Neve

La prima nevicata

“Quali che siano le intenzioni di ognuno di noi, veniamo trascinati insieme lungo lo scorrere del tempo alla stessa velocità”

Sono giunto quasi alla fine il mio libro di Murakami, e la cosa mi dispiace. Bello.

Ho tanti altri libri che mi si accumulano per casa ma sarà dura scegliere, per ora mi godo le ultime quaranta pagine che mi mancano.

Sotto un tramonto dalla mia finestra, senza neanche un ritocco di photoshop.

Tramonto

Dovessi dire le poche cose che mi piacciono di questa città: il freddo, la pioggia, la neve, il salame di felino, le montagne all’orizzonte nei pochi giorni di sereno. E le librerie.

La Telecom decide di volermi rovinare l’inverno, Peppe va alla scoperta di Cipro, e la neve cade dal cielo di Milano.

Io cerco di non pensarci troppo, e guardo i tetti imbiancati.

Facendo due passi in giro vedo la gente in coda, al gelo, fuori da Tiffany e dal negozio Montclair. Senza parole. E’ dura essere ricchi, si vede che bisogna avere il fisico adatto.
Io passo oltre e mi consolo a casa con una cioccolata calda e le note di Thelonious Monk al piano.

Stasera tagliolini al sugo, sperando che fuori nevichi ancora.

Da domani fino a mercoledì, corso di Program Management, e nel frattempo cercherò di portare avanti la mia battaglia contro il mostro Telecom sperando che qualcuno mi aiuti.

Ma adesso il sugo è sul fuoco e Round ‘Bout Midnight suona sullo stereo, pensiamo a oggi.

Fargo

Franz Ferdinand ai Magazzini Generali

Freddo, tanto freddo, in questa maledetta città del nord. Guardo Fargo in tv e mi immedesimo nelle nevi perenni del Minnesota.

In compenso questa settimana splendido concerto dei Franz Ferdinand, di cui vedete al lato un immagine. Ero in una specie di palchetto rialzato e come vedete avevo una splendida visuale.

In cucina non mi sono esibito, un po’ per stanchezza, un po’ per pigrizia, un po’ per protesta. La bellissima, santa e sacra protesta. Quindi vi beccate qualche immagine di ripertorio di cene romane, del grandiose bistecche del Four Green Fields in Prati, e di milanese solo una classica colazione e una bottiglia di vino fregata nel passato weekend toscano di qualche settimana fa….

Mi sono deciso a comprare l’ultimo libro di Murakami pubblicato da Einaudi. Dopo lo splendido “Kafka sulla spiaggia”, inizio “After Dark”.

Dal retro di copertina,

“Un giovane jazzista, un esperto informatico, una prostituta picchiata da un cliente, la manager di un love hotel, una ventunenne che vegeta in uno stato semicomatoso, e sua sorella, ragazza solitaria e inquieta.

In una Tokyo aliena, nell’arco di una sola notte i destini di queste persone finiscono per incrociarsi facendo emergere un inatteso senso di umana solidarietà.

Per ora sono a pagina tre.
Suonano i Portishead sullo stereo, la sera è scesa da un bel po’.

Io leggo e aspetto che domani si ricominci.

Darjeelen Limited

Cena indiana

Weekend “indiano”, con cena all’ottimo Rangoli vicino a Piazza Solferino a base di riso, pane alle erbe e carni piccantissime e poi uno strano road movie, visto a casa, che da il titolo al blog di questa settimana.

Pollo e riso

"Indian" Mai

Per il resto cerco un po’ di serenità e riposo, vista una settimana di lavoro particolarmente dura. Aria fresca, passeggiata al parco, mentre dal Giappone arriva la notizia che è appena nato Michiru il figlio della migliore amica di Mai, Micchan.

Vi ricorderete di lei dalle foto di viaggio in oriente, altrimenti andatevela a rivedere.

Ascensore

Mentre ascolto un vecchio brano dello sconosciuto Peter Sarstedt, cala la sera e, credeteci o no, butto finalmente via l’ultimo scatolone del trasloco di luglio.

Angel

Molto buono

Fabio e Alessia

Ennesimo test d’italiano per Mai, questa volta 2 livello. Voto “molto buono”. E anche questo è fatto. Passaggio di grado comprovato anche dalle due cene “italiane” di questa settimana, una con Mr. George a base di funghi porcini e l’altra in enoteca con Fabio&Alessia “Petting” , in cui poco ha parlato ma quasi tutto ha capito.

Per il resto si corre, si produce, si mangia, ci si ripara dalla pioggia e si pareggia per colpa di un autogol anche questa settimana.

Di nuovo poi ci sono un paio di piante in casa (roba di strani semi giapponesi per cui non so cosa crescerà) e la maglietta con la rosa che arriva diretta diretta dal sud america, trovata in uno strano negozietto sotto casa.

Sperando passino bene l’inverno…

Preparing for Christmas

Reading

Suds & Soda

dEUS - 30 ottobre 2008 - Petting & Alessia, Andrea “the Cesar”, Matteo & Mai

Faccio strani sogni la notte, forse desideri inconsci che cercano libertà. Sono quasi certo che sia così. Questo weekend mi sveglio tardissimo, forse perchè con quei sogni devo chiarirmi le idee.

Domenica mattina con colazione al mio baretto alle colonne di San Lorenzo con cappuccino e cornetto salato, giri a piedi a cercare un calendario, spesa grande del weekend, felpa con il cappuccio a proteggermi dal freddo.

Sul mio comodino questa settimana “Les Contes Drolatiques” di Balzac, sognando la fuga e nuovi progetti.

Settimana di pioggia e mal tempo, settimana con il concerto dei dEUS, cantando “Friday, friday, friday…” al ritmo della splendida Suds&Soda, settimana con pizza, le solite chiacchiere al telefono con l’amico Peppe Focone unico vero compagno in questa lotta eterna contro la vita, settimana di vicinanza a questa Roma che sembra voler prendere solo schiaffi in questo buio autunno di crisi profonda che non vuole finire mai.

Meno male c’è la poesia senza senso di Tom Barman a darci speranza. “Your head come on is dead and gone, it might as well be said so long, it’s sud and soda and a brain decoder…. friday, friday, friday, friday, friday, friday, friday, friday”