Blue in green

Pubblico qualche immagine della piacevolissima cena di compleanno di lunedì scorso e intanto, mentre arrivano a Milano i primi temporali estivi, mi dedico al martellamento di chiodi per appendere i quadri a casa nuova.

Compleanni

Cena di compleanno giapponese

Brindisi

INTERVISTA

“Vi domanderete perchè mai uno scrittore americano viva a Roma. Prima di tutto perchè mi piace i romani che ci frega niente se sei vivo o morto: sono neutrali, come i gatti. Roma è la città delle illusioni, non a caso qui c’è la Chiesa, il governo, il cinema, tutte cose che producono illusione, come fa tu come fa io. Sempre più il mondo si avvicina alla fine perchè troppo popolato con le macchine, i veleni. E quale posto migliore di questa città, morta tante volte e tante volte rinata, quale posto più tranquillo per aspettare la fine da inquinamento, sovrappopolazione? E’ il posto ideale per vedere se il mondo finisce o no.”

Lasciatemi infine segnalare una piccola e preziosa libreria nel quartiere di Brera. Già il nome rende l’idea: “LIBRERIA DEL MONDO OFFESO”.

Accogliente e ricca di sorprese. Posti così non vanno dimenticati. C.so Garibaldi 50

The seed

Vigilia del mio compleanno. Televisione spenta, mi metto a camminare per la strade deserte, cercando nuova luce in questa città in cui tutto sembra resti uguale. Cattivi pensieri, sogni che mi seguono mentre passeggio. Vaghi sentori di un futuro nuovo che si affaccia all’orizzonte.

KMBCB

Una lunga chiacchierata con un saggio amico lontano che rafforza le mie convinzioni.

Cooking corner questa settimana dedicato a una sorta di “saltinbocca alla romana” che ho improvvisato stasera. La ricetta è stata un po’ modificata, ma siamo lontani da casa e nessuno quindi se ne è accorto.

Saltimbocca alla romana

Il sottofondo musicale della settimana è invece “Home Grown! The beginners guide to understanding The Roots Volume Two”.

Uno splendido ed imitabile sound, intelligenza e calore bianco, quello che ci vuole in questo luglio.

I’ve traveled far and I’ve burned all the bridges

I believed as soon as I hit land

all the other options held before me,

would wither in the light of my plan.

Cadillac need space to roam

Where we headed for?

She don’t know

We’ in the city where the pros shake, rattle and roll

And I’m a God dang rollin’ stone

I don’t beg, I can hold my own

I don’t break, I can hold the chrome

And it’s weighin’ a ton and I’m a son of a gun

My code name is The Only One

And Black Thought is bad

These streets he done ran

E’r since when the game began

I never played the fool

Matter fact I’ve been keepin it cool

Since money been changin’ hands

And I’m ready to shine

The legacy I leave behind

Be the seed that’ll keep the flame

I don’t ask for much, but enough room to spread these wings

And the world fittin’ to know my name…

Set the controls for the heart of the sun

Finisco di montare anche l’attaccapanni per l’inverno, reduce dalla prima notte passata a dormire nella casa nuova, per fortuna silenziosa nonostante fosse un sabato sera estivo dei Navigli. Quindi direi primo test passato (anche se ammetto che la nostra aria condizionata sferragliava come neanche fossimo in una vecchio traghetto).

Carpentiere

Il gas ancora non arriva ai fornelli, ma tutto il resto è in ordine e inizia a prendere vita. Mai gira per casa ed oltre a svuotare scatole e riempire comodini, fa un degno servizio fotografico dei nuovi dettagli (trovate tutto cliccando sulla foto in alto a sinistra). La settimana per il resto passa rapidamente e riesco pure a trovare il tempo per esibirmi in uno “splendido” pollo ripieno con origano e pancetta per l’amica di Mai ospite da noi.

Pollo, pancetta, melanzane e pomodori

P.S. I HAVE THE KEY IN MY HAND, ALL I HAVE TO FIND IS THE LOCK

“Parlare di certe istituzioni pubbliche e sociali come del “sistema” è corretto, perchè esso sono fondate sugli stessi rapporti concettuali e strutturali di una motocicletta. Sono sorrette da rapporti strutturali persino quando hanno perso ogni significato e ogni altro scopo. La gente va in fabbrica e dalle otto alle cinque si dedica senza fiatare a mansioni senza senso, perchè la struttura esige che sia così. Non c’è nessun “cattivo” che li vuole costringere a vivere delle vite senza senso, è solo che la struttura, il sistema, lo esige, e nessuno è disposto ad assumersi l’arduo compito di cambiare la struttura solo perchè non ha senso.

Ma smantellare una fabbrica, o ribellarsi contro un governo, o rifiutarsi di riparare una motocicletta solo perchè essa è un sistema, è attaccare gli effetti invece delle cause. Il sistema vero è la costruzione del pensiero sistematico, la razionalità stessa, e se si smantella una fabbrica lasciando in piedi il sistema di pensiero che l’ha prodotta, questo non farà che dare origine a un’altra fabbrica.”

Lo zen e l’arte del trasloco

“Il Buddha dimora nel circuito di un calcolatore o negli ingranaggi del cambio di una moto con lo stesso agio che in cima a una montagna o nei petali di un fiore. Pensare altrimenti equivale a sminuire il Buddha – il che equivale a sminuire se stessi.”

Lentamente e con gioia faccio nascere casa nuova, in un esercizio creativo che dopo troppi mesi passati davanti a un pc mi fa riscoprire la vecchia gioia infantile del sudore e della fatica!

Casa nuova in "costruzione"

Manca ancora il tappeto grande in salotto, gli scendiletto, gli asciugamani e altre tonnellate di altre cose inutili ma già appaiano le prime forme di una vera casa…

Scatole che riempiono casa nuova

…per il resto, confuso come al solito, alla sera con la schiena un po’ rotta, mentre pulisco i fagiolini per la cena, inizio a rileggere Pirsig, dietro suggerimento di un buon amico, ascoltando i vecchi album di Don McLean e sentondo in sottofondo le rondini che si godono il cielo estivo fuori dalle finestre di casa.

“And moss grows fat on a rolling stone” intona a circa metà di American Pie, e sembra scritta per me.

Come al solito è solo un caso, ma l’unica cosa che importa è andare avanti senza farsi troppi problemi. In fondo sono cresciuto con lo spirito dei beatnik e ne vado fiero…