Christmas snow

Mai's food

Weekend in cui con un’improvvisa svolta appare come molto più probabile il mio viaggio natalizio in Giappone. Forse Mai ha trovato casa e quindi si parte. Un appartamento sperduto in un quartiere mal collegato in cui rimarrò isolato da tutto a causa della neve, ma l’importante è solo andare, partire, esserci.

Manca ancora parecchio alla partenza, ma già dentro di me sento quella strana sensazione che non riesco a togliermi di dosso quando da quegli strani posti torno qui, a quella che dovrebbe essere casa mia. E in testa continuano a risuonarmi le parole del protagonista di Solaris… “Earth. Even the word sounded strange to me now… unfamiliar. How long had I been gone? How long had I been back? Did it matter? I tried to find the rhythm of the world where I used to live. I followed the current. I was silent, attentive, I made a conscious effort to smile, nod, stand, and perform the millions of gestures that constitute life on earth. I studied these gestures until they became reflexes again. But I was haunted by the idea that I remembered her wrong, and somehow I was wrong about everything.”

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