Ritorno alle origini

Giornata di lavoro che mi riporta alle mie radici familiari… Con un briciolo di nostalgia per l’infanzia passeggio sotto la pioggia e faccio scorta di ottimo cioccolato piemontese vicino a piazza Castello. Non riesco a dimenticare che in fondo parecchio del mio sangue viene da qui.

Mi perdonerete poi, ma ho voglia di riportare il contenuto di una pagina che leggevo in treno sulla via del ritorno:

“[…] Davanti all’ospedale, quando saltai giù dal taxi, ero un bravo psichiatra e gli diedi l’unico consiglio che a mio avviso poteva accettare. – Continui a darci dentro, – gli dissi.
– Ehi, anche lei, dottore – disse lui mentre la faccia che, come vidi in quel momento, era quella di un bambinone, di un grasso, rancoroso, infantile bevitore di quarant’anni, si era distesa in un sorriso soddisfatto, segno che, alla mia prima uscita professionale, si era realizzato un transfert. Ce l’aveva fatta, come no, era veramente riuscito ad annientare suo padre. Lui, pensavo, appartiene alla primitiva orda di figli che, come Freud amava congetturare, sono capaci di annullare il padre con la forza: che lo odiano e lo temono e, dopo averlo vinto, l’onorano divorandolo. E io appartengo all’orda che non sa muovere un dito. Non siamo fatti e non siamo capaci di farlo, ai nostri padri come a nessun altro. Siamo i figli atterriti dalla violenza, senza la minima capacità di infliggere dolore fisico, negati alle botte e alle randellate, incapaci di polverizzare anche il nemico che più se lo merita, ma non necessariamente senza turbolenza, ira, ferocia addirittura. Abbiamo i denti come cannibali, ma stanno lì, incastonati nelle mascelle, per aiutarci ad articolare meglio le parole. Quando devastiamo, quando cancelliamo, non è con scariche di pugni o spietate macchinazioni o violenze folli e incontrollate, ma con le parole, col cervello, con le capacità mentali, con tutta roba che ha prodotto l’abisso struggente fra i nostri padri e noi, e che essi stessi si sono rotti la schiena per darci.”

Patrimonio - una storia vera

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