Green plastic trees

Chotto Tree

Un weekend di caldo e rade nuvole. Con l’arrivo dell’estate, giornate serene con la luce così abbagliante che a guardare a lungo di solito fa male agli occhi. Prendo il sole con la musica dei Radiohead e penso alla cena con vecchi amici dopo la quale è inevitabile riflettere sui scelte che abbiamo fatto. Chi parte per la Thailandia per girare un film, chi per scrivere articoli su Phuket, chi invece torna a Sabaudia o nella sua grigia banca milanese o londinese.  Con un briciolo di ottimismo penso al futuro, un’ottimismo che non mi appartiene e per cui mi sono meritato un: “Sei posseduto?! Esci dal suo corpo, maledetto Teletubby!”.

Nel resto del weekend tento un esperimento culinario e quasi mi avveleno (con dell’ottimo riso orientale), sollevo pesi in precise serie da 20, pianto alberi di plastica sul sito (per avere aria pulita), vinco la nona Coppa Italia, compro un sacco di dentifricio e in sottofondo Thom York continua a cantare “Two jumps in a week, I bet you think that’s pretty clever don’t you boy? Flying on your motorcycle, watching all the ground beneath you drop, You’d kill yourself for recognition, kill yourself to never, ever stop. Don’t leave me high. Don’t leave me dry”.

No matter the year, no matter the place, no matter the time. Dedicated to all the dreamers.

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