Warrnambool

E’ il nome del paese/città dove ci siamo fermati adesso a dormire.
Un grigio paese, con tanta pioggia, famoso soprattutto per le balene che si avvistano facilmente dalla costa.
Abbiamo preso una cioccolata calda, in uno dei pochi posti aperti, con sottofondo di un vecchio disco dei Nirvana.
Nel nulla ho iniziato a capire come si sentiva Cobain ad Abeerdeen.

Sotto le foto di oggi.

Iniziando dagli effetti di una tempesta che ci ha colpito stanotte, riempiendo le strade di alberi e di altro. Poi di seguito la magnifica costa che abbiamo risalito in giornata.

Strade

Fuori dal finestrino dell'auto

Due dei dodici apostoli

Mai ai dodici apostoli

Uno dei pochi momenti di sole

Pausa pranzo con steak sandwich, fries and aioli

Un cartello "sconsigliava" la balneazione. Peccato.

London Bridge

Australian roads (ne abbiamo viste parecchie così)

Adesso ci prepariamo per la cena dopo aver fatto un bellissimo idromassaggio.

Domani mattina ci aspettano 655 km di auto per Adelaide.

Buffs Bistrot

A completamento del post precedente la cena di stasera al piccolo ristorante che ci aveva già visti ospiti ieri.
Un anziano proprietario in barba bianca che fa anche da cameriere e anche un po’ da cuoco assieme alla moglie.
Un sottofondo di vecchissimi blues.
Le onde del mare che si intravedono, nel buio della notte, dalle finestre delle facciata del locale.

Da mangiare Soup of the day with mushrooms and beef per Mai e Fish and chips per me.
Da bere un bicchiere di Granite Range Merlot e uno di Oyster Bay Sauvignon.
Meraviglioso, tutto quanto. Proprietario compreso, che ci salutato con una stretta di mano e tanti complimenti e auguri per la nostra vita insieme.

Adesso guardo le stelle dalla nostra stanza senza poterne riconoscere neanche una.

Fish & Chips and a glass of Oyster Bay Sauvignon

My travel notebook

Foresta pluviale

Oggi pioggia e foresta pluviale. A una ventina di chilometri da qui sull’oceano.

Riporto le immagini sotto, compresa la passeggiata fatta su dei camminatoi d’acciaio a decine di metri di altezza dal suolo della foresta. Tremavano con il vento, ed io con loro.
Dalle foto forse non si coglie abbastanza, ma in questi luoghi primordiali eravamo da soli con il solo rumore della dell’acqua, del vento e degli uccelli. Abbiamo camminato chilometri per arrivare alle cascate senza incontrare neanche un’altro essere umano. (ricordo che cliccando sulle foto è possibile vederle a dimensioni intere, lo consiglio soprattutto per le prime)

Foresta pluviale a Otway Park

I camminatoi nella foresta, visti dal basso

Chotto e la sua acrofobia

Primordi

Pranzo al faro sulla punta meridionale dell'Australia

Pomeriggio alle triple waterfalls

Mai alle cascate

Chotto

Ritorno a casa, vista dall'alto di Apollo Bay

Stasera probabilmente fish&chips

Kangaroo

Una piccola, ma importante aggiunta al post precedente.
Stasera ho assaggiato la mia prima carne di canguro in un bel piattone con patate e cipolle!
Allego foto storica (con vino rosso australiano di accompagnamento e torta al cioccolato a seguire)

The Roo

Chocolate cake at Buffs Bistrot (Apollo Bay)

P.S. Aggiungo anche al post precedente la foto dei cigni neri di cui mi ero dimenticato.

Great Ocean Road

Eccomi qui di nuovo, trovo il wi-fi e aggiorno il sito mentre mi riposo in un bed&breakfast vicino alla spiaggia ad Apollo Bay.

L’Australia continua a stupirci ed è difficile sintetizzare in poche righe quello che abbiamo visto, quindi riporterò solo alcuni dettagli – magari insignificanti – che però magari aiuteranno a rendere l’idea.

– A Melbourne, nella doccia, c’era una vecchia clessidra di sabbia con la preghiera di usarla per tenere la durata della doccia sotto i quattro minuti.
– A Phillip Island nel parcheggio delle auto c’era un cartello che pregava di controllare, prima di avviare l’auto, che non ci fossero pinguini rifugiati sotto la macchina.
– Stamattina la proprietaria del bed&breakfast (dove eravamo gli unici ospiti) ci ha svegliati con il profumo dei pancakes che stava preparando per noi insieme a fragole, kiwi e arance appena tagliate, caffè caldo, succo di frutta appena spremuto, marmellate varie, panna fresca e una specie di gelato/sorbetto fatto da lei con banana e fragole.
– Ieri nello stesso bed&breakfast abbiamo fatto una riposante sauna che era la fine del mondo.
– Oggi mentre guidavamo in strada ci siamo fermati in spiagge chilometriche in cui c’eravamo solo Mai ed io.
– Tra una spiaggia e l’altra ci siamo fermati con l’auto perchè dietro una curva abbiamo trovato gli alberi pieni di koala che mangiavano foglie di eucalipto.
– Adesso vediamo l’oceano dal nuovo bed&breakfast dove ci si siamo fermati per dormire per un paio di notti.
– Guido ascoltando 104.3 “good times and great classic hits”, con rock anni ’80, ritornando a quando avevo 14 anni (bad medicine – di quando bon jovi non era pop – ancora mi esalta, lo ammetto)
– Ho avuto la pelle d’oca nel trovare i cigni neri (i black swans di Nassim Taleb, per chi coglie la citazione)

Per chi non c’è mai stato qui posso dire (citando Bill Bryson) che gli australiani hanno lo spirito caldo e semplice degli americani, ma sono educati, guidano a sinistra, bevono il tè e hanno le statue della regina come gli inglesi. Io inoltre aggiungo che hanno il sistema metrico decimale europeo e che questo me li fa amare ancora di più.

Finisco dicendo che la mia guida a sinistra va meglio del previsto (per ora), anche se ho una Toyota con cambio manuale e la cosa non è affatto semplice.

Adesso un po’ di foto per comprovare i punti di cui sopra.

Melbourne - clessidra

Phillip Island - Check for penguins under the car

La nostra stanza di ieri

Un po' della nostra colazione di stamattina

Australian roads

Running on the ocean

Moderno Chatwin (aggiornando il mio moleskine)

L'immensità. Quel puntino al centro è Mai

Chotto on the Road (a.k.a. Bad Medicine)

Koala

Chotto e il fish burger mangiato sotto al faro di Split Point

Riflessi

The Black Swan (fooled by randomness)