotiche giornate di bassa pressione (atmosferica e sanguigna). Prima però che arrivini più succose novità nel weekend fatemi annunciare che in meno di 12 mesi dall’avvio della  nuova forma di chottoblog, siamo arrivati a…

 

Thanks to all of you,
Chotto

Not One, But Two

Festa del primo novembre qui a casa.
Tre giorni di autunno carichi di pioggia. Riposo e affogo tra la cioccolata calda e il mio bel libro di Roth.

novembre

«Il risultato fu che per la prima volta in vita mia sentii in lei una specie di forza (come pure un certo appeal femminile) e mi chiesi che cosa potevo ottenere insistendo a calarmi nel ruolo di paciere domestico. Non erano tutti più felici quando erano in collera? Di sicuro erano più interessanti. La gente è ingiusta con l’ira: può essere un tonico, e molto divertente.»

ricordi d'agosto

Questa settimana il lavoro mi porterà verso una nuova meta. Per fortuna avrò il mio libro con me.

«Quando è Pesach? Non so nemmeno quando è Pesach, Nathan. Noi non la celebriamo. Non l’abbiamo mai fatto, nemmeno quando vivevo con i miei genitori. Anche mio padre, che aveva un negozio di calzature, si era liberato di tutto questo. Non gli importava niente della Pasqua ebraica, gli importava del golf, il che ora mi sembra lo collochi sulla scala evolutiva tremila gradini più in alto di quel fesso di suo genero. La religione! Solo fanatismo, superstizioni, guerre e morte! Stupide sciocchezze medioevali! Se demolissero tutte le chiese e tutte le sinagoghe per fare posto a più campi da golf, il mondo sarebbe un posto migliore!”»

Per il resto che dire.
In questi tre giorni ho anche corso (nonostante la pioggia), fatto l’ennesima lezione di giapponese di cui ho capito poco e niente (grande soddisfazione!), avuto ospiti a casa i miei zii “torinesi” e riempito casa di cibo dell’ottimo negozio Eataly.

Sappiate inoltre che tra una decina di giorni arriva ospite da noi Mariko, amica di Mai dai tempi del liceo.

reading & mac

«Diversamente dalla vita di Nathan, quella di Henry era venuta a rappresentare una convivenza con la realtà, prendere la realtà e lasciarsene inondare anziché tentare di alterarla.

La fantasia è un insieme di congetture che riguardano essenzialmente la tua persona, il “tu” col suo sogno di onnipotenza, il “tu” eternamente legato al suo desiderio di primeggiare, alla sua paura preferita, e distorto da una specie di riflessione infantile che lui aveva eliminato dai suoi processi mentali. Tutti possono scappare e sopravvivere, il trucco era restare e sopravvivere, ed era questo che Henry aveva fatto, non inseguendo erotiche fantasticherie, non fuggendo e affrontando sfide avventurose, ma studiando attentamente le gravose esigenze della sua professione. Nathan aveva capito tutto a rovescio, sopravvalutando – come gli imponeva la sua fantasia – il richiamo dell’intemperanza e le capacità di spazzare via i limiti della vita.»

E visto che pioveva, siamo stati occupati anche in cucina…

cena giapponese (senza nome)

tagliolini freschi al sugo di salsiccia

fusilli bucati con ratatouille e chianti

Per chiudere un immagine per Giorgio e mia madre, che come me hanno amato “Le correzioni”. E’ tornato, finalmente.

Freedom