Dal nostro inviato

Ritorna finalmente l’amico Peppe dal suo giro in Cina.
Più che nelle parole il racconto è in queste immagini…

Chinese youth

Peppe, Shangai, McDonald e nebbia

“…città sonnolenta, fredda e addolorata sotto la pioggia, le luci che sanguinano nelle strade…”

Shangai night

e infine l’integrazione con la comunità dei naxi

L'inviato

Io invece guardo “l’acqua scorrere” e attendo gli eventi, medito sul futuro e intanto leggo le ultime, bellissime, pagine del mio libro.

“La draga iniziò a retrocedere. Grosse bolle agitarono l’acqua fangosa e scoppiarono. Suttree alzò una mano e il vecchio timoniere suonò una campanella. Zattere di paglia andarono su e giù e dalle tane dei topi lungo la sponda provenirono schiocchi e risucchi, mentre la draga si allontanava col marinaio appoggiato al parapetto, una sigaretta fra le labbra e gli occhi rivolti a riva.

Una limpida notte. Le luci del ponte danzavano sul fiume tra i piccoli isomeri lastricati di scuro di costellazioni lontane. Dondolandosi sulla sua sedia Suttree formulava gli interrogativi che l’ovale di luce tremante sul soffitto doveva rivolgergli.

Ammettiamo che ci fosse qualcuno in ascolto e che tu stanotte morissi?
Mi sentirebbe morire.
Niente ultime parole?
Anche le ultime sono solo parole.
A me le puoi dire, paradigma della tua stessa funesta genesi interpretato da una fiamma in una campana di vetro.
Direi che non sono stato infelice.
Non possiedi nulla.
Forse gli ultimi saranno i primi.
Tu ci credi?
No.
A che cosa credi?
Credo che gli ultimi e i primi soffrono allo stesso modo. Pari passu
Allo stesso modo?
Non è solo nelle tenebre della notte che tutte le anime sono un’anima sola.
Di cosa ti pentiresti?
Di niente.
Di niente?
Di una cosa. Ho parlato con amarezza della mia vita e detto che mi sarei battuto contro l’infamia dell’oblio e della sua mostruosa assenza di volto e che in quel vuoto avrei eretto una stele dove tutti avrebbero letto il mio nome. Una vanità che ora abiuro.

Il suo volto intagliato nel vetro nero lo guardava da sopra la spalla illuminata dalla lampada. Si chinò e spense la fiamma, il suo doppio, l’immagine sul soffitto.
Lì accanto il fiume si srotolava scuro e silenzioso.”

Concludo con un cooking corner che questa settimana propone un “riso al latte” che ricorda la mia infanzia (e che mi aiuta a superare questa maledetta influenza…)

Riso al latte

…e un piatto di arrosticini abruzzesi accompagnati da potage di verdure.

Arrosticini e potage

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...